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La pralina al cioccolato dedicata a Palazzo Ducale

La pralina al cioccolato dedicata a Palazzo Ducale – Exquisita Rovereto –

Quando Cultura e Pasticceria si Fondono


Pralina progettata per la Fondazione Musei Civici di Venezia per comunicare, nel gusto, Palazzo Ducale. Mi sono fatto guidare dalla stratificazione costruttiva ed ornamentale di Palazzo Ducale, dal dualismo sotto-sopra di Venezia, nonchè dalla via delle spezie. Pregiati cacao del Centroamerica, uniti a frutti arrivati a noi dall’Oriente: arancia, nocciola, mandorla, pepe di Sichuan. Equilibrio perfetto tra componenti che rimettono, anche geograficamente, Venezia al centro del mondo. La sensazione finale sarà quella di una bocca elegante e con il vago senso di aver sfiorato la percezione di tutti gli elementi, come la bellezza di Palazzo Ducale e di Venezia: possiamo visitarli migliaia di volte rimandone sempre, ogni volta, sorpresi…. così funziona la bellezza….! 

(Walter Tomio)


La pralina al cioccolato dedicata a Palazzo Ducale – Exquisita Rovereto –

 Una Poesia questa Pralina…. Vi invito a conoscerla e degustarla!

La pralina di Palazzo Ducale, che nel corso dei prossimi mesi si potrà trovare presso le caffetterie dei Musei Civici (ma già disponibile nei canali di distribuzione Exquisita), si ispira al ruolo di ‘ponte’ tra Oriente ed Occidente, che la città di Venezia esercita tutt’oggi, sia alla ‘stratificazione’ di quei sorprendenti elementi costruttivi che la costituiscono e che ne fanno uno dei luoghi più belli e suggestivi al mondo. Gli ingredienti, quasi come un gioco al caleidoscopio, mirano a restituire l’immagine e la grandezza della Città attraverso un amalgama dal sapore unico: si va dall’arancia, frutto giunto dall’Oriente attraverso la via della seta, ma che ha trovato una sua ‘dimora’ accogliente nel Mediterraneo, alla mandorla, altro dono orientale, passando poi per la nocciola, arrivata dall’Asia Minore, ma che ha trovato nella penisola italica una culla confortevole, fino al pepe di Sichuan, nativo dell’omonima regione cinese, bacca ‘intrigante’, per concludere in ‘bellezza’ con il cacao, che rappresenta “l’occidente spostato più ad ovest”, attraverso il quale si è inteso porre Venezia ‘al centro’ tra i due differenti universi narrativi di Oriente ed Occidente.

La pralina al cioccolato dedicata a Palazzo Ducale – Exquisita Rovereto –

https://www.exquisita.it/it/prodotto/palazzo-ducale—emozioni

TRENTINSUSHI

Al Silenzio
TRENTINSUSHI

Idea geniale quella nata dopo molteplici viaggi in Giappone del musico e artista Gianfranco Grisi: Il Trentin Sushi. “GG si avvicina a questa pietanza, il sushi, se ne innamora e decide di “confezionarlo” alla trentina dopo aver visto un autorevole chef di Parigi che lo proponeva uilizzando i prodotti dell’alta gastronomia francese.

Il Trentin Sushi è, al contrario del sushi tradizionale, guarnito con pesci di fiume marinati e affumicati e affiancato ad ortaggi lavorati della Valle di Gresta.

Sushi infatti non significa crudo ma si riferisce letteralmente a una pietanza a base di riso condito con aceto di riso, zucchero e sale, che viene abbinata nel nostro caso anche a verdure lavorate di vario genere creando la linea VEGAN: Valle di Gresta.”

Tutto questo lo potete trovare al Silenzio a Rovereto. Al Silenzio è un laboratorio culinario e non solo…lascio a voi la curiosità di provarlo!

