“H-horse” per Kartell

“H-horse” per Kartell nendo
«Nella progettazione di H-horse mi sono un po’ ispirato alla forma delle colonne egizie», dice. «L’idea era usare poco materiale e avere la massima resistenza. Il risultato è un cavallo a dondolo molto semplice, funzionale e con molta struttura, ma al tempo stesso un oggetto gioioso ed emozionale». (Nendo)

“H-horse” per Kartell nendo
Novità per il Salone 2016 sul catalogo Kartell Kids. Pronto al debutto mette insieme i classici più adatti all’infanzia e una serie di novità formato baby progettate dai designer della scuderia.
“H-horse” di nendo si ispira alla forma delle travi in acciaio “H “, utilizzata in opere di grandi dimensioni, che conferiscono alla struttura la giusta resistenza meccanica.

“H-horse” per Kartell nendo
Mediante l’applicazione di questo concetto direttamente al cavallo a dondolo di un bambino, Nendo ha creato un oggetto ludico che consente di visualizzare le caratteristiche di funzionalità e forza, anche con un uso semplicistico di materiali, in linea con il suo approccio creativo globale che vede le interpretazioni intelligenti del quotidiano, Nendo riconsidera questo elemento architettonico, come un prodotto estroso e pratico.
Kartell booth : pavilion 20, A15/B14
Photos by Akihiro Yoshida
www.nendo.jp/
www.kartell.com/
Masami – Vito Nesta

Masami – Vito Nesta
“Un viaggio in Asia, alla scoperta della bellezza”
Una Sintesi, un Profumo di avventura e una Poesia si assaporano in questa Wallpaper come si assaporano all’infinito in ogni tazza di tè.
MASAMI 成美 femmina
dal giapponese 成 (masa) “che e’ diventata” e 美 (mi) “bella”.

Masami – Vito Nesta
Declinazione grafica del termine che in Giappone sintetizza bellezza ed eleganza, Masami unisce l’eterna eleganza delle donne ritratte nelle albumine dell’Ottocento con la lussureggiante vegetazione del territorio nipponico meno conosciuto. Ispirata ad un viaggio in Asia, la tela vive delle suggestioni antiche di un Giappone che forse non c’è più.
Warp collection
www.vitonesta.com/
INCONTRI con GumDesign

INCONTRI – GumDesign
Il cammino più breve da se stesso a se stesso è l’altro
Paul Ricoeur

INCONTRI – GumDesign
In INCONTRI i contenitori si uniscono ai coperchi per creare un nuovo solido, una nuova figura.
Sembra quasi che un Lui e una Lei si fossero incontrati un giorno e avessero generato per sottrazione l’Altro… ed ecco il Trittico!
La Poesia compie il tentativo di un incontro, Celan la definiva: una stretta di mano, attraverso i suoi specifici strumenti, il ritmo, la metafora, la similitudine, la sinestesia, l’ossimoro, sono alcuni dei modi, in cui la lingua prova ad integrare le diversità, ad armonizzare gli opposti, a fare spazio all’Altro e a contaminarsi di Lui…. Come succede qui tra un Cilindro e un Coperchio con manici sagomati che toccano il piano.

INCONTRI – GumDesign
Tre contenitori scultorei evidenziano la capacità del metallo e della sua lavorazione di adattarsi ad interpretazioni emotive, percettive e visive. Semplici cilindri entrano in contatto con coperchi dotati di manici sagomati, adattabili alle varie forme e dimensioni, si incontrano fisicamente e matericamente in un gioco di percezione mutevole. I contenitori sono incamiciati con tubolati in acciaio inox, adatto al contenimento di cibi ed alla loro conservazione, ma sulla funzione prevale l’aspetto poetico e materico generato dall’abilità e sensibilità artigianale.

