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Glamping…… Glamorous Camping

By www.kelleymoorecreativemedia.blogspot.com/

Contemplare il cielo, il sole, la luna, le stelle….abbandonarsi a contatto con una natura incontaminata….”sfogliare i petali di una rosa o mettersi a guardare i cigni che galleggiano tranquilli lungo il fiume” in assoluta libertà, come diceva Virginia Woolf……

By www.kelleymoorecreativemedia.blogspot.com/

…in un’atmosfera di relax e tranquillità o semplicemente a spasso per i campi e sognare….si può fare con il Glamping…campeggio glamour, un nuovo modo di fare campeggio …che unisce lo spirito nomade al romanticismo e al lusso…

 

By www.kelleymoorecreativemedia.blogspot.com/

…un rifugio…un campeggio….nel cortile di casa….stupenda idea….Nel sito di kelley moore for the love of design trovate bellissime immagini di una soluzione in giardino….ci sono anche le indicazioni degli arredi utilizzati…  (www.kelleymoorecreativemedia.blogspot.com/)

 

By www.queimada-agency.com/

….I popoli nomadi, offrono una favolosa risposta alle inquietudini e ai problemi del nostro tempo: l’esempio di un’esistenza fondata in armonia con la natura……..

 

By Styleswoon.com

…ecco quindi che nasce questa nuova tendenza del momento: il GLAMPING. Arriva dall’America una tendenza ormai in voga dal 2007, ma in Italia ancora poco conosciuta.

By Styleswoon.com

I Glamping mettono d’accordo tutti: si dorme su letti King Size, si cammina scalzi su tappeti persiani e si vive in uno spazio anche di 50 mq, arredato con comodini, armadi e frigo-bar; altra comodità è la presenza del bagno privato. Per servizi di questo livello chiaramente i prezzi non sono poi così bassi, variando dai 50 ai 150 euro a notte, per coloro che non vogliono rinunciare nemmeno al servizio in camera!

By blackcanyonwildliferanch.com

In Sud Africa, Kenya, Madagascar, Indonesia, Australia il trend è quello di interagire con i grandi spazi della natura, seguendo un’ottica eco-glamour, utilizzando un’architettura leggera e integrata con l’ambiente (bio-architettura)…. si possono comunque scegliere mete europee che già dispongono di numerose strutture che seguono il filone di questa tendenza, tra cui il Portogallo, la Spagna e la Francia.

 

By blackcanyonwildliferanch.com

(www.queimada-agency.com/)

http://www.tricoiredesign.com/

http://www.styleswoon.com/

By ecoo.it

SOLELUNA

C’è SOLELUNA dentro di me, c’è l’acqua e c’è il fuoco, c’è notte, giorno, terra e mare, c’è troppo e c’è poco c’è SOLELUNA dentro di me, c’è l’acqua e c’è il fuoco c’è notte, giorno, terra e mare, c’è troppo e c’è poco certe sere amico mio mi viene in mente come certe sere prima di dormire io ripenso a quanto è complicato il cuore e dico lo sa solo DIO come è difficile andare fino in fondo nelle scelte che si fanno come è difficile restare al mondo vivere coerentemente vivere in mezzo alla gente scegliere quello che è buono distribuire agli amici il perdono (….)

E sono albero e poi sasso sono un gabbiano che diventa cielo e sono pioggia e lampadina e sono un asino che prende il volo e sono un pesce che diventa cane sono un cavallo che diventa sedia una matita che disegna case e queste case che diventan pane e questo pane che diventa vino e sono un vecchio che torna bambino c’è SOLELUNA dentro di me c’è l’acqua e c’è il fuoco c’è notte, giorno, terra e mare, c’è troppo e c’è poco c’è SOLELUNA dentro di me c’è SOLELUNA dentro di me c’è SOLELUNA dentro di me c’è l’acqua e c’è il fuoco c’è troppo e c’è poco dentro di me.

(Lorenzo Jovanotti)

Soleluna – Jovanotti –

 

“Casa sul mare”

 

the-battery, seasalter

“Casa sul mare”

ll viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
Ora I minuti sono eguali e fissi
come I giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
I soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,

passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l’avara mia speranza.
A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.

