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A Milano nasce Mascherpa, locale interamente dedicato al tiramisù

Mascherpa Milano

Il locale nasce da un’idea di Giovanna Anoia e dei suoi tre figli…


Mascherpa Milano

È totalmente dedicato a questo dolce e ai tre ingredienti che lo compongono: mascarpone, savoiardi, caffè. Il tiramisù si trova sia nella versione classica, sia nelle varianti più fantasiose. Al centro c’è la crema di mascarpone top secret di Giovanna. Le proposte vanno dal tiramisù in barattolo, alla versione scomposta oppure in strip, strisce golose simili agli éclair francesi, fino alle mini boule, praline di cioccolato ripiene di crema.

Mascherpa Milano

La crema al mascarpone poi viene rivisitata al gusto di frutti di bosco, mango, nutella, nocciola, pistacchio, fragola, cioccolato o altro su ordinazione. Anche i savoiardi, sempre fatti in casa con uno stampo su misura, diventano al limone o al pistacchio. Da bere in abbinamento c’è naturalmente il caffè, da torrefazione artigianale, preparato con una nuova macchina a infusione e a richiesta aromatizzato.

Il locale, con elementi artigianali e l’insegna dipinta a mano, riporta alla tradizione. 

Dove: via Edmondo de Amicis 7, Milano

Da Provare!!




mascherpatiramisu.com

Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett

Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett Galleria Nilufar di Milano

 

Lampada da sospensione/tavolo “Lacuna” di Marina Dragomirova e Iain Howlett 
Inghilterra, 2015 
Vetro soffiato color uranium, rame, alluminio 
Disponibile su richiesta con colori e dimensioni personalizzabili 
d 38 x h 54 cm 


Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett Galleria Nilufar di Milano

La speciale colorazione di questo vetro è ottenuta da un complesso processo lavorativo che può essere attuato solo due volte all’anno. Per ottenere questo colore unico vengono usati minerali misti. 

Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett Galleria Nilufar di Milano

Con “Lacuna Lamp” dello Studio Furthermore per Nilufar, il duo di creativi Marina Dragomirova & Iain Howlett porta a Murano Gallery LUab 4.0 una lampada che si racconta già nel nome, “Lacuna” intesa in quanto spazio vuoto. Ed è proprio in forma di voluminosa cavità di vetro soffiato a bocca illuminato dall’altro che questa lampada, proposta nella variante sospesa a soffitto o da tavolo, dichiara la sua presenza nello spazio. E lo fa con colori vitaminici, rotondi, scenografici.

Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett Galleria Nilufar di Milano

In occasione della mostra Light Blowing – Partner del progetto l’azienda Tubes; tenutosi a Venezia nello spazio Muranese, Murano Gallery LUab 4 a settembre/novembre 2017.

Lacuna di Marina Dragomirova e Iain Howlett Galleria Nilufar di Milano

http://www.nilufar.com/prodotti-v4847-lampada

http://www.theveniceglassweek.com/tvgw/events/light-blowing-3/

http://www.tubesradiatori.com/it/news/latest-news/murano-gallery-luab-4-0-tubes

ZITANPIXEL DI STEPHAN HAMEL

ZITANPIXEL DI STEPHAN HAMEL

“I tappeti ti fanno sentire a casa, subito. Devo il mio amore per i tappeti a fiori a mia nonna paterna, russa di nascita, cittadina errante del mondo e alla sua passione per la storia millenaria di questi particolari manufatti artigianali”

Stefano Hamel


ZITANPIXEL DI STEPHAN HAMEL

Bellissimi questi tappeti in mostra presso NonostanteMarras a Milano fino al 9 gennaio. Realizzati a mano in lana di pecora tra gli anni Venti e gli anni Settanta del secolo scorso, secondo antichi processi di lavorazione artigianali, con motivi decorativi prevalentemente geometrici, hanno significati tradizionali di derivazione animistica, sciamanica, totemica e talismanica, mantenendo le differenze che sussistono da clan a clan, e da popolo a popolo.

ZITANPIXEL DI STEPHAN HAMEL

I tappeti raccontano la storia delle popolazioni nomade, sono la testimonianza di una lunghissima tradizione passata di generazione in generazione nelle culture dei Rom, Sinti, Kale e Romanichals, che dall’India, attorno all’XI secolo, mossero verso il vecchio continente per giungere in tutta Europa nei secoli successivi. Spesso al centro di pregiudizi e superstizioni, queste popolazioni sono rimaste ai margini delle società ospitanti, subendo persecuzioni e veri e proprie diaspore, ma mantenendo una cultura e uno spirito, così forti e fieri, con cui hanno continuato ad affascinare anche i loro più convinti oppositori.

