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Polenta alla Trentina con cotechino e crauti

Polenta alla Trentina con cotechino e crauti
Polenta alla Trentina con cotechino e crauti

Questa ricetta, degustata a Rovereto in occasione della mostra Emozioni Preziose,… è veramente buona e da provare…

Il cotechino si sposa molto bene con i crauti, l’abbinamento esalta entrambi i gusti risultando così un piatto delizioso….

Ingredienti: cotechino fresco, 1 confezione di crauti al naturale, una mela, cipolla, sale , olio.

Aprite la scatola dei crauti, risciacquateli con acqua.

In una pentola capiente fate soffriggere la cipolla tagliata finemente e aggiungete i crauti; aggiungete quindi circa un litro di acqua o meglio ancora di brodo e fate bollire.

Quando bolle abbassate la fiamma, aggiungetela mela tagliata a pezzettini e fate cucinare a fuoco lento per circa 3 ore aggiustando di sale se necessario.

Io ho usato i crauti al naturale già cotti, comprati su in Trentino dell’azienda agricola Savinelli Mario scriciol@alice.it!!!!

Prendete il cotechino, avvolgetelo con un foglio di carta stagnola che chiuderete bene sui lati, tipo caramella, prendete due stuzzicadenti e forate la parte finale del cotechino assicurandovi di non rompere troppo la carta stagnola. Fate la stessa cosa dall’altro lato. Preparate una pentola dal diametro ampio, riempitela d’acqua, immergete il cotechino e fate bollire a fuoco lento per circa due ore. A fine cottura, estraete il cotechino e togliete la carta stagnola. Lasciate raffreddare. Tagliatelo a fette e servitelo assieme ai crauti. Io ho unito anche pezzettoni di speck e pancetta affumicata, in genere si aggiuge anche la Lucanica trentina!

Polenta alla Trentina con cotechino e crauti
Polenta alla Trentina con cotechino e crauti

Servito il tutto con un’ottima polenta di Storo.

La farina di Polenta di Storo è prodotta dalla macinatura integrale del mais “Nostrano di Storo”, dalle pannocchie di colore ramato, simile al granoturco Marano, di alta qualità. La Polenta di Storo è prodotta dalla cooperativa agricola Agri ’90 di Storo.

Porre a scaldare l’acqua in un paiolo di rame, salandola. 
Si considera indicativo utilizzare un peso di farina pari a circa un terzo del peso d’acqua: 600 gr. di farina per due litri d’acqua e 15 gr. di sale grosso. 
Quando l’acqua bolle versare la farina a pioggia  mescolando bene con una frusta di acciaio, al fine di evitare il formarsi di grumi, fino a che l’impasto risulta abbastanza denso. Cuocere rimestando frequentemente con la “trisa”, il classico bastone di legno, girando di continuo, lentamente, in senso orario, portando l’impasto dal basso verso l’alto, almeno per quaranta minuti. Servire in tavola, sul caratteristico “tabiel” (tagliere di legno a forma circolare).