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Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria

oltremarine 2016
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – oltremarine 2016

 

“Osservare l’apparenza per poi travalicarla e scoprire, oltre la prima maschera, strati più veri e interiori degli esseri umani, rappresenta il punto focale dell’intero sviluppo di “Luci in fondo al mare”

 Silvana Nota 


Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria- Algae” 2014

Mutabilisarte, di via dei Mille 25 a Torino, martedì 25 ottobre, dalle ore 18, inaugura la personale dell’artista Silvia Beccaria dal titolo Luci in fondo al mare.

Il vernissage, a carattere performativo, vedrà gli spazi trasformarsi per brevi periodi in una sorta di dark room, al cui interno le opere, attraverso una metamorfosi suggestiva, cambieranno il loro aspetto diurno accendendosi di nuove fluorescenze.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria pianeti del mare 2015
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria pianeti del mare 2015

Il progetto di ricerca si ispira infatti agli organismi dei fondali marini, e al fenomeno della Bioluminescenza. Come scrive Silvana Nota che presenta la mostra: “Un processo naturale di trasformazione preso a prestito dall’artista per esplorare simbolicamente il significato del “doppio” nel suo aspetto più nobile e profondo. Osservare l’apparenza per poi travalicarla e scoprire, oltre la prima maschera, strati più veri e interiori degli esseri umani”.
Una serie di opere installative a muro, ascrivibili agli eterogenei linguaggi della Textile Wall Installation, sono state realizzate da Silvia Beccaria in pvc, plastica, gomma, tessuti e intrecciati a mano; ispirate agli organismi viventi degli abissi del mare e non solo. Opere capaci di catturare la luce nelle sue varianti diurne naturali o artificiali, e riconsegnarla in situazioni di buio con effetti fluorescenti e inaspettati.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria - antennulae-2016
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – antennulae-2016

Morbide e duttili, caratterizzate dalla tridimensionalità di forme liberate nello spazio come esplosioni di vita, le opere di Silvia Beccaria esprimono una costante metamorfosi pur mantenendo l’identità filosofico-stilistica che la contraddistingue. Al centro di tutto il suo lavoro, che esplora percorsi tra i più diversi (dall’Abito Scultura alle Scritture d’Artista per arrivare alle Performance), vi è infatti lo sguardo all’antico e all’universale elaborato nel presente, come processo sperimentale indispensabile alla rinnovata crescita e al proprio contributo all’esperienza contemporanea.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – Plumas de mar” 2016

Laurea in Filosofia, Master in Arte Terapia e Progettista Tessile con specializzazione in Fiber Art, Silvia Beccaria, impegnata da molti anni in ricerche spazianti dalla letteratura, alla scienza per arrivare alle più diverse esplorazioni sul versante tecnico- formale, sceglie con attenzione, di volta in volta, i materiali più adatti all’estrinsecazione artistica.

photo Mariano Dallago


Vernissage performativo 25 ottobre ore 18,00
Durata della mostra: dal 25 ottobre al 12 novembre 2016
Ingresso libero
Orari: da martedì a venerdì 15.30-19.30
sabato 10.30-13.00/15.30-19.30
chiuso domenica e lunedì


 

http://www.silviabeccaria.it

http://sharing.gallery/chi-siamo/

 

Flower di Silvia Beccaria

Flower Gorgiera rossa 2010  Mariano Dallago
Flower Gorgiera rossa 2010 Mariano Dallago

Nel vocabolario veneziano* si legge sotto il termine ” golèta”: gorgiera, coliaresso, o di merletti o di fettucce increspate quasi a foggia di lattuga; ne portano pure le donne di pietre preziose.

 


 

Flower Gorgiera rossa 2010  Mariano Dallago
Flower Gorgiera rossa 2010 Mariano Dallago

Nell’età Elisabettiana, tra il 1.500 e il 1.600 i collari rigidi o gorgiere erano di grande moda, venivano portati sia da uomini che da donne. Durante il periodo di Enrico IV era un piccolo collo arricciato, poi si allargò e venne aggiunto un bordo di merletto , in seguito si realizzò interamente di merletto. Nel 1560 era già un importante accessorio corredato di stringhe che si allacciava sopra gli abiti, era sollevato da fili metallici che venivano nascosti all’interno dell’arricciatura. Per sostenere la pesantezza il collare veniva anche inamidato e qualche volta insieme all’amido si metteva del colore per tingerlo. Nel 1600 era già realizzato interamente di merletto ad ago o a fuselli. Verso il 1650 i colli flosci presero il posto dei collari rigidi.