La “casa”, per le popolazioni gitane, è qualunque posto in cui si decida di fermarsi e se un territorio diviene “ostile”, basta rimettersi in viaggio: tappeti come metafora di questa concezione, essendo facilmente trasportabili e capaci di restituire un senso familiare e domestico ad ogni base.

ZITANPIXEL DI STEPHAN HAMEL

La collezione Zitanpixel è per l’artista una lettura ed anche un omaggio alle culture dei popoli nomadi, espresso mediante un oggetto centrale delle loro vite. Ogni tappeto è unico perché racconta la propria storia, ogni tappeto è metafora di libertà e tradizione, e, al contempo, oggetto dotato del potere di trasmettere immediatamente calore e sicurezza domestica.


Stephan Hamel, nato a Bangkok nel 1962 da madre toscana e padre diplomatico austriaco, ha trascorso i suoi primi anni in Thailandia, maturando una buona conoscenza di diverse culture. Consulente di design di fama internazionale: è stato parte integrante del processo di trasformazione di Edra da piccola realtà a brand di culto; ha lavorato a stretto contatto con Massimo Morozzi, e successivamente con Cerutti Baleri.  Ha contribuito al lancio a livello mondiale di Lasvit, azienda ceca del vetro e dell’illuminazione. Si devono a Stephan Hamel le collaborazioni tra il brand boemo e Marteen Baas, Arik Levy, Nendo e Michael Young e le recenti collaborazioni di Lasvit con designer nazionali già famosi all’estero come Borek Sipek, Jan Plechac, Henry Wielgus e Lucie Koldova. E’ stato collaboratore di Vibram, leader mondiale nella produzione di suole in gomma, promuovendo un progetto etico ed ecologico con Carmina Campus che trasforma i residui delle lavorazioni della gomma in oggetti di lusso. Tra i lavori più recenti Fontana Etruria, il progetto di tre monumentali fontane in marmo di Pietrasanta realizzato con Fernando e Humberto Campana.

 

http://www.stephanhamel.com/

 

L’importanza della percezione – Leonardo Di Caprio

Leo Di Caprio
Leo Di Caprio

Anche quest’anno uno dei più attesi appuntamenti del calendario degli eventi in programma per il Fuorisalone nel quartiere 5VIE è stato Palazzo Litta, a Corso Magenta, uno tra i più affascinanti esempi di barocco lombardo di Milano. Questa terza edizione esplora il tema TRADIZIONE & TECNOLOGIA.

Leo Di Caprio
Leo Di Caprio

Tra i Progetti una collezione di cabinet disegnati da Leonardo Di Caprio, direttore artistico del brand AuCap, che per l’occasione ha presentato a Palazzo Litta, A Matter of Perception – Tradition & Technology. Tra i molti prodotti in esposizione, il sontuoso cabinet Ziggy, nato da uno studio sulla commistione tra il design contemporaneo e i tipici motivi dei gioielli indigeni brasiliani. Quattro i cassettoni di alta ebanisteria, tra cui questo in ironwood con un piano a intarsio fatto di oltre 2mila pezzi e costato 680 ore di lavoro.

Leo Di Caprio
Leo Di Caprio

L’omonimia con il noto attore vincitore dell’Oscar come Miglior Attore Protagonista – lo ha già reso famoso. Ma lui si occupa di design e arredamento.

Padre italiano e madre brasiliana, Leonardo Di Caprio ha viaggiato tra l’Europa, gli Stati Uniti e il Brasile. Laurea in Diritto, stage in studi legali, corsi di fotografia e di cucina gourmet, Leonardo ha esplorato molti ambiti prima di scoprirsi appassionato di storia dell’arte e del design. E dopo un corso di design del prodotto e uno di design d’interni a Milano, quasi per caso inizia in Brasile nel 2006 la sua carriera di progettista d’interni e disegnatore di mobili. Dal 2015 è direttore artistico e designer di AuCap.