(Eugenio Montale)

 

the-battery, seasalter
the-battery, seasalter
the-battery, seasalter
the-battery, seasalter
the-battery, seasalter
the-battery, seasalter

http://www.1st-option.com/index.php?pages=stills_locations&cat=beach

Home-Office

home office- parete ufficio-

Ancora sul Bianco…. con pennellate di rosso….

L’obiettivo è quello di creare un ambiente confortevole per il lavoro e per la vita domestica. In linea con i criteri minimal-decor questo progetto si caratterizza per l’impiego di pochi elementi, scarni nel disegno e per l’utilizzo di tonalità omogenee, per lo più chiare, ravvivate da un elemento di luce. La scelta di allestire in modo quasi grafico pochi elementi di arredo restituisce un senso di dilatazione allo spazio e di maggiore attenzione  verso gli oggetti.

Data la tipicità ed il rilievo che il progetto assume si è pensato di valorizzare lo spazio sotto tutti i punti di vista; l’home-office non deve assumere allora solo il carattere di ambiente di lavoro, di “fabbrica dell’informazione” la cui unica prerogativa è il funzionalismo, ma deve coscientemente accettare   la specificità di uno spazio “atmosferico” in cui il lavorare, lo stare o il semplice transitare deve suscitare un’emozione che si prova solamente con la consapevolezza di “vivere” in un luogo unico nel suo genere.

zona Living-office tavolo Baxter sedie Eames

Anche l’ingresso quindi, viene ad assumere conseguentemente un ruolo fondamentale, questo spazio si dota di un “ambiente filtro” idoneo ad accogliere e preparare gli ospiti. L’ingresso, il corridoio e la  parete ufficio sono i tre elementi su cui ruota la progettazione dell’home-office. L’ingresso ovale, prettamente di rappresentanza, reca un’opera dell’artista Alessandro Bulgini del ciclo Hairetikos, olio e bicomponente acrilico e trasparente su tela, da non scambiare con l’ennesimo monocromo nero. (Ne ho già ampliamente parlato in questo blog, nel precedente articolo: Il dipinto nero nella sala ovale).

ingresso -opera dell’artista Alessandro Bulgini del ciclo Hairetikos-

L’accesso avviene attraverso un corridoio sinuoso e poi rettilineo che invita l’ospite-cliente ad inoltrarsi nella parte più intima dell’abitazione-ufficio. La parete office, vero nerbo della progettazione, un po’ una rivisitazione anni ’70, è stata ricavata da una modellazione della pelle, scavandola e piegandola. I chiaro-scuri che si ottengono con l’illuminazione sia naturale che artificiale fanno vibrare i volumi.

zona Living

La zona soggiorno divisa dalla zona ufficio da una libreria, è sempre in stile Seventies con un ampio divano di Edra Mazzei che ne sottolinea lo spazio e un controsoffitto di colora tortora e luminoso e un quadro dinamico rosso dell’artista Alessandro Bulgini, della serie Le Dejeuner sur l’herbe, 6 giugno, olio e smalto al silicone su tela. Di fronte al soggiorno un’ampia parete vetrata ritaglia la zona della cucina Boffi di taglio moderno e di colore anch’esso tortora e con un’opera dell’artista Giombattista Castagnetta.

zona living

Accanto alla zona office c’è la zona notte separata fisicamente e visivamente da una zona rialzata, una sorta di pedana nera; come nero è il bagno padronale  con arredi della Moab e con degli accessori rossi.

bagno padronale

L’atmosfera generale dell’intervento crea dunque, un’ambiente confortevole basandosi sul colore bianco assoluto reso energico solo da alcuni arredi e opere artistiche nelle tonalità del rosso acceso quasi a voler creare un fil rouge di continuità.

zona Living

Due parole in più sull’opera di Alessandro Bulgini. Il quadro rosso, Le Dejeuner sur l’herbe, 6 giugno, mercato della carne fa parte di un’opera composta da sei tele di 1,30 per 2 metri, in cui, su un fondo rigorosamente rosso, emerge il grande soggetto chiaroscurato dell’uomo orientale che sorregge un quarto di bue. – Anno 1997 – olio e smalto al silicone rosso su tela.