Flower 2010 Silvia Beccaria photo Silvia Paganino
Flower 2010 Silvia Beccaria photo Silvia Paganino

Oggi quelli di Silvia Beccaria… Una rilettura contemporanea dei raffinati ornamenti in uso nel 500 e 600: la donna, divisa in due parti distinte in cui l’elemento di divisione diventa la gorgiere stessa!

Aracne: dalla natura all’arte contemporanea

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L’evoluzione metaforica del filo: dal filo del ragno al filo della ricerca artistica

 

Gli estremi dell’evoluzione s’incontrano nelle opere di Silvia Beccaria, Roberta Toscano e Mariano Dallago che reinterpretano il mito di Aracne.

 


Pensieri in filo di Silvia Beccaria

Opere in cui l’arte del tessere diviene un racconto e un comporre trame.

Dipanare, separare, rischiarare i fili dei pensieri, intrecciare lettere e sillabe, che si fanno “testo”, tessuto

La matassa del pensiero, l’informe della mente si muta in arte, riscrittura del lontano, rivisitazione di miti, poemi, racconti.

 

“La sfida ordita” di Silvia Beccaria
“La sfida ordita” di Silvia Beccaria

 

Ragna-tele di Roberta Toscano

Architetture di perla tese tra gli alberi, iridescenti di rugiada e di sole. Teorie di luce. Simulacri di tessuti. Come non desiderare di catturare una ragnatela? Senza alcuno scopo scientifico, le ragnatele sono impiegate in questo progetto per dipingere ancor più romantiche geometrie. Celebrazioni di ricordi. Paure e sogni rimangono per sempre impigliati nel filo appiccicoso come voli interrotti di mosche e di falene. In teche di legni vecchi si dispongono ignoti pianeti di ali in frantumi, minuscoli gusci e semi volanti, piume, foglie morte e brandelli di tempo per proseguire un’infinita collezione di strutture sensibili sospese

 

Aracnotipie Installazione di Mariano Dallago

“Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall’allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini.” (da “Lezioni americane” di Italo Calvino).

 

Aracne trittico Silvia Beccaria Roberta Toscano Mariano Dallago
Aracne trittico Silvia Beccaria Roberta Toscano Mariano Dallago

Silvia Beccaria

Artista tessile Torino 1965

Dopo la Laurea in Filosofia e un Master in Arte Terapia presso l’Università di Torino, ha iniziato un percorso di studio come Progettista Tessile, specializzandosi in Fiber Art sotto la guida dell’artista Martha Nieuwenhuijs.

Dal 1993 al 2000 ha elaborato progetti didattici utilizzando l’arte tessile come strumento di riabilitazione ed educazione collaborando come consulente all’interno di strutture per disabili psichici, detenuti, minori a rischio e portatori di handicap. Per alcuni anni, dal 2002 al 2007, ha curato la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile per il Museo di Arte Contemporanea – Dipartimento Educazione  del Castello di Rivoli.

Il suo lavoro, frutto di una simbiosi tra mente e mani, la conduce per percorsi di ricerca e ardite sperimentazioni ad indagare nel passato con un linguaggio contemporaneo e al tempo stesso attento all’eredità dell’antica tecnica della tessitura a mano.

Per le sue opere, create filo dopo filo, la definizione di “fibra” viene estesa sino ad includere prodotti industriali, anonimi, marginali, come pvc, gomma, plastica, lattice, poliuretano ai quali parrebbe difficile conferire qualità estetiche, ma che possiedono comunque un comune denominatore: la loro “tessibilità”.

I materiali scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore, sono imprigionati dall’ordito, e al tempo stesso, lasciati liberi di muoversi così da creare un’effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino.

Silvia Beccaria realizza opere tessili (arazzi e sculture) e gioielli contemporanei ispirati alle gorgiere storiche .

Alcune opere sono presenti in collezioni permanenti altre partecipano a numerose Mostre Internazionali di Arte Tessile (Miniartextil, Fiber Art, Como, Trame d’Autore Biennale Fiber Art Chieri).

www.studio-filarte.it

 

Roberta Toscano

è nata e lavora a Torino. Ha studiato Storia del Teatro e poi Grafica con Franco Fanelli all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Opera in campo artistico principalmente con materiali di scarto che assembla, stampa, incide, sospende, incolla. Tramite un lavoro di ricerca articolato che la porta all’uso di vari linguaggi espressivi (video, incisione, installazione, poesia) è spinta dalla necessità di ricercare un’estetica consapevole e tendente all’autenticità. In veste di fotografa tenta di ritrarre il mondo, il corpo e l’immaginario femminile come paesaggio inconsueto, protesta muta contro l’ordinaria mercificazione dell’esistenza umana. La sua ultima mostra personale è stata “Abitazioni della coscienza” a Villa Cernigliaro di Sordevolo (Bi) a cura di Paola Zorzi.

