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Maltagliati di grano saraceno con ricotta

Maltagliati di grano saraceno con ricotta by arredoeconvivio
Maltagliati di grano saraceno con ricotta by arredoeconvivio

Oggi, lasagnette più simili a dei maltagliati, di grano saraceno, con ricotta e misticanza., anche se qui sono state utilizzate delle tagliatelle di grano saraceno (la ricetta è per 6 persone)

Preparate il condimento: in una larga padella, soffriggete in un velo d’olio un cipollotto di 60 gr. tagliato a rondelle, uno spicchio d’aglio in camicia, timo e misticanza (circa 2 etti). Oltre alla misticanza unisco un misto di erbe aromatiche compreso il basilico e insalatine di primavera, e rucola. Fate appassire il tutto per un paio di minuti, bagnate con un mestolo di acqua di cottura della pasta e unite la pasta precedentemente scolata, saltateli a fuoco vivace per insaporirli. Spegnete, unite la ricotta 150 gr con un dito di latte per renderla cremosa, mescolate la pasta e conditela con abbondante formaggio grattuggiato, una generosa macinata di pepe e buon appetito!

Sartù di riso in bianco classico

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photo By arredoeconvivio Sartù di riso in bianco classico

Ingredienti per 8/10 persone:

Per il riso: 450 grammi di riso; 100 grammi di strutto o burro; prezzemolo tritato; 9 dl di acqua; sale e pepe; 100 grammi di parmigiano; 2 uova. (io ne ho messe 3 di uova)

Per le polpettine: 150 grammi di carne macinata mista; 50 grammi di pane raffermo; 1 uovo; 1 cucchiaio di parmigiano; sale, pepe, prezzemolo; olio per friggere;

Per il ripieno: 20 grammi di funghi porcini secchi; 2 fegatini di pollo; 150 grammi di strutto o burro; 1 pezzetto di cipolla tritata; 75 grammi di prosciutto crudo; 1 bicchiere di vino bianco; sale; 150 grammi di piselli sbucciati; 2 cucchiai di concentrato di pomodoro; 2 cucchiai rasi di farina; prezzemolo; 2 uova sode; 150 grammi di mozzarella fiordilatte; pepe.

Mettere a rinverdire i funghi secchi in acqua tiepida.

Preparare le polpettine mescolando tutti gli ingredienti. Devono essere molto piccole. Friggerle in abbondante olio bollente e tenerle da parte.

Fare saltare i fegatini con un po’ di burro.

Mettere in una casseruola 50 grammi di strutto o burro, la cipolla, prosciutto crudo tagliato a pezzettini e lasciare cuocere a fuoco lento finché la cipolla si colora.
Aggiungere il vino, in due o tre riprese lasciandolo evaporare. Unire i piselli, il concentrato di pomodoro e, dopo un quarto d’ora, la farina impastata con 75 grammi di burro.
Dopo avere mescolato per un minuto, allungate con l’acqua dei funghi, continuando a mescolare sino a ottenere una salsa morbida.
Aggiungere i funghi e lasciare cuocere ancora un quarto d’ora, unendo le polpettine e i fegatini, per altri cinque minuti prima di spegnere il fuoco.
La salsa dovrà risultare piuttosto densa.

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photo by arredoeconvivio Sartù di riso in bianco classico

Mettere in una pentola il riso, l’acqua fredda, 100 grammi di strutto, sale e pepe, coprire il recipiente e fare bollire esattamente 15 minuti senza rigirare né scoprire.
Al termine della cottura lasciare intiepidire il riso e aggiungere le uova sbattute, il prezzemolo tritato e il parmigiano, aggiungere sale se necessario e mescolare.

Imburrare e impanare bene uno stampo di 20 cm di diametro e circa 15 di altezza; mettervi i tre quarti del riso, facendolo aderire bene alle pareti a al fondo dello stampo e lasciando al centro un buco largo e profondo. Inserire nel buco la metà delle fettine di mozzarella, la metà delle uova sode, la salsa con le polpettine, poi di nuovo uova e mozzarella.
Ricoprire con il resto del riso, compattarlo per bene, cospargerlo con pangrattato e con fiocchetti di burro.

Io ho rivestito la teglia di carta forno, sbordata e incrociata, avendo fatto un sartù con un diametro maggiore!

Tempi??? Beh io ho impiegato circa 4 ore, forse di più… ma ho preparato il composto il giorno prima!

Infornare il sartù a 200 gradi, per circa 30 minuti (la superficie dovrà essere ben dorata) e sformarlo su un piatto da portata.