Al Silenzio rovereto
Al Silenzio Rovereto

Borgo Santa Caterina 20, 38068 Rovereto TN

Tel. 0464 43 62 29 Cell. 347 374 16 77

http://www.al-silenzio.it

Panettone di Ferragosto!

Panettone di Ferragosto Exquisita
Panettone di Ferragosto Exquisita

Una vera tendenza che il classico panettone non sia relegato e mangiato solo a Natale… del resto già nell’800 si gustava tutto l’anno. Ed ecco che si inizia a parlare di panettone day a ferragosto, ed ogni anno aumentano le pasticcerie e i party che lo vedono protagonista. Con il caldo il panettone è più gustoso: il burro si scioglie… e poi si può gustare con il gelato allo yogurt, allo zibibbo, al moscato, che lo rendono diverso.

Panettone di Ferragosto Exquisita
Panettone di Ferragosto Exquisita

Intanto ho provato questo di un’azienda storica di Rovereto: Exquisita. Essa si occupa di progettare cioccolati e lievitati di alta gamma, sviluppo di prototipi e loro realizzazione.

Parliamo di un Panettone di Ferragosto all’albicocca la cui confezione prevede una carta colore arancio caratteristico del brand.

I prodotti Exquisita si trovano soltanto nel Punto Vendita di Rovereto, sul loro sito ed in poche selezionate boutique del gusto. Parallelamente Exquisita è impegnata nella divulgazione della cultura del cioccolato di qualità tramite corsi di degustazione in tutta Italia a tutti i livelli.

http://www.exquisita.it/

“Progetto Cibo”….Barbara Uderzo tra Mart e Venaria

Barbara Uderzo Mart Rovereto "Progetto Cibo La forma del gusto"  Photo: Jacopo Salvi
Barbara Uderzo Mart Rovereto “Progetto Cibo La forma del gusto” Photo: Jacopo Salvi

Natura e progetto convivono in quei prodotti senza nome (Arancia, Piselli) ai quali Munari, affascinato, dedica nel 1972 il “Premio Compasso d’oro a ignoti”. Li apprezza perché posseggono le qualità fondamentali del good design..

… per il loro equilibrio tra materia, tecniche, funzione, forma, si pongono fuori dalle mode, dagli stili

e durano nel tempo finché una nuova materia,

o una nuova tecnica non propongono nuove soluzioni per la medesima funzione.”

(In Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale, 1989 – Bruno Munari)

Barbara Uderzo Mart Rovereto "Progetto Cibo La forma del gusto"  Photo: Jacopo Salvi
Barbara Uderzo Mart Rovereto “Progetto Cibo La forma del gusto” Photo: Jacopo Salvi

“In questi ultimi anni il dibattito intorno al cibo ha raggiunto livelli inediti di coinvolgimento del pubblico. E anche il mondo del design, che sempre registra e spesso anticipa le tendenze estetiche e culturali, ma anche socioeconomiche e antropologiche, ha dedicato grande attenzione al mondo dell’alimentazione, mostrando creatività, curiosità e grande capacità innovativa.”

Barbara Uderzo Mart Rovereto "Progetto Cibo La forma del gusto"  Photo: Jacopo Salvi
Barbara Uderzo Mart Rovereto “Progetto Cibo La forma del gusto” Photo: Augusto Collini

Creazioni di un folto gruppo di food designer sono stati al centro della mostra “Progetto Cibo. La forma del gusto” al Mart di Rovereto, nel 2013, che ha presentato l’arte della progettazione industriale e del design più sperimentale applicata all’alimentazione.

Il percorso espositivo, era suddiviso per aree tematiche, e si apriva con un omaggio al libretto “Good Design” pubblicato da Bruno Munari cinquant’anni fa nel quale il grande maestro insegnava a leggere i prodotti della natura, come ad esempio l’arancia, come fossero oggetti di design, sottolineandone, con ironia e rigore, le caratteristiche “funzionali e prestazionali”.

mart
Barbara Uderzo Mart Rovereto “Progetto Cibo La forma del gusto” Photo: Augusto Collini

Partendo da quella lezione, sono stati raccontati alcuni “cibi anonimi” attraverso apposite interpretazioni grafiche, per mostrarne le forme tradizionali, nella loro sofisticata e precisa costruzione architettonica….