Con questo titolo, Le Dejeuner sur l’herbe, 6 giugno, Alessandro Bulgini, a partire dal 1993 fino alla fine degli anni ’90, prende una posizione determinata nell’ambito della sua pittura, prima di allora sperimentale e di ricerca, che lo farà proseguire per parametri concettuali e formalismi compositivi di estremo rigore. La data nel titolo (6 giugno) indica il giorno di nascita dell’autore, insieme alla citazione del capovaloro impressionista Le Dejeuner sur l’herbe, naturalmente preso in prestito ad Edouard Manet, induce il fruitore ad un depistaggio mentale che da una parte ostenta un atteggiamento provocatorio, dall’altro fa sovvenire un contesto artistico apparentemente lontanissimo dalla dialettica reale dell’autore. Una titolazione assolutamente fuori luogo sembra capovolgere l’intera struttura di un’opera. Bulgini procede proprio in questa direzione. Egli sostiene che “bisogna avere il coraggio di esere bugiardi”. L’artista infatti introduce una serie di suggerimenti, di rimandi, di accenni che stanno a mezz’aria e che non sono sviluppati, come dire lasciano aperte molteplici possibilità interpretative supponibili ma senza una verità univoca, come direbbe Adorno: “L’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità”. Si tratta di tre elementi tra loro contrastanti che ricorrono in tutti i suoi lavori, tre cifre costanti che sono il titolo come primo riferimento, il soggetto, o meglio la scena che si svolge in campo, eseguita in bianco e nero con un estremo rigore tecnico e il cromatismo enfatizzato, il rosso totale che avvolge e definisce l’intera superficie dell’opera.

Il titolo ha dunque un prefisso ricorrente: 6 giugno Le Dejeuner sur l’herbe, il quale è seguito da un suffisso stabilito da numeri che si riferiscono ad un’ora: un istante del quotidiano preso in analisi dall’artista.

Le figure orientali ritratte in stile iperrealista, categoricamente in bianco e nero, illustrano tensioni, situazioni forti, costruite ad hoc, in un sottile e sublimato, per dirla con Artaud, “Teatro della Crudeltà”, perché tali figure umane sembrano proprio collocate su un palcoscenico o nel mezzo di un set foto/cinematografico. Il tutto è contornato dal colore aggressivo e passionale per eccellenza, il rosso che assume anch’esso una duplice friuzione: riesce a trasmettere calore, amore, passione ma può anche infondere aggressività, violenza, fino alla sensazione di “istante apocalittico” atemporale, definito immaginalmente da un’ipotetica esplosione nucleare.

Le opere di Alessandro Bulgini sono anche autobiografiche. Esse scandiscono il tempo che trascorre in una sola giornata, il 6 giugno, appunto. La data di nascita è presa come riferimento per raccontare di solitudini, di dubbi, di attese, di empasses cerebrali, di contraddizioni e di ribellioni personali nei confronti della stessa esistenza.

(Testo tratto da una recensione di Dario Salani)

Alessandro Bulgini-Le Dejeuner sur l’herbe, 6 giugno- opera completa

 

Progetto studio CastagnettaeCicala – Foto arch. Luigi Filetici

Alessandro Bulgini Le Dejeuner sur l’herbe, 6 giugno-

http://www.gallerianicolaricci.net/alessandro_bulgini.html – http://www.adrart.it/Area24ag/bulgini.htm

zona living

Il piacere di vagabondare

Wedding Caravan By litlemisswedding.co.uk

« Un giorno, non so quando, arriveremo in quel posto dove davvero vogliamo andare e cammineremo al sole. Ma fino ad allora i vagabondi come noi sono nati per correre …. »

(Bruce Springsteen, Born To Run)

Tornare indietro nel tempo, chiudere gli occhi, riaprirli e fare clic sul Retro Revival Caravan di Hilary Walker Tratto da My Cool Caravan un libro di Jane Field-Lewis e Chris Haddon. Un libro che raccoglie e illustra le esperienze, le idee, i ricordi dei nomadi e delle loro case su ruote. Un confronto tra popoli e culture accomunate dal sogno di una vita a contatto con la natura: urbana e rurale.

my cool caravan

Si rivolge a persone eccentriche, interior design, appassionati di stile retrò, e tutti coloro che condividono gli stessi valori di allontanarsi per rilassarsi in modo ecologico, economico ed elegante. Sulla scia del successo del libro My Cool Caravan, questo titolo festeggia la nuova ondata d’interesse per camper e motorhome….