Insieme con l’artista biellese Armando Riva ha fondato nel 2010 il gruppo Costarocosa.

Con l’artista e operatore culturale Marco Rabino coordina e organizza da alcuni anni DETENZIONI, un progetto di eventi tra cultura contemporanea e mondo dei diritti e della detenzione.

https://www.facebook.com/vialatteatorino?ref=hl&__mref=message_bubble

 

Mariano Dallago

Fotografo free lance dal 1989, opera da sempre nel campo della fotografia di architettura e della riproduzione di opere d’arte. Ha collaborato con alcune soprintendenze italiane per la catalogazione del patrimonio artistico nel progetto “dalle Alpi alle Piramidi”, con diversi restauratori per conto dei quali segue le diverse fasi del restauro di opere d’arte e con editori (Allemandi, Gribaudo, Panini, Nicolodi) per la pubblicazione di volumi d’arte. Alcune sue immagini vengono esposte in mostre collettive e personali, (Bologna, Parma, Livorno, Ivrea, Torino). Per conto della Citta di Torino esegue con un pool di architetti il rilievo fotogrammetrico di Palazzo Madama, per la Camera dei Deputati di Roma la campagna fotografica di Palazzo Montecitorio, per la National Gallery di Washington la documentazione della mostra i “Trionfi del Barocco”. Nel 2008 collabora con il Consiglio Europeo a Bruxelles alla realizzazione di un volume della collezione di opere d’arte contemporanea dello stesso e realizza per conto della Soprintendenza per i Beni Paesaggistici del Piemonte una campagna fotografica delle Chiese Romaniche dell’Astigiano. Nel 2009 realizza per la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti lo stop-motion e i virtual-tour della mostra “Il Teatro del sacro” sulla scultura lignea del sei e settecento. Nel 2010 per conto dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna realizza un progetto personale sulle piazze del Nuorese “Snap-Shot”. Invitato a tenere workshop didattici all’Università UNIRITTER di Porto Alegre in Brasile, Triennale Bovisa di Milano, ad ABADIR accademia di Design di Catania. Dal 1997 socio fondatore della cooperativa di restauro Koine di Roma. Dal 2008 insegna fotografia alla NABA (Nuova accademia di Belle Arti) di Milano. www.marianodallago.it

 


presso lo studio di Silvia Beccaria

domenica 7 giugno 2015

dalle 11 alle 20

via Guastalla 5 Torino


Fatto a mano – made in italy

etichettona

Sull’onda di Nutrire il pianeta, Energia per la Vita, il tema scelto da Expo Milano 2015, Creativity propone cinque nuove collezioni racchiuse, per la seconda edizione, sotto l’etichetta ironicamente cucita del fatto a mano – made in italy.

Dal 14 maggio al 16 luglio 2015, a Torino, nella nuova sede di Via Carlo Alberto 40/f Creativity Oggetti, affermatasi nel territorio torinese e non solo da ormai più di un decennio, espone nuove creazioni che celebrano l’origine e la vita, i frutti della terra, come fonte di energia vitale e nutrimento per il pianeta. Un nutrimento visivo che si presenta come galleria di gioielli e sculture all’insegna del “naturale”.

Con Silvia Beccaria prendono vita TuttiFrutti, le gorgiere già in uso nel Cinquecento, qui rivisitate in omaggio alla natura.

Silvia Beccaria TuttiFrutti
Silvia Beccaria TuttiFrutti

Forme della natura da indossare sono anche i SUCCULENT* rings anelli-scultura in legno di Barbara Uderzo che contengono terra e ospitano piccole piante grasse da innaffiare con una goccia d’acqua ogni tanto.

Barbara Uderzo Succulent
Barbara Uderzo Succulent

Unione di cibo e rimando al legame con la vita sono contenute nelle forme simboliche delle ciotole ideate da Mirta Morigi. La luminosità dorata degli Ombelichi della Terra della Morigi trova la sua espressione nelle concavità che si prestano ad essere anche lune che sovrintendono con il loro ciclo al pianeta terra, al germogliare, al riprodursi.