(Ricetta da Jeanne Carola Francesconi)

Risotto con le ortiche

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Ingredienti: 100 g circa di ortiche (solo le cime) – 250 g di riso – 1 piccola cipolla – sale e pepe- olio e/o burro – parmigiano grattugiato – brodo vegetale

Sciogliere in una casseruola 1 noce di burro o un filo olio; tritare la cipolla e fatela soffriggere nel frattempo lavare le ortiche con acqua e un po’ di bicarbonato, risciacquarle bene tritarle abbastanza grossolanamente e buttarle in pentola facendole appassire per 5 minuti. Aggiungere il riso e farlo tostare, proseguire la cottura come un normale risotto aggiungendo brodo bollente, a fine cottura mantecare con una noce di burro e spolverizzare con il parmigiano grattugiato.

Ottima anche la frittata con l’ortica.

ricetta by arredoeconvivio
ricetta by arredoeconvivio

L’ortica (Urtica dioica) è una pianta erbacea diffusa sia in oriente che in occidente, nota per il potere irritante dei peli che ne ricoprono le foglie e i fusti. Meno conosciute sono però le sue proprietà benefiche e curative, che la rendono un’efficace pianta medicinale, particolarmente utilizzata in erboristeria.

L’ortica è particolarmente ricca di potassio, fosforo, ferro, vitamina A, vitamina C, calcio e potassio. I suoi impieghi curativi e culinari erano già noti in Grecia fin dall’antichità, quando, per tradizione, l’ortica doveva essere raccolta prima del sopraggiungere della primavera. Le foglie di ortica contengono buone quantità di rame e di zinco, che rendono il suo consumo indicato a coloro che desiderano rinforzare unghie e capelli. La sua ricchezza di oligoelementi la rende una pianta dalla proprietà rimineralizzanti, adatta ad essere consumata da parte di coloro che soffrono di artrite e di malattie di tipo reumatico.

E’ considerata come un vero e proprio toccasana per le donne che vanno incontro alla menopausa e ad una conseguente riduzione della massa ossea, dovuta a perdita di calcio. L’ortica ne è infatti una tra le possibili fonti vegetali, oltre a semi di sesamo, mandorle e broccoli.

Il consumo di ortica è inoltre utile a tutti coloro che soffrono di anemia o carenza di ferro, con particolare riferimento alle donne in età fertile. All’ortica sono attribuite proprietà emostatiche e antidiabetiche. L’assunzione di ortica viene consigliata per favorire la regolarità intestinale ed in caso di episodi di dissenteria.

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Le sommità floreali essiccate di ortica possono essere utilizzate per la preparazione di un infuso utile per coloro che soffrono di carenza di ferro, a cui nello stesso tempo è possibile consigliare un aumento del consumo di spinaci e di legumi, accompagnati da fonti di vitamina C, come carote, kiwi, agrumi e spremute d’arancia. Per la preparazione dell’infuso è sufficiente lasciare riposare un cucchiaino di fiori essiccati di ortica in un bicchiere contenente 250 ml di acqua bollente. L’infuso dovrà essere filtrato e lasciato intiepidire prima di procedere al consumo. Nelle preparazioni di cucina è sufficiente sbollentare le foglie di ortica per pochi minuti, per poterle in seguito sminuzzare ed utilizzare come ingrediente per la normale preparazione di risotti, minestroni, zuppe, vellutate e torte salate. Le foglie di ortica lasciate intere possono essere impiegate per la preparazione di piccoli involtini, da riempire, ad esempio, con dell’orzo lessato. Insieme a patate lessate schiacciate e erbe aromatiche, le foglie d’ortica tritate possono costituire il ripieno per degli ottimi ravioli caserecci.

 

 

Tagliolini al salmone affumicato

by arredoeconvivio Tagliolini al salmone affumicato
by arredoeconvivio Tagliolini al salmone affumicato

I tagliolini al salmone affumicato sono un primo piatto molto veloce da preparare.

La preparazione di questo delizioso primo piatto vi richiederà davvero poco tempo; infatti, mentre l’acqua della pasta bolle e cuoce la pasta, voi potrete tranquillamente preparare il condimento.

Preparazione: Mettete sul fuoco una padella con abbondante acqua salata e quando raggiunge il bollore buttate i tagliolini e fateli cuocere scolandoli al dente.

Nel frattempo preparate il condimento: eliminate dalle fette di salmone le parti scure e tagliatelo a strisce dello spessore  di 1 cm. circa.

Fate soffriggere in una padella lo scalogno tritato insieme al burro, quando sarà appena imbiondito unite il salmone affumicato e scottatelo appena il tempo necessario perché prenda colore. Spegnete il fuoco unite una grattugiata di pepe nero e tenete in caldo.

Scolate la pasta, tenendo un mestolo di acqua di cottura, trasferitela nella padella con il salmone unite il mestolo di acqua, la panna da cucina e fate saltare il tutto a fuoco vivace per un paio di minuti.

Servite immediatamente i tagliolini di salmone cospargendo i piatti con l’erba cipollina tritata.

 

Buon Appetito!!!

Pasta alla Carbonara in pasta brisè

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Ingredienti (6 persone): pasta brisè;700 gr.di spaghetti; 3 uova; 3 etti di guanciale; pecorino q.b.; olio; sale e pepe; poco latte.