Barbara Uderzo Venaria OrtinFestival
Barbara Uderzo Venaria OrtinFestival

In mostra anche oggetti di design realizzati con materiali alimentari: i gioielli di cioccolato di Barbara Uderzo, i servizi da tavola di pane di FormaFantasma o il “Decafè” di Raúl Laurí Pla, vincitore del Salone satellite 2012 a Milano. La “Cioccolator” di Alessandro Mendini, una calcolatrice a forma di tavoletta di cioccolato, o i “Popsicles” di Putput, spugne sagomate come ghiaccioli, sono invece singolari esempi di oggetti di design che alludono al cibo.

Barbara Uderzo Venaria OrtinFestival
Barbara Uderzo Venaria OrtinFestival

Il filmato rappresenta un workshop tenutosi nella sezione educazione del Mart, della designer Barbara Uderzo, una delle artiste presenti nella mostra del Mart di Rovereto “Progetto Cibo. La forma del gusto” dove ha realizzato dei gioielli con i piccoli frutti Sant’Orsola…..

Del resto non nuova a questo tipo di eventi Barbara Uderzo ha partecipato anche a Venaria con OrtinFestival, a Vicenza con SOFT & SWEET – performance con GLUCOGIOIELLI nel 2013 e ancora nel 2012 partecipa alla “Città dell’Architettura” sempre a Vicenza. Tutti Eventi pubblicati nel dettaglio, già nel mio blog) qui alcune foto tra le più significative!

(in parte, Liberamente tratto dal Comunicato Stampa di Cristiana Collu)

Photo Mart: Jacopo Salvi

 

Emozioni preziose…. il design indossabile!

mostra Rovereto emozioni preziose 1-8 dicembre 2012

Riporto parte dell’articolo che ci hanno dedicato sul giornale Trentino l’8 dicembre 2012:

Ecco il design in forma preziosa che va indossato

Mostra a Rovereto: le forme dell’emozione Progetti anche degli studenti dell’Artistico

 

mostra Rovereto emozioni preziose 1-8 dicembre 2012

Chiude oggi a Rovereto presso la sede dell’Associazione L’AeroplaninoAdElastico in Via della Terra, 52 una raffinata mostra di design del gioiello (“Emozioni preziose”), curata dall’architetto-designer Maria Grazia Cicala. «L’idea della mostra -secondo la curatrice- è stata di unire sotto un unico tema emozioni preziose e design indossabile (gioiello contemporaneo) unitamente al design vivibile, accomunati da uno stesso principio eco». Oggi il Green Building Council Italia, che ha patrocinato la mostra, interverrà all’incontro di chiusura; parteciperà in qualità di relatrice Paola Moschini, che farà un intervento sull’importanza del riciclo dei materiali e della sostenibilità in genere. «I gioielli presentati in questa mostra –racconta sempre la curatrice – sono resi tali prima ancora che dal materiale, dalla preziosità del progetto. Di molti si potrebbe parlare come di architetture contemporanee o di oggetti di design e poco importa che queste architetture non siano abitabili ma solo indossabili, perché la cosa importante sono le emozioni che suscitano».

Da una parte il design delle emozioni, che raccontano una storia; dall’altro l’eco-design, con i suoi prodotti semplici nella loro purezza e funzionalità, ma altrettanto emozionali: insomma, il design vivibile.