By midwesttomidlands.blogspot
By midwesttomidlands.blogspot

Il mio camper Cool, però, rimane l’AIRSTREAM, come già detto in un mio precedente articolo, credo che il suo fascino la sua ricercatezza siano uniche e rispecchino la vita on the road a bordo delle roulotte di alluminio di lusso che sono state un’icona americana degli anni 50…

Airstream By cotedetexas.blogspot

Il viaggio è esplorazione, o curiosità; la partenza può essere una gita o una fuga; il transito può essere un errare smarrito nel labirinto e nel deserto; l’arrivo può avere una meta o non averla, può avere una meta reale o ideale, o avere entrambe…

By ruffledblog.com

Immergersi nella natura per riscoprirsi…

Nomade o stanziale?…beh io ho sempre avuto una propensione al nomadismo, una parte di me vorrebbe vivere spostandosi di nazione in nazione come cittadina del mondo…

By GreenweddingShoes.com -blog

Francis Ford Coppola con l’Airstream ci gira giorno e notte, al punto da avervi installato un vero e proprio studio di montaggio; Andy Garcia fa lucidare il suo ogni mese. Da mezzo per proletari o pensionati l’Airstream è diventato, a tutti gli effetti, uno status symbol.
E il fenomeno, da qualche tempo, è sbarcato anche in Europa: con il modello Airstream Europe.

Ideato per gli appassionati della spiaggia, Mini, Airstream (ditta produttrice di roulotte) ed il marchio d’arredamento Republic of Fritz Hansen hanno realizzato, nel 2009, uno stravagante prototipo, basato su una Clubman Cooper S ed una casa viaggiante da ventidue piedi (circa 6,7 metri).

Mini Airstream by Republic of Fritz Hansen

Esposto al Salone del Mobile di Milano nel 2009, si è ispirato allo stile di vita all’aperto del surf. Gli interni dell’Airstream presentano interpretazioni delle sedie Egg e Swan di Arne Jacobsen, nonché un tavolo corredato da quattro sedie originali Serie Seven, che offrono spazio sufficiente per gli ospiti.

Mini-Airstream-by-Republic-of-Fritz-Hansen

Il tutto è completato da una pannellatura in legno per conferire il giusto look da «surfista moderno»….

Airstream sono state vere location di film e telefilm: basti pensare a Grey’s Anatomy…..

Airstream By Grey's Anatomy

Insieme ai camper, location per matrimoni e ispirazioni per fotografi….

Wedding Caravan By litlemisswedding.co.uk
Wedding Caravan By litlemisswedding.co.uk

Esiste anche un campeggio, 3*** verso la Francia, in un luogo pittoresco ai piedi dei Pirenei, la cui particolarità è quella di affittare delle Roulotte, originali Airstream. Ognuna ha un proprio giardino con sedie a sdraio retrò, con arredamenti vintage e suppellettili d’epoca. Il televisore è in bianco e nero! Il bar è anch’esso un Airstream, e gli eventi sono sempre in stile vintage…Solo su prenotazione (da effettuare anche con larghissimo anticipo; tutto l’articolo lo trovate su http://www.stravacanze.net/.)