Leo Di Caprio
Leo Di Caprio

A Matter of Perception 2016 – Palazzo Litta

Partner: AuCap


Photography Andrea Astesiano

www.leodicaprio.com.br

http://www.moscapartners.it/

 

 

Alcova ieri oggi e domani…

Daphne Groeneveld by Philip Meech per Prada
Daphne Groeneveld by Philip Meech per Prada

«L’alcova è un cronotopo della letteratura, luogo e tempo del racconto che sarebbe superficiale limitare al teatro di un’occasione erotica e di un incontro galante. Vi è ben altro. Il letto è uno dei tanti modi di narrare la vicenda umana che si dipana fra gli ambienti concreti e quelli mentali della vita. A letto uomini e donne si amano e si raccontano, si riconoscono e si perdono per sempre. […] Passando da una camera da letto a un’altra, dai talami nuziali ai nascosti e furtivi ritrovi amorosi, ci si può chiedere se questi luoghi possono essere in qualche modo storicizzati, se mutino i contorni della loro rappresentazione»

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Bruno Capaci, in un ricco excursus storico-letterario presente nel saggio Alcova, traccia un quadro sulle preferenze degli scrittori riguardo la scelta dei posti deputati alla soddisfazione delle pulsioni erotiche. Per chi vuole approfondire l’argomento lascio qui i riferimenti al libro: (Bruno Capaci, Alcova, in Luoghi della letteratura italiana, Bruno Mondadori, Milano, 2003)

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Ma originariamente, l’alcova era una rientranza in una delle pareti della casa dove veniva collocato il letto il più delle volte separata dal resto dell’ambiente da tendaggi o balaustrate e che, durante il diciottesimo secolo si ampliò accogliendo anche altri mobili, diventando anche il luogo dove ricevevere gli amici più intimi.

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Qui in allegato una galleria di immagini di alcove di altri tempi e moderne!

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TUBES!!

Scaletta Tubes
Scaletta Tubes



L’immagine di una scala appoggiata ad un muro fa pensare a qualcosa di nuovo, alla laboriosità umana, al divenire, al passaggio dal basso verso l’alto, racchiude in sé i concetti opposti del dinamismo e della staticità. E’ un’icona positiva.

Disponibile da Febbraio 2015.

 Scaletta è uno scaldasalviette lontano dalle forme tradizionali del calorifero. E’ un oggetto d’arredo con una forma iconica che non ha bisogno di spiegazioni per essere compreso perchè presente nell’immaginario di tutti. Non necessitando di istallazione permette la massima libertà di posizionamento in tutti gli ambienti della casa e si presta ad essere trasferito ad ogni cambio di abitazione portando con sé una simbologia con valenza positiva di passaggio e di divenire.

Scaletta, che è proposto con alimentazione elettrica, è realizzato in alluminio, ed è disponibile in due versioni: a parete e a terra freestanding, entrambe accessoriate da una carrucola che avvolge il cavo elettrico. Scaletta può essere arricchita da appendini e da portaspugne opzionali. La versione a terra può disporre anche di un pratico piano d’appoggio realizzato in corian.

Scaletta Tubes
Scaletta Tubes

E poi c’è Trame, il corpo scaldante reinterpreta il modello classico per regalarci un oggetto a cavallo tra l’opera d’arte contemporanea ed il pezzo di alto artigianato.
Trame è frutto di un lavoro di sperimentazione che si muove su un duplice terreno di ricerca, di innovazione formale e tecnica. Dietro ad un risultato apparentemente semplice e immediato, che colpisce per la sua linearità e per l’estrema purezza estetica, si cela una grande complessità progettuale ed una indiscutibile maestria nella realizzazione. L’industrial designer Stefano Giovannoni ha trasformato una tradizionale superficie radiante in acciaio in un tessuto che restituisce un effetto dinamico e sorprendente. La gamma Trame è composta con elementi tubolari di diametro 14 mm, 20 mm, 28 mm, tutti con spessore 12 decimi.

Trame Tubes
Trame Tubes

E ancora…T.B.T. Un semplice tubo dalle dimensioni importanti, rivestito in ottone cromato o verniciato, al cui interno un particolare circuito consente la circolazione dell’acqua calda o l’inserimento di una speciale resistenza elettrica, è disponibile in versione idraulica, elettrica o mista. Gli elementi, di lunghezza variabile, sono installabili singolarmente o abbinati a gruppi di due o tre, sia in verticale sia in orizzontale. Una versione con attacchi a pavimento, dotata di supporto a basamento, svincola il radiatore dalla tradizionale posizione a muro.

Scaletta T.B.T.
Scaletta T.B.T.

Plasticità e sensualità si fondono invece in Milano, il cui corpo sinuoso e scultoreo sintetizza la volontà di sperimentazione. Può essere installato a parete o liberamente nell’ambiente, a pavimento. Nella soluzione free-standing, grazie ad uno speciale supporto a basamento, si presta a creare soluzioni compositive di grande effetto. Realizzato in acciaio verniciato con elementi modulari da 13×26 cm (hxl), è disponibile in versione idraulica ed elettrica.

Milano Tubes
Milano Tubes

 

http://www.tubesradiatori.com/