In questa direzione la curatrice ha inserito nella sezione Design del gioiello e del metallo anche alcune foto di progetti e oggetti in metallo, rame sagomato e smaltato a granfuoco, oltre a tre collier in argento con pendenti e orecchini, degli studenti frequentanti il Corso di Oreficeria e Design del gioiello e del metallo dell’Istituto delle arti di Trento-Rovereto sede di Trento (istituto Vittoria). I docenti coinvolti sono Franco Baldi ( laboratorio oreficeria) Lorenza Sebastiani (laboratorio smalti) Maria Grazia Brunelli ( Progettazione Design per i rispettavi laboratori).

«L’iniziativa” – ci racconta la prof.ssa Brunelli- “ mira a promuovere questo settore peculiare del Design, il Gioiello inteso come scultura in piccola dimensione, con una sua spazialità legata alla dimensione personale, all’indossabilità, al materiale prezioso. Senza dubbio anche la promozione della formazione del designer del gioiello e del metallo coniugato con la tradizione della costruzione artigianale orafa. Siamo tra i pochi licei artistici a livello nazionale ad avere ancora questo tipo di formazione: oreficeria, e lavorazione metallo con smalto a fuoco».

Lavori del Corso di Oreficeria e Design del gioiello e del metallo dell’Istituto delle arti di Trento-Rovereto sede di Trento (istituto Vittoria)

La scelta per arredare la location della mostra è caduta sul partner Molo design. «E’ questo un brand dove la sostenibilità ambientale può essere descritta con tre principali elementi: flessibilità; leggerezza/alta resistenza; materiali riciclati e riciclabili, adesivi e con colori atossici», ricorda la curatrice Cicala.

Si può dire che la vera nuova sfida di oggi, è riuscire a raccontare tanto con molto poco, lavorando di più sulla poetica delle cose che sull’estetica delle forme e ottenendo spazi che dialoghino con l’ospite. «Penso dunque al design come all’arte di comunicare attraverso gli oggetti», afferma sempre Maria Grazia Cicala. Comunicare un’emozione, attraverso quegli stimoli che insieme compongono il prodotto: la forma, il colore, le finiture, la funzione, il suono, il profumo e l’immagine. Questo il concept della mostra. Partecipano: Agnieszka Kiersztan; Chiara Scarpitti; Claudio Ranfagni; Francesca Gabrielli; Fernando Betto; Gigi Mariani; Magma Jeweles; Manuela Gandini; Marco Malasomma; Orietta Bomè; Pglssafactory; Sabrina Bottura; Silva Moscheni; Stefania Lucchetta, studenti e docenti dell’Istituto delle arti di Trento “Vittoria” (Corso di Oreficeria e Design del gioiello e del metallo)

Tratto dall’articolo pubblicato su Trentino dell’8 dicembre 2012

Orietta Bomè

 

Pglassfactory

 

Stefania Lucchetta

 

Stefania Lucchetta
Sabrina Bottura

 

Manuela Gandini

 

Magma jewels

 

Gigi Mariani

 

Fernando Betto

 

Claudio Ranfagni

 

Francesca Gabrielli

 

Chiara Scarpitti

 

Agnieszka Kiersztan

 

Marco Malasomma
Silva Moscheni

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/12/08/news/ecco-il-design-in-forma-preziosa-che-va-indossato-1.6166841

emozione preziose…. raccontare storie.. suscitare emozioni… creare meraviglia

emozioni preziose

a cura di Maria Grazia Cicala

Cosa è l’Emozione?

Difficile esprimerla a parole. Dobbiamo affidarci a un linguaggio più poetico…

 

Raccontare storie

Suscitare emozioni

Creare meraviglia

 

Ogni gioiello è oggetto e intuizione. È un pensiero materico. È fatto di metallo e pietre, di sintesi e poesia. Di frammenti che si impreziosiscono nell’atto stesso di ricomporre una forma, di tentare un nuovo ordine.

Ognuno di essi vive nell’interazione con il corpo e con l’ambiente. In una dinamica che simula, i moti delle emozioni primitive, dello stupore per il segreto della vita.