Mettete sul fuoco una pentola contenente abbondante acqua che, a bollore, salerete senza eccedere. Nel frattempo tagliate il guanciale in dadi grandi, mettetelo in un tegame antiaderente, con modesta aggiunta d’olio e lasciatelo sul fuoco fino a quando il grasso diventerà trasparente e leggermente croccante, quindi togliete dal fuoco e lasciate intiepidire leggermente.

Sbattete bene le uova in una ciotola con un po’ di latte, unite in parte il pecorino e il pepe macinato.

Quando la pasta sarà pronta, senza saltarla sul fuoco, scolatela, al dente, e versatela nel guanciale, aggiungete le uova sbattute con il pecorino e il latte precedentemente. Versate la pasta in una teglia foderata di pasta brisè lasciandola sbordare…e poi ripiegarla sulla pasta stessa… aggiugete ancora pepe e pecorino e infornare per 15 minuti giusto per far dorare portate in tavola calda…comoda per una cena in piedi!

Pasta ca “norma”

Pasta catanese alla “norma”

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Ricetta tratta da “Il libro d’Oro della Cucina e dei Vini di Sicilia” scritto da Pino Correnti, edito da Mursia…

”un’opera eclettica che appassionerà non soltanto il gastronomo raffinato e l’amante della cucina popolare, il buongustaio e la casalinga, ma anche l’intellettuale, il turista, l’uomo d’affari il curioso. E, per finire, va letta da chiunque voglia o cerchi di conoscere la Sicilia ed anche da chi la conosce o crede di conoscerla”

Ingredienti: 650 g di spaghetti o penne o cavatieddi modicani; 1 Kg di pomodori maturi; 3 melanzane piccole; 2 spicchi d’aglio (io preferisco 1 cipolla divisa in due da togliere dopo la cottura); foglie di basilico fresco; 150 g di ricotta salata e infornata grattugiata; olio d’oliva, sale.

Una gloriosa ricetta squillante di profumi e sapori: spaghetti al dente, direttamente sollevati con forchettone dalla pentola e scolati in aria, poi adagiati sul piatto, subito cosparsi di una abbondante nevicata di ricotta salata e infornata (riscaldare la grattugia), su cui verrà adagiata una densa coltre di salsa di pomodoro fresca insaporita con aglio e foglie fresche di basilico. Infine le fette ancora calde di melanzane fritte nell’olio, ma prima messe a scaricare l’amaro come sappiamo (si tagliano le melanzane a fette e si immergono in acqua  salata). Poi occorre una seconda informaggiata di ricotta, perché “Norma” a Catania non solo significa “Musica”, ma anche il “non plus ultra” di ogni cosa: infatti l’omaggio al Cigno catanese, autore di Norma, è stato ed è sempre senza riserve. Ma anche se dovessimo scrivere “norma” con la enne minuscola, avremmo sentenziato: pasta secondo l’alta tradizione degli antichi buongustai catanesi.

Pari ‘na Norma”, sembra una Norma, era ed è il paragone corrente per l’iperbolica mania di cui sono sempre stati affetti gli abitanti della città dell’anima mia. Da quando questo paragone è stato dedicato alla popolare pasta?

Nel 1920 in casa Musco-Pandolfini in via Etnea, si svolse un pranzo che adesso ci appare in tutta la sua storica prospettiva. Il grande attore e mimo catanese Angelo Musco era ancora celibe e viveva presso la diletta sorella Anna, sposata con Giuseppe Pandolfini. La coppia aveva due figli, il celebre caratterista Turi Pandolfini e Janu, prima teatrante, poi titolare di un notissimo negozio d’abbigliamento. Janu era sposato con la signora Saridda D’Urso, nel cui appartamento troviamo riuniti a tavola Angelo Musco, Turi e Janu Pandolfini e i noti commediografi e giornalisti Nino Martoglio, Pippo Marchese e Peppino Fazio. Quando Donna Saridda portò a tavola gli appetitosi spaghetti con la salsa di pomodoro, basilico, melanzane fritte e ricotta salata grattugiata, dopo le prime religiose forchettate, da quel galante poeta e buongustaio che era, Nino Martoglio volle complimentarsi con l’autrice con queste precise parole: “Signora Saridda, chista è ‘na vera Norma!”. Naturalmente, stante la presenza di tanti e così autorevoli “gazzettini”, la frase immediatamente si riseppe in tutta via Etnea, da sempre salotto e curtigghiu dei catanesi. E dunque Nino Martoglio, indimenticato autore di Centona e delle più vivaci commedie del teatro siciliano, viene definitivamente accreditato dell’onore di aver ufficialmente battezzato “alla Norma” la popolare pasta catanese, anche se, come appare probabile, non fece altro che ripetere una felice espressione già coniata con straordinaria efficacia dal popolo, per un diretto ma sentitissimo omaggio all’arte di Vincenzo Bellini.