Mirta Morigi
Mirta Morigi

I vegetables sono invece il comune denominatore delle sculture di Enrica Campi e Massimo Voghera. La Scaramantica, donna con peperoncini, e i busti di donne con ortaggi dal titolo Minestre di Verdure di Enrica Campi dialogheranno con i personaggi di Massimo Voghera, nati dal gioco che vede abbinata la parola “testa” al mondo vegetale: Testa di Rapa, Zucca vuota, Teste d’Aglio, Sale in Zucca…

La Scaramantica Enrica Campi
La Scaramantica Enrica Campi

In tutti i lavori e nelle diverse forme di arte applicata in mostra, un clin d’oeil è proprio il fatto che siano stati creati con le mani: qui made in Italy riflette il vero senso delle parole, ovvero fatto a mano da artisti italiani.

Massimo Voghera Testa di rapa
Massimo Voghera Testa di rapa

Ad introduzione della mostra, giovedì 14 maggio alle ore 21h00, presso lo spazio espositivo si terrà il 4° incontro sul tema L’Astratto che si inserisce all’interno del ciclo di incontri a cura di Luca Tripaldi: Camminando sui cocci di Böttger – Dalle forme organiche ai volumi architettonici, cosa oggi gli artisti raccontano con la porcellana.

Per iscriversi, a causa dei limitati posti a sedere, è necessario ed obbligatorio confermare la propria partecipazione inviando una mail a: Luca Tripaldi – info@giallocaino.com

Dal 14 maggio al 16 luglio a cura di Creativity Oggetti di Susanna Maffini – Ingresso gratuito.

 

 

www.creativityoggetti.it

 

SENZA PERDERE IL FILO

invito

di Silvia Beccaria

30 gennaio-18 febbraio 2015

 

Internocortile ospita dal 29 gennaio al 18 febbraio 2015  Senza perdere il filo: la prima mostra personale a Torino di Silvia Beccaria, artista tessile esponente della Fiber art, sofisticata e artigianale espressione artistica nata negli anni ’50 nell’ambito dell’espressionismo americano.

Silvia Beccaria Setas del Mar - gomma viscosa plastica anno 2014
Silvia Beccaria Setas del Mar – gomma viscosa plastica anno 2014

Come una Penelope contemporanea, Silvia Beccaria tesse arazzi, abiti scultura e gioielli contemporanei utilizzando, con rigorosa e straordinaria tecnica, materiali tradizionali come lana, lino e stoffa, ma anche prodotti industriali e non riciclati, come pvc, gomma, plastica, lattice e poliuretano. In mostra circa 15 opere tra cui le più recenti, frutto di una ricerca intorno al tema della fluorescenza marina.

Silvia Beccaria Posidonia dettaglio - materiali plastica, poliuretano espanso, viscosa anno 2014
Silvia Beccaria Posidonia dettaglio – materiali plastica, poliuretano espanso, viscosa anno 2014

A partire dalla profonda conoscenza dell’antica arte tessile, Silvia crea le sue opere filo dopo filo con ardita sperimentazione dei materiali, scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore; materie prime imprigionate dall’ordito, e al tempo stesso, lasciate libere di muoversi così da creare un effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino.

Silvia Beccaria Zampilli - seta pvc poliuretano espanso anno 2014
Silvia Beccaria Zampilli – seta pvc poliuretano espanso anno 2014

Riassume bene Silvia Tardy di Internocortile il lavoro di quest’artista contemporanea e antica al tempo stesso:“ La capacità di sciogliere nodi per liberare fili e con questi tessere nuove trame è  la metafora della capacità dell’uomo di abbandonare schemi precostituiti o comunque non riconosciuti come propri e di riconoscere il proprio capo del filo per darsi un’identità propria e costruirsi un percorso. È questo che si vede nelle opere di Silvia: la bellezza di trame e percorsi che in un’apparente semplicità nascondono il difficile passaggio da grovigli a lievi e nuove forme perfette.

Silvia Beccaria Pianeti del mare dettaglio-  materiali gomma pvc anno 2014
Silvia Beccaria Pianeti del mare dettaglio- materiali gomma pvc anno 2014

Silvia Beccaria, nata a Torino nel 1965, dopo la Laurea in Filosofia e un Master in Arte Terapia presso l’Università di Torino, ha iniziato un percorso di studio come Progettista Tessile, specializzandosi in Fiber Art sotto la guida dell’artista Martha Nieuwenhuijs. Dal 1993 al 2000 ha elaborato progetti didattici utilizzando l’arte tessile  come strumento di riabilitazione ed educazione collaborando come consulente all’interno di strutture per disabili psichici, detenuti, minori a rischio e portatori di handicap. Per alcuni anni ,dal 2002 al 2007, ha curato la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile per il Museo di Arte Contemporanea – Dipartimento Educazione  del Castello di Rivoli. Le opere di Silvia partecipano a numerose mostre d’arte e design in Italia ed all’estero. Alcune sue opere sono presenti in collezioni permanenti di Fiber Art.