È il movimento e l’alchimia che accelerano la materia di queste creature. Il soffio di vita che libera i gioielli dalla immobilità di splendidi “oggetti”, per trasmutarli in simboli, in parola e segno.

Ogni gioiello vive in un rapporto biunivoco di scambio di emozioni: le acquisice dal creatore e le dona a chi lo possiede in un fluido divenire costante.

Dietro la lavorazione di un gioiello vi è dunque sempre il riflesso di un’emozione. La ricerca dell’eleganza, della cura del dettaglio, sono il risultato di un vissuto interiore che l’artista porta dentro, e che fa emergere nelle sue creazioni.

Artigiani-Artisti che esprimono la loro ricerca e personalità attraverso l’oreficeria, dando luogo a vere e proprie creazioni artistiche. In fondo il gioiello è una creatura e come ogni CREATURA viene concepita con passione, instaurando un legame profondo, un dialogo, con l’artista, rispecchiandone i suoi stessi stati d’animo. La chiave di lettura? Semplicemente la sensibilità dell’osservatore, il ricercare il messaggio che l’artista vi ha nascosto, il percepire che in ogni sua creazione ci sia qualcosa di vivo, che possa interagire con chi osserva regalando forti suggestioni.

Raccontare storie suscitare emozioni nella gente per solleticare la loro fantasia e creare meraviglia. Un progetto può derivare dall’osservazione della società o da una reazione a qualcosa che attraversa semplicemente il percorso di un’artista ma può anche essere l’espressione di un pensiero o di un sentimento molto personale da comunicare al mondo. Esplorare i materiali, studiare e giocare con tecniche di produzione e artigianato.

Design e architetture indossabili che giocano con le tradizioni, individuando nuove possibilità nell’uso dei materiali e nei loro accostamenti, così che carta, argento, pietre, bronzo, seta, plastica, metalli in genere, diventino i principali interpreti di queste creazioni.

I Gioielli che vi presentiamo nascono non solo come protagonisti di questo tempo, ma anche come poeti di un futuro in cui la gioielleria torni a vivere come massima espressione dell’arte, di un sentire alto!

Partecipanti:

Magmajewels, un brand dal cuore eco, acronimo dei cognomi delle due designers Francesca Mazzotta e Pamela Maglie. La loro passione artistica unita a quella per la cartapesta leccese trae ispirazione da una terra affascinante: il Salento…. quello degli olivi ciclopici, arcaici, antropomorfi, e loro, quasi a ricordarli, realizzano azzardate contorsioni a tal punto che il movimento diventa un flusso orientato a scolpire la materia, celebrandone le eloquenti forme barocche.

E così, nel silenzio di un laboratorio immerso in un borgo, macerano stracci, carte e materie vegetali sperimentando nuove tecniche, generando gioielli la cui preziosità non è più affidata a metalli e gemme ma è da ricercare nell’unicità del design… in un mix di materiali forme e colori. I gioielli ànemos, loro ultima collezione, sono vere sculture da indossare. Creati con una graziosa attitudine a farli apparire modellati dal vento stesso, possiedono la naturalezza e il fascino di una conchiglia ritrovata sulla spiaggia.

Magma Jewels

Sabrina Bottura, vive e lavora a Villa Lagarina in provincia di Trento; abbina l’argento satinato ad elementi materici prevalentemente feltro e pietre semi preziose levigate o allo stato grezzo. Per Sabrina il gioiello contemporaneo è una simbiosi tra questo e altri materiali primitivi, come la lana e la pietra. Gli oggetti che realizza vogliono esprimere primordiali sentimenti e stati d’animo che si manifestano mediante un particolare accostamento tra superficie grezza, colore e texture. I temi dei suoi gioielli sono onirici e fantasiosi come la Collana Stelle: “Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse,visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!” (Antoine de Saint-Exupéry)