By stravacanze.net

Vi lascio con una canzone che vi può accompagnare in questo breve viaggio … sulle ali della libertàThe River Bruce Springsteen


(http://www.airstream.com/ – http://www.mini.it/  –  http://www.stravacanze.net/2010/08/airstream-europe-campeggio-vintage.html – http://www.sergetheconcierge.com/ –   sito: http://www.sguardomobile.it/ –  Il Centro Linguistico – La critica dell’erranza-navigare in rete e la filosofia del viaggio
 Leonardo Terzo)

 

 

Auguri di Pasqua da Messer Tulipano…e da arredoeconvivio

Messer tulipano- Castello di Pralormo-

Anni fa visitai il Castello di Pralormo, poco lontano da Torino, situato ai margini della pianura santenese. Il castello è fiabesco… La tenuta comprende, oltre al castello, il parco storico, il giardino fiorito, le pertinenze (l’Orangerie, antica serra per gli agrumi, e la Castellana, imponente fabbricato rurale) e l’azienda agricola, tuttora gestita dalla famiglia anche allo scopo di preservare il paesaggio circostante.

Centro tavola- fiori di Pralormo-

Il Castello di Pralormo, le cui origini risalgono al Medioevo, è stato trasformato in varie epoche in residenza nobiliare di campagna grazie agli interventi di alcuni dei maggiori architetti del tempo. Il Castello è tuttora permanentemente abitato dai proprietari, i Conti Beraudo di Pralormo che lo possiedono dal 1680. Protagonista di una zona separata dal parco all’inglese, quasi un “giardino segreto”, è la bellissima serra in vetro e ferro dei Fratelli Lefebvre di Parigi, fatta costruire sul finire del XIX secolo da Carlo Bearudo di Pralormo, nonno degli attuali proprietari.

Castello di Pralormo

La serra d’inverno si trasforma in un vero e proprio jardin d’hiver, colorato di agrumi profumati, piccole piante da frutto e orchidee mentre sul bancone della serra, proprio di fronte alle vetrate, una collezione di piante succulente trascorre tutta l’estate offrendo rare e preziose fioriture.

La serra si affaccia sul giardino fiorito, caratterizzato da una continua fioritura a rotazione, il cui impianto originario fu voluto dalla stessa Contessa Matilde alla fine del 1800.

Il castello rivive le fiabesche suggestioni del passato nelle feste d’estate, nelle colazioni all’aperto, nei ricevimenti nuziali….se siete da quelle parti non mancate una visita al Castello di Pralormo!

La cosa più suggestiva è, che a  partire dal 2000, ogni aprile, il parco ospita  Messer Tulipano con la spettacolare fioritura di migliaia di tulipani e narcisi. Per dar vita al personaggio protagonista della manifestazione, la Contessa di Pralormo chiamò Antonio Molino, che disegnò il personaggio che entrambi avevano immaginato: un gentiluomo olandese d’altri tempi impeccabile ma sempre disponibile ad indossare un grembiule da giardiniere, appassionato botanico e raffinato melomane, abile fotografo e tenero custode delle creature del bosco. Da quel momento, ogni primavera, Messer Tulipano compare a Pralormo per far fiorire i tulipani!

Castelllo di Pralormo- fioritura-

 Per visitare il sito del Castello di Pralormo: http://www.contessapralormo.com/

Interessanti questi appuntamenti che vi segnalo se siete in quella zona:

Domenica 24 aprile PASQUA

ore 11 e ore 15 dimostrazioni con degustazione a cura dei Maestri del Gusto: Apicoltura

Canavesana, Borgiattino formaggi, Pescheria Gallina

Per i più piccoli la tradizionale caccia alle uova Kinder nel parco!

Inoltre per chi desidera visitare l’interno del castello, la visita guidata delle ore 17 sarà condotta

da Filippo Beraudo di Pralormo che illustrerà il periodo preunitario attraverso la storia del suo

trisavolo Carlo Beraudo di Pralormo, Ambasciatore a Vienna e Ministro degli Interni del Regno

Sabaudo. (Durante Messer Tulipano il Castello è visitabile tutti i giorni. Il costo della visita guidata

per i visitatori di Meser Tulipano è scontato a € 6)

Lunedì 25 aprile PASQUETTA

Per i più piccoli la tradizionale caccia alle uova Kinder nel parco!