 

SENZA PERDERE IL FILO

di Silvia Beccaria

Inaugurazione 29 gennaio ore 18.30

Orari: 11-13 e 15.30-19 da martedì a sabato.

Internocortile

Via Villa Glori 6, (zona piazza Zara) 10133 Torino

 

(photo di Mariano Dallago)

www.internocortile.it

Ornamento di vita: le Gorgiere

Yuanzi Wang
Yuanzi Wang

Misteriose e piene di fascino… Segno, di una inavvicinabile nobiltà, ornamento di vita parliamo delle gorgiere, inamidate rigide appuntite eteree…segno di nobiltà alcune gorgiere avevano un diametro di 30 cm. particolarmente scomode limitanti la libertà di movimento. Sembra che le persone ricche le portassero proprio per questo motivo, per dimostrare di non aver bisogno di muoversi come la gente comune.

Yuanzi Wang
Yuanzi Wang

Interessante il lavoro della fashion designer Yuanzi Wang che ha creato queste fantastiche Gorgiere in cui si mescolano merletti tradizionali con ornamenti metallici generando forme eteree e leggere in cui prevalgono i motivi floreali e arborescenti.

Yuanzi Wang
Yuanzi Wang

La Gorgiere che traboccano merlettature sono passate di moda? Non se l’opera è un esercizio di stile not for sale. E allora soffia vento cinquecentesco tra tessuto e catene metalliche della fashion designer cinese Yuanzi Wang.

Yuanzi Wang
Yuanzi Wang

Ricordano i capolavori cuciti ad ago o a tombolo, sotto il collo di aristocratici ma allo stesso tempo guardano dritti al futuro…. Gustatevi le foto!

Yuanzi Wang
Yuanzi Wang

Diverse quelle proposte da Silvia Beccaria… una reinterpretazione degli ornamenti in uso nel 500 e 600…la donna, divisa in due parti distinte in cui l’elemento di divisione diventa la gorgiere stessa…

Sembra di calarsi in un ritratto di nobildonna di Rubens!  Le sue sue  pregiate creazioni donano a chi le indossa portamento e raffinatezza incorniciando il volto e rendendolo importante… ed è proprio l’eleganza e la bizzarria di questi antichi accessori d’abbigliamento che sembra riecheggiare nei gioielli contemporanei di Silvia Beccaria.

Silvia Beccaria Zuccherina 2011 Silvia Paganino
Silvia Beccaria Zuccherina 2011 Silvia Paganino

Già in uso nel Cinquecento, dicevamo, fu nel secolo successivo che il colletto alla spagnola o gorgiera crebbe di volume assumendo nel costume dell’epoca un ruolo caratterizzante. Realizzate in candida tela inamidata e impreziosite da trine, le lattughe, è questo il nome che fu loro dato in Italia, costituivano un complemento capace di mettere in straordinario risalto la bellezza e l’espressività del volto. Lo testimonia la ritrattistica.

Silvia Beccaria NUPTALIS 2011 Silvia Paganino
Silvia Beccaria NUPTALIS 2011 Silvia Paganino

Artista /designer tessile torinese, stilista concettuale, realizza le sue gorgiere con telai manuali impiegando fibre tradizionali arricchite da inserzioni inusuali.

Negli anni la sua ricerca l’ha portata all’utilizzo di elementi vegetali essiccati, di strisce di carta, di lamelle di rame, tubi di plastica, pluriball, metalli, lamine di alluminio e gomma, ramoscelli e addirittura alimenti, creando opere d’arte affascinanti e arrivando ad una sperimentazione ardita  che attinge  a  materiali industriali, anonimi, forse marginali, ma sempre scelti con estrema cura.

Silvia Beccaria NUPTALIS 2011 Silvia Paganino
Silvia Beccaria NUPTALIS 2011 Silvia Paganino

Silvia Beccaria, artista tessile torinese si dedica con la stessa passione alla produzione di quadri, di abiti scultura e di gioielli contemporanei, questi ultimi già presentati presso alcune design/gallery in Italia, e a Parigi alla Majson objet musees. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti di Fiber Art.