Sabrina Bottura_Collana Stelle

Chiara Scarpitti, materiali preziosi: organza, seta, velluto, garza…usati come carte da piegare, sfogliare, superficie su cui stampare. Lo spettatore, si destruttura anch’esso, si fa materia effimera, figura esile pronta a indossare oggetti fatti d`aria. Reazioni, tra il corpo e l’oggetto, tra l’oggetto e l’altro, tra l’oggetto e lo spazio stesso che lo circonda. Nasce dall’osservazione della natura il suo nuovo progetto, la nuova collezione di gioielli Phylogenesis. Le tecniche sartoriali dell’haute couture, assieme alle stampe inkjet su seta si combinano alla tecnica industriale del taglio chimico su acciaio per dare vita ad una nuova tipologia di gioiello a metà tra design e artigianato, serialità e pezzo unico. Un tentativo di donare a chi si fa portatore di quel gioiello, un’aurea di mistero e magia. Reazioni, tra il gioiello e il corpo, tra il gioiello e l’altro, tra il gioiello e lo spazio stesso che lo circonda,“Reaction Poetique”

Chiara Scarpitti_Reaction Poetique

Pglassfactory Collezioni ispirate alle logiche di aggregazione dei cristalli e delle strutture naturali. Un gioco tra artificio e natura in plexiglass che fa dell’incastro architettonico e del contrasto cromatico uno dei motivi principali. 

In The Sartorialist – jewellery design collection, tutti gli elementi sono assemblati tra loro attraverso filo in seta. Le strutture sono pensate come aggregazioni di volumi, piani e superfici, tenuti insieme da una insolito tocco sartoriale che ibrida la tecnologia industriale con quel senso di fatto a mano, firma del made in Italy. 

Designer: Chiara Scarpitti

Pglassfactory_bracciale costellazioni
photo Soukizy.com

Agnieszka Kiersztan piccole sculture le sue..….realizzate utilizzando di tutto: bulini, scalpellini, spazzole, frese di diverse dimensioni e carte abrasive….cammei incisi a mano su conchiglia sardonica…. gioielli poetici con nomi indimenticabili come le sue collezioni: Angelicità….Vento…. Lui e Lei….. Tutte la produzione artistica di Agnieszka è tesa a far convivere arti maggiori e arti minori, in una ricomposizione logica delle parti che definisce il senso della sua arte senza mai smarrire un’idea di bellezza. La nuova produzione: Marmur, è molto interessante, ed è costituita da bassorilievi scolpiti nel marmo; le montature sono in argento o in argento brunito.…e i nomi delle sue creazioni: bacio, da vicino, dolcemente, Lui e Lei, Lui, Profilo, Respiro, Sospensione, Sussurro…basti pensare a frasi prese in prestito dal Cantico dei Cantici che ricorrono nei suoi cataloghi:….“alzati vento del settentrione vieni vieni vento del meridione soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi venga l’amato mio nel mio giardino”.

Agnieszka Kiersztan _ali ciondolo

Francesca Gabrielli, Rappresentazioni d’ispirazione naturale, di asimmetrie con una particolare propensione per l’astratto e il gestuale mai scadendo nel banale, retorico o forzatamente stravagante. Gli effetti cromatici ottenuti creano così suggestioni visive di particolare intensità. Vive e lavora a Roma. Da sempre impegnata nella divulgazione del gioiello contemporaneo gestisce una galleria d’arte. Affascinata sia dalla pittura sia dalla scultura fonde le due arti giocando con i colori dei minerali e la plasticità dei metalli. La sua cultura artistica, pur basandosi su percorsi artigianali d’impostazione classica, è caratterizzata dalla ricerca di materiali alternativi e dei trattamenti di superficie: titanio policromo, alluminio, e smalti; coniuga l’antica tradizione all’impiego di tecnologie all’avanguardia. Caratteristica fondamentale di ogni sua collezione è il lavoro di ricerca cromatica e formale.

