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Installation “kaleidoscopic ivy” for Ikebana school

Installation with 2,000 pieces of “ivy of mirrors” for
an Ikebana (Japanese art of flower) school

Uno spazio progettato per la mostra “HANA SO” di Akane Teshigahara, della scuola Sogetsu di #ikebana, per commemorare il loro 90° anniversario. Un giardino in pietra a sbalzo creato da Isamu Noguchi è stato scelto per servire come sede espositiva. Normalmente, i pezzi per le mostre sono decisi in anticipo e lo spazio è progettato per accentuare quegli elementi.

Installation with 2,000 pieces of “ivy of mirrors” for
an Ikebana (Japanese art of flower) school

Ma per questa occasione speciale, il cliente ha proposto di invertire l’approccio usando il disegno dello spazio come un’ispirazione e di creare i pezzi #ikebana che sarebbero stati esposti. Il foglio in acciaio inox spessore 0,5 mm con finitura a specchio è stato tagliato a pezzi…

Installation with 2,000 pieces of “ivy of mirrors” for
an Ikebana (Japanese art of flower) school

Ogni pezzo era poi montato individualmente per sovrapporre il giardino di pietra al fine di creare un “edera di specchi”. L’edera rispecchiava l’ambiente, mentre rivelava anche scorci della struttura e dell’aspetto del giardino di pietra sotto di essa, e le diffuse riflessioni dei colori e dei contorni dei fiori #ikebana esposti avrebbero prodotto un effetto visivo caleidoscopico.

Installation with 2,000 pieces of “ivy of mirrors” for
an Ikebana (Japanese art of flower) school

L’aggiunta di questo strato supplementare tra queste due opere – i fiori di #ikebana e il giardino di pietra – creerebbero un’armonia tra di loro, come se i fiori avessero leggermente avvolto il giardino di pietra.

Installation with 2,000 pieces of “ivy of mirrors” for
an Ikebana (Japanese art of flower) school

Photos: Takumi Ota, Kozo Sekiya (space), Akihiro Yoshida (product)

Sogetsu website : http://www.sogetsu.or.jp/e/

www.nendo.jp/

FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

 

fenoména: ciò che si presenta a noi nell’esperienza conscia, come mezzo per afferrare l’essenza di ciò che sperimentiamo…


FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

Fenoména propone un’esperienza fisica ispirata al Sensismo, principio per il quale la sensazione è il criterio della verità e del bene.

Un corridoio esperienziale accoglie il visitatore, conducendolo in un percorso di attivazione sensoriale. 

Il corpo viene sollecitato tramite stimoli olfattivi, tattili e uditivi. Filtri profumati, carezze meccaniche, pietre soffici e una tenda sonora paradisiaca sono gli elementi che compongono l’installazione.

FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

Un breve viaggio entro il quale (ri)trovare il proprio spazio prossemico, i gesti e le forme, instaurando una connessione con gli elementi e i temi proposti. Per questo non sono richieste particolari abilità per partecipare, solo un corpo.

L’allestimento, realizzato per il collettivo di designer composto da Ilaria Bianchi, Agustina Bottoni, Astrid Luglio, Sara Ricciardi che si sono riunite sotto il nome di The Ladies’ Room, si compone di una struttura in legno di abete che trae ispirazione diretta dai celebri torii shintoisti giapponesi.

FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

Dalla costruzione elementare, i quattro portali – ognuno dedicato ad una specifica installazione – sono uniti tra loro a formare un corridoio nel quale il visitatore è invitato ad interagire con i vari elementi.

La struttura lignea smontabile, progettata in modo che possa essere facilmente trasportata, è composta da più listelli che tramite una fitta trama di sbalzi e incroci delimitano e scandiscono lo spazio; offrono inoltre supporti statici agli oggetti in mostra.