INCONTRI – GumDesign
Materiali / Ferro nero macchiato, Ferro naturale levigato, Ferro ossidato cor-ten
photo: Laura Fiaschi
mostre: Vetrina / Palazzo Rucellai / Firenze / 2015
Operae / Palazzo Cavour / Torino / 2015
http://www.gumdesign.it/gum/sezioni/store_incontri.html
“Refugio para un recuerdo”: Alexandra Kehayoglou

Alexandra Kehayoglou
“I pezzi sono grandi e paiono estendersi all’infinito. Sono destinati ad essere i portali che hanno il potere di condurti lì dove si trovano i tuoi ricordi». (Alexandra Kehayoglou)

Alexandra Kehayoglou -refugio
«I miei lavori vengono considerati come delle opere d’arte naturalistiche e alcune – “Refugio para un recuerdo”, in particolare – regalano con la loro tridimensionalità l’illusione di entrare in un sogno.”

Alexandra Kehayoglou -waterspring
«È come rendere eterni i luoghi che visito, come scattare una foto», una foto fatta di morbida lana e colori. La foto Alexandra Kehayoglou le scatta ai paesaggi della sua Argentina.
Fili di filato scartato dalla fabbrica di famiglia, diventano il cielo, acqua, sabbia, corteccia e muschio in realistici paesaggi su larga scala… onirici tappeti artistici…

Alexandra Kehayoglou – monte
Alexandra ritrae i paesaggi della sua terra d’origine, dai ghiacciai della Patagonia, ai pascoli della sua infanzia, dando vita alle pampas, gli sconfinati territori dei Gauchos. Molto poetiche le creazioni che ritraggono fantastiche isole verdi a forma di infinito e quelle effetto prato.
Riproducendo i terreni erbosi della pampa argentina, l’artista ferma nelle sue creazioni un paesaggio che sta pian piano scomparendo a causa della feroce urbanizzazione, elevando così la sua arte a strumento di sensibilizzazione, per non dimenticare il valore del patrimonio naturale e culturale.

Alexandra Kehayoglou -‘Shelter per un pomeriggio di pioggia’ – Foto alexkeha.com
I suoi Pastizales, Potreros, Refugios e arazzi vengono presentati come realtà sublimi di cui lo spettatore può partecipare attraverso la contemplazione e l’uso concreto del pezzo. I pezzi sono prodotti nel suo studio utilizzando materiale recuperato dalla fabbrica di proprietà della sua famiglia. I genitori hanno un’azienda di filati in lana con sede a Buenos Aires dal nome Alexandra. Oggi El Espartano, il loro brand, è un vero punto di riferimento nel panorama del design e Alexandra realizza le proprie collezioni in uno spazio industriale alla periferia della capitale argentina.

Alexandra Kehayoglou
Il tessuto delle sue creazioni è realizzato utilizzando un sistema handtuft con una pistola che l’artista manipola su cremagliere verticali per creare la trama dando forma al pezzo finale. Questo processo di produzione è lungo e complesso. Ognuno di loro è unico e irripetibile, veri e propri tableaux vivants vegetali.

Alexandra Kehayoglou
Bellissima la personale rivisitazione di Dries Van Noten di A Midsummer Night’s Dream, di shakespeariana memoria, e l’effetto surreale e magico della sfilata, dove gran merito va al tappeto-artistico realizzato dall’artista Argentina, che ha riprodotto fedelmente il manto erboso del sottobosco, per una lunghezza di quasi due campi da tennis.

Alexandra Kehayoglou – Dries Van Noten
«Apprezzo molto la sua inventiva, perché affonda le radici in una solida expertise che si tramanda addirittura da quattro generazioni. E questo regala un valore aggiunto al suo lavoro», racconta Dries Van Noten.

Alexandra Kehayoglou –
http://alexkeha.com/
boisbuchet.org
Ushabti Chiara Scarpitti

Ushabti, paradise brooches materials: oxidate silver, pure silk organza, steel, plexiglass, passementerie tecniques: digital prints, chemical cut, laser cut year: 2015
“La funzione estetica è molto di più che un semplice ornamento alla superficie delle cose e del mondo, come a volte si pensa. Agisce profondamente sulla vita della società e dell’individuo, concorre alla guida del rapporto – sia passivo che attivo – dell’individuo e della società con la realtà che li circonda”
Jan Mukařovsky (tratto da Chiara Scarpitti blog)