Francesca Gabrielli – You and me from serie 1001 night ring titanium silver

Luigi Mariani l’autore, attratto dal metallo e dalle sue infinite possibilità creative, riesce a tradurre in gioielli le emozioni del quotidiano, usando sovrapposizioni, ossidazioni e successioni di piani….indossarli è un vero piacere! Con il suo lavoro, cerca di trasferire ogni giorno emozioni nella gioielleria contemporanea e crea pezzi unici in modo semplice, informale e spontaneo. Lavora metalli preziosi in combinazione con altri metalli come ferro, rame e ottone, niello. Il niello è una lega metallica di colore nero che include zolfo, rame, argento e spesso anche piombo, usata come intarsio nell’incisione di metalli. Il metallo inciso viene riempito con questa lega macinata lungo i tratti prodotti dall’incisione a bulino. La tecnica prende il nome di niellatura. L’origine della decorazione a niello è attribuita agli Egizi, ma ebbe fortuna anche nel Medioevo ed oggi ripresa nel campo del gioiello contemporaneo e della ricerca e da Mariani e altri pochi a livello internazionale ripresa in modo del tutto innovativo. Il suo obiettivo è quello di passare dal concetto di gioiello semplice, ad un più ampio concetto di scultura e di opera d’arte.

Gigi Mariani – ring – silver,18kt yellow gold, niello, patina

Claudio Ranfagni porta la magia, l’alchimia e il fascino dell’Arte orafa fiorentina ai più alti livelli della gioielleria mondiale…. Per me, va oltre… infatti, riconosco in queste creazioni, un continuo tentativo di inserire micro-forme-architettoniche nelle forme orafe….una ricerca continua quella di Claudio Ranfagni… che associa il contemporaneo al classico…armonia e proporzioni…. struttura e bellezza estetica. Differenza sostanziale è che il gioiello è un’architettura che si indossa! Comics fanno parte (come Sphere Game) di un reale desiderio di ritrovare quei mondi legati all’adolescenza, alla fanciullezza… in un attimo, con un sorriso e con semplicità…

Claudio Ranfagni_sphere game

Stefania Lucchetta con Sponge, crea vere e proprie architetture contemporanee da indossare; in resina biocompatibile e brillanti…La resina biocompatibile, anallergica si contrappone a pezzi unici realizzati in “stellite” una particolare lega molto resistente, e titanio.

Altrettanto belli e suggestivi i suoi gioielli e concatenazioni in argento….come la collana Trapezio è un vero splendore: costituita da un susseguirsi di moduli che ricordano un tapezio non finito, con i due lati scollegatiche tentano di unirsi… Le dimensioni delle maglie, molto lunghe, contribuiscono a dare all’insieme un aspetto sofferto, un andamento spezzato! Ancora una volta protagoniste nella realizzazione di questa collana sono le macchine: un computer, una macchina di prototipazione, e maccchine per la fusione e lucidatura. L’intervento manuale è limitato ad una grossolana lucidatura, all’inserimento di una maglia nell’altra ed alla saldatura degli anellini per la chiusura. Veri oggetti di Design, progettati meticolosamente e stupefacentemente eleganti! Forme nuove e originali, materiali forti ma usati con abilità tale da esaltare l’eleganza propria di ogni gioiello! “Si tratta di architetture contemporanee e poco importa che queste architetture in scala umana non siano abitabili ma solo indossabili.” (Fabrizio Loschi)

 

Stefania Lucchetta_collana_trapezio_chiara

Fernando Betto – La cineticità degli elementi di questi gioielli moderni Trasforma ombre in luci e forme in espressione dell’animo di chi li indossa. Fernando Betto é MAESTRO D’ARTE dal 1978. La linea creativa di gioielli contemporanei dell’artista orafo Betto nasce da una ricerca molto personale, in cui le antiche tradizioni orafe di Padova e del territorio si fondono nelle creazioni artistiche con l’uso sperimentale di materiali alternativi, presi dalla vita quotidiana e rivisitati. Nascono così i suoi gioielli: poesia visiva, poesia della natura e del suo movimento, territorio da scoprire, gioielli da indossare.