FENOMÉNA: THE LADIES’ ROOM

 


PHILTRUM COLLECTION di Astrid Luglio • OLFATTO

CAREZZE MECCANICHE di Sara Ricciardi • TATTO

STONISH di Ilaria Bianchi • TATTO

MELODICWARE di Agustina Bottoni • UDITO

Video and installation shooting _ Sirio Vannelli

https://vimeo.com/213054081http://

 

https://www.forostudio.com/l-fenomena

 

 

MINDCRAFT17- TIME

MINDCRAFT17 Danish Arts Foundation Henrik Vibskov

 

La Danimarca al Chiostro di San Simpliciano

 


MINDCRAFT17 Danish Arts Foundation Henrik Vibskov

Da dieci anni la Danish Arts Foundation organizza Mindcraft, l’evento della Design Week di Milano che presenta al pubblico internazionale i più importanti talenti dell’artigianato e del design della Danimarca. Il curatore di questa importante edizione è l’eclettico designer Henrik Vibskov che ha scelto il tema del tempo per raccontare la creatività danese di oggi, tra artigianato e progetto. L’idea è scaturita direttamente dalla scelta della location di quest’anno: infatti per la prima volta Mindcraft si terrà nel bellissimo chiostro di San Simpliciano, un luogo suggestivo e senza tempo. Tutti i 18 designer e artigiani coinvolti sono stati invitati a creare progetti ad hoc per la mostra, concentrandosi su un momento della giornata o su un arco di tempo preciso. Come sottolineato da Henrik Vibskov, “Il tempo ha una forte presenza negli spazi della mostra. Il chiostro si presenta come una bella tasca nel tempo in una città vivace, si avverte il ritmo e l’atmosfera del luogo, che cambia con la luce che varia durante il giorno. Inoltre, il tempo è qualcosa che usiamo per organizzare la nostra vita quotidiana e il mondo a molti livelli.”

MINDCRAFT17 Danish Arts Foundation Henrik Vibskov

I partecipanti a Mindcraft17 sono Tobias Møhl, Yuki Ferdinandsen, Eske Rex & Maria Mengel, Birk Marcus Hansen, Emil Krøyer & Mads Sætter-Lassen, Anne Dorthe Vester & Maria Bruun, Kasper Kjeldgaard, Lærke Valum, Marianne Eriksen Scott-Hansen, Isabel Berglund, Hanne G, Anders Ruhwald, Christina Schou Christensen, Pernille Pontoppidan Pedersen e Carl Emil Jacobsen.


MINDCRAFT17 – TIME

MINDCRAFT17 in Milan
– Cloister of San Simpliciano, Piazza Paolo VI 6
4 April – 9 April 2017

Exhibition design and curation by Henrik Vibskov


http://mindcraftexhibition.com/

Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

“In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente l’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. È chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore.”

Kandinskij, Lo spirituale nell’arte [1911], a cura di E. Pontiggia, Milano, 1989

 


Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

 

“Vedo forme e colori quando ascolto musica” ha affermato “se sento una canzone, vedo linee verticali… È questo che mi ha portato a usare dei nastri”.

 

Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

Anne Patterson, con la sua installazione Pathless Woods, una foresta di nastri, invita il pubblico a provare questa esperienza al suo grado più elevato, quello della sinestesiaLa sinestesia è un fenomeno neurofisiologico che comporta l’interferenza di vari stimoli sensoriali provenienti da sensi diversi, ma relazionati tra loro. Ad esempio, le persone sinestetiche possono annusare i colori, vedere la musica e ascoltare la consistenza. Si tratta di un’attivazione incrociata di aree del cervello adiacenti che elaborano diverse informazioni sensoriali.

Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

Pathless Woods è in scena al John and Mable Ringling Museum of Art, in cui 8472 strisce di tessuto blu, rosa, rosse, verdi e celesti in satin vengono animate dalla musica e dalle proiezioni riflesse sulla loro superficie, risvegliando i sensi dei visitatori…

Anne Patterson e la sua installazione Pathless Woods

www.annepatterson.com/

 

“Out of the Blue”

“Out of the Blue” © Studiopepe
“Out of the Blue” © Studiopepe

“All’improvviso

Una dissolvenza passaggio

Volubile. Sfarfallio. Reagire

Planimetria

Ombre cinesi. Velocità della luce. Nascondino

Ancora”

(Angelo Flaccavento)


“Out of the Blue” © Studiopepe
“Out of the Blue” © Studiopepe

Improvviso

 

Questa raccolta, composta da 8 oggetti, è frutto di uno studio

condotta da Studiopepe sul rapporto tra forma, luce e colore.