Ushabti, ornamental pendant materials: silver gold plated, plexiglass, steel, passementerie
tecniques: chemical cut, laser cut year: 2015
CONCEPT. Ushabti ss2016
Qual’è il limite tra la vita terrena e quella ultraterrena e come il gioiello può superare questo limite e accompagnare il nostro copro verso una diversa dimensione mistica? Similmente agli antichi processi di mummificazione egizi, il nostro corpo ancora ora prova a preservarsi nel tempo, sfidando la morte. La collezione Ushabti è il tentativo di adornare (e bendare) il corpo con immagini simboliche, insetti, api, scarabei e pietre preziose grezze, frapposte all’interno di componenti tessili, come antiche passamanerie e frange. I gioielli vengono indossati come degli ornamenti sacri che circuiscono il corpo, lo avvolgono, attraverso una vestizione particolare che ne enfatizza la gestualità dell’indossare.

Ushabti, bee bodyjewel materials: oxidate silver, pure silk organza, plexiglass, passementerie
tecniques: digital prints, laser cut year: 2015
Il vocabolo Ushabti in antico egiziano significava “quelli che rispondono” ed erano delle piccole statue che costituivano un elemento integrante ed indispensabile del corredo funebre. Gli Ushabti anticamente erano degli oggetti magici che accompagnavano il defunto nel suo viaggio nell’aldilà e vegliano su di lui, proteggendolo.

Ushabti, paradise bodyjewel materials: oxidate silver, pure silk organza, steel, plexiglass, passementerie tecniques: digital prints, chemical cut, laser cut year: 2015
Il gioiello è inteso qui come dispositivo esistenziale e la sua capacità quindi di interloquire con l’altro, rispondendo o ponendo delle domande, è messa in primo piano. I riferimenti antropologici della collezione sono legati dunque all’antica ritualità egiziana di bendare i morti e inserire tra le bende amuleti come scarabei, pietre preziose, api, e uccelli. Nell’antico Egitto lo scarabeo era simbolo della resurrezione. Dal volo degli uccelli si presagiva invece il futuro. Le api infine sono simbolo di fertilità e fortuna.

Ushabti, eyes necklace materials: silver, pure silk organza, steel, chemical cut
tecniques: digital prints, chemical cut, laser cut year: 2015
Dischi solari, gioielli che circondano il corpo, colletti, frange, elementi fluidi, si anima- no col movimento del corpo. Argento ossidato, oro, plexiglass, seta, passamanerie, tecniche digitali e manifatture tessili si uniscono per creare degli ornamenti ibridi, al confine tra gioiello e bodyjewel.

Ushabti, bees earrings materials: silver gold plated, pure silk organza, steel, passementerie
tecniques: digital prints, chemical cut year: 2015
Le immagini cucite nel plexiglass sono realizzate in stampa digitale e provengono da una lunga ricerca d’immagini d’archivi antichi risalenti al 1700. Tutti gli elementi sono progettati secondo processi produttivi differenti e poi sono ricomposti e riassemblati a mano.

Ushabti, insects brooches materials: oxidate silver, pure silk organza, steel, plexiglass
tecniques: digital prints, chemical cut, laser cut year: 2015
http://www.chiarascarpitti.com/
Crostata di Frutta Fresca e Crema Pasticcera

Tipica torta primaverile molto fresca e colorata. Conservatela in frigo e servitela fredda.
Preparate la base di pasta frolla
Ingredienti per la pasta frolla:
– farina 00: 300 gr.
– zucchero: 120 gr.
– uova: 3 (2 tuorli e 1 intero)
– burro: 150 gr.
– sale: 1 pizzico
– limone grattugiato: 1
(la cottura è 10-15 minuti in forno a 180-190°)
crema pasticcera, ingredienti:
– 3 tuorli d’uovo
– 100 g di zucchero
– 50 g di farina
– 400 ml di latte

arredoeconvivio.com
preparazione della frutta e farcitura della torta:
La frutta è un ingrediente molto importante. Sceglietela bene! Qui ho scelto solo Lamponi di Sant’Orsola e Mirtilli!
A piacere in ultimo completate con la gelatina. La gelatina serve per mantenere la composizione bella lucida e la frutta intatta, viva e colorata!