Fernando Betto_ viaggioA

Orietta Bomè Forme essenziali, dove la trasparenza prende corpo attraverso la contaminazione del metallo in un’interazione dinamica e versatile…..queste le creazioni di Orietta, caratteri poliedrici nati dallo stesso principio, un connubio fra luci e forme. Innovazione e tradizione, passato e futuro, si fondono in un continuo divenire, dove percezioni e sensazioni molteplici entrano in scena…. Un’armonico estratto strutturale, formale-immaginativo e materico, accostando oro, acciaio, argento al plexiglass, creando funzione ed estetica in totale trasparenza,  dove la tecnica diventa contenuto.

Orietta Bomè_Orecchini DOUBLE.jpg

Manuela Gandini Designer creatrice del marchio MANUGANDA, attraverso il quale realizza Contemporary Jewellery. La sua passione? La continua sperimentazione di nuove tecniche e materiali, realizzare gioielli che possano essere portati nel tempo senza subire l’influenza delle mode. I suoi gioielli sono esplorazioni della forma e si contraddistinguono per la contemporaneità dello stile, per la pulita combinazione dei materiali, dei colori e delle finiture, per le innovative tecniche di produzione, per il preciso lavoro manuale. Il suo percorso di ricerca in aggiunta alla produzione in metalli preziosi, focalizza il suo interesse su materiali alternativi quali: gomma, l’acciaio, titanio, nylon, alluminio sperimentando tecniche di produzione legate alla modellazione 3D quali la prototipazione rapida, il taglio chimico e ad acqua, lo stampaggio a caldo del metallo. Disegna tutti i pezzi in collezione e segue rigorosamente ogni step della produzione: il risultato è un mix di tecnologia, design e accurato lavoro manuale sicuramente non per un pubblico convenzionale.

Manuela Gandini_Collana NASTRO acciaio inox ottone e pelle

Marco Malasomma, la ditta Malasomma inizia la sua attività a Caserta nel 1842.

Dalle parole di Marco Malasomma:

 …vedendo un falegname che tagliava sezioni di tronco di rovere

lo aiutai a disporle secondo un certo ordine

e immaginai di riprodurre una texture simile

a quella della corteccia…

sulle maglie di una collana.

…….nasce così la sua maglia deforme…. davvero bella …

Con il passar del tempo sviluppa un proprio stile, si dedica alla ricerca e allo studio di forme nuove e utilizza argento, bronzo e ottone. Splendide le sue Maglie Deformi….dove si è ispirato alle cortecce di un albero…. Ogni maglia è fatta a mano dalla lega al pezzo finito!

Marco Malasomma_ Collana Nuvole in bronzo brunito

Silva Moscheni, innato spirito creativo e manualità, acquisisce esperienza sia in campo produttivo sia commerciale.

Suo grande desiderio è che l’arte orafa non vada persa ma coltivata ed arricchita da nuovi stimoli e conoscenze per tramandarla alle nuove generazioni. Per questo motivo, oltre ad effettuare l’attività di designer creativa, si dedica alla docenza per quanto riguarda il design orafo e della moda, la storia del gioiello, il lavoro a banco, lo sbalzo ed il cesello, l’incisione, la catena fatta a mano, la modellistica in cera o metallo, l’incastonatura.

Cerca il confronto con diverse realtà artistiche partecipando a mostre che promuovono la cultura del gioiello d’arte contemporanea mediante l’uso di materiali preziosi e non, con il riuso di materiali riciclati, forme inconsuete che esprimano nuovi linguaggi.

 

Silvia Moscheni_Anello M&M

Tutti gli artisti hanno partecipato e partecipano a Mostre sia a livello nazionale che internazionale, a Fiere del settore e a Concorsi.