MESSER TULIPANO E IL TRICOLORE: APERTO FINO AL 1 MAGGIO 2010, COMPRESO,

TUTTI I GIORNI CON ORARIO 10-18 IN SETTIMANA E 10-19 SABATO DOMENICA E FESTIVI

Ingresso intero € 7,5, gruppi prenotati e convenzioni € 6, bambini 4/12 anni € 4, fino a 4 anni gratuito.

Per gli amici a 4 zampe ciotole d’acqua fresca nel parco

Mostra a Palazzo Cavour- Torino- dal 26 marzo al 26 giugno 2011 http://www.mostrapalazzocavour.it/

(Foto e testi gentilmente concessi dalla proprietà.)

Castelllo di Pralormo- fioritura-

Said: cioccolato in arredo vintage

Said
IN PRINCIPIO C’ERA ALDO L’AVVENTURIERO, MIO NONNO, POI PAPÀ E I MIEI SOGNI DA BAMBINO… NATALE ERA LA STAGIONE DEI TORRONI, A PASQUA SCOPPIAVANO LE GUERRE DI CIOCCOLATA TRA SACCHI DI AIUTA ODOROSI DI CACAO AFRICANO, MULINI DA ZUCCHERO, E LE MACCHINE PER IMPASTARE … DA 80 ANNI LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO È UN TEATRO DOVE VA IN SCENA LA VITA DI SAN LORENZO NEI QUOTIDIANI INTRECCI TRA FABBRICA E BOTTEGA, ARTISTI E ARTIGIANI, GIOVANI E ANZIANI. QUI LA PASSIONE ALLO STATO PURO È IN OGNI COSA E CI PORTA A SCOPRIRE PICCOLE PIANTAGIONE CARAIBICHE, CREARE MISCELE, SPERIMENTARE LE INFINITE VARIAZIONI DEI SAN LORENZO    (dal sito www.said.it)
Said

Società Anonima Industria Dolciumi: -SAID-

Il locale rimane un pò nascosto all’interno di un piccolo cortile accessibile da via Tiburtina. Una vecchia fabbrica di cioccolato (fu fondata nel 1923) che diventa uno spazio da vivere attraverso degli interni suggestivi.  Protagonista, il cioccolato!

Se ci capitate sotto Pasqua o Natale…è una vera festa!….quest’anno l’allestimento Pasquale è dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia… (Fanno delle confezioni molto belle che potete vedere nella foto in fondo all’articolo, dedicata alla vetrina esterna!)

Said- allestimento pasquale 2011
Said allestimento pasquale 2011

Appena si entra si viene letteralmente investiti dall’aroma del cioccolato… In un salotto con velluto nero e specchi dorati, si possono degustare oltre 60 tipi di cioccolato speziato realizzato con cacao di tutto il mondo insieme a liquori da dessert, rum, cognac e marmellate.

Said

Bello l’allestimento con grandi alzate di vetro confezioni e una libreria ricolma di barattoli di vetro contenenti cioccolate di ogni genere.

Said

Interessante dal punto di vista architettonico: divani e poltrone organizzano salottini rassicuranti un po’ con un’atmosfera di altri tempi e si alternano alle vecchie macchine per il cioccolato in una sorta di museo … Lo stile è quello che ci piace tanto e di cui tanto abbiamo parlato in questi ultimi tempi…si direi proprio che è uno stile Vintage con mobili di riutilizzo e con quell’atmosfera unica…. le grandi vetrate che affacciano direttamente sul laboratorio, il cortile e la sala dei lucernai, il patio- giardino .…. delizioso!

Said giardino dinverno

Nel ristorante, B-Said (l’altro lato di Said) aperto nel 2006 dopo un’attenta ristrutturazione dei locali di via Tiburtina, si può gustare una cucina un po’ ricercata, di buona qualità, ottimi i dolci…. ma soprattutto l’ambiente seducente e conviviale fa il resto!

E’ possibile affittare i locali per eventi privati con catering a base di cioccolato.

Si può acquistare tutto quello che esiste a base di cioccolata…ottima la cioccolata fusa!

Said

http://www.said.it/    trovate Said anche su facebook – fotografa: Cinzia De Nigro-

Said- via Tiburtina 135- Roma- tel 064469204

vetrina pasqua 2011 immagine scattata dalla sottoscritta