Out of the Blue è un’espressione idiomatica in inglese che descrive un evento che si verifica in modo imprevisto. L’azzurro si riferisce al cielo in cui appare all’improvviso qualcosa di inaspettato. Preso letteralmente, qualcosa esce ‘out of the blue’ o ‘emerge dal blu’, come se il colore blu in questo studio potrebbe assumere la propria forma fisica.

Studiopepe Out Of the Blue photo by Silvia Rivoltella
Studiopepe Out Of the Blue photo by Silvia Rivoltella

La collezione di sculture indaga la corrispondenza tra la luce del sole e la superficie, attraverso lo studio della forma. Il processo fotografico dietro la cianotipia rende questo rapporto mutevole visibile (ciano deriva dalle antiche kyanos parola greca che significa blu scuro).

Il colore blu, in tutte le sue sfumature e, a seconda di vari fattori combinati insieme, diventa il diretto risultato di questo incontro. Intrinsecamente, ci dice la storia come l’oggetto è stato prodotto, la lunghezza della sua esposizione alla luce solare dopo essere spazzolato con la soluzione cianotipia, e le condizioni di luce durante quel lasso di tempo. Queste coordinate sono il nome dell’oggetto stesso, definendo la sua identità e unicità.

“Out of the Blue” © Studiopepe
Ladies & Gentlemen, veduta dell’installazione

L’installazione “Out of the Blue”, al Fuorisalone 2016, faceva parte della collettiva “Ladies & Gentlemen”. La collezione di otto sculture in gesso, in serie limitata, indagava la corrispondenza tra la luce e la forma, attraverso il processo fotografico della cianotipia.

Ladies & Gentlemen, veduta dell'installazione
Ladies & Gentlemen, veduta dell’installazione

Chiara Di Pinto e Arianna Lelli Mami sono nate a Milano, hanno frequentato la facoltà di design industriale del Politecnico, sono state compagne di università e assistenti. Ma solo dopo essersi incontrate in Sud America hanno deciso, nel 2006, che i loro destini dovevano definitivamente incrociarsi e che dovevano intraprendere una strada comune e hanno fondato Studiopepe.

http://www.studiopepedesign.it/

 

 

SunbrellaCanopy alla Milano Design Week

SunbrellaCanopy Élise Fouin
SunbrellaCanopy Élise Fouin

L’installazione sunbrellacanopy è una micro architettura ispirata alla canopia creata da Élise Fouin, la designer francese riconosciuta per la poesia delle sue creazioni sulla materia. I visitatori avranno la sensazione di addentrarsi in una foresta di tessuto. Parecchie centinaia di telai da ricamo uniti tra loro, sospesi e ricoperti dalle differenti qualità dei tessuti Sunbrella. Trasportato sotto questo manto vegetale e penetrato dalla luce, il visitatore vivrà un’esperienza audio visiva indimenticabile.

SunbrellaCanopy Élise Fouin
SunbrellaCanopy Élise Fouin

Una sorprendente scenografia che la designer Élise Fouin ha realizzato in esclusiva per il noto brand di tessuti indoor e outdoor.

 “La canopia è il piano superiore della foresta e in essa si concentrano quindi tutti i rapporti più estremi con e fra gli elementi naturali, in particolare il sole e l’umidità. Come nel tessuto, spiega Élise Fouin, dal punto di vista visivo ho voluto ritrovare l’aspetto rigoglioso del vero fogliame, che contrastasse con i contorni più lisci dell’esterno, simile alla foresta vista dal cielo. I visitatori saranno immersi in un universo sonoro e sensoriale in cui i colori vivaci dei tessuti, una serie di toni che declinano dal rosso ocra a sfumature sottili di verde e di azzurro, occupano un ruolo essenziale. Abbiamo giocato anche con la luce che, filtrando attraverso la canopia, sottolineerà le diverse consistenze e “materialità” dei tessuti”.

SunbrellaCanopy Élise Fouin
SunbrellaCanopy Élise Fouin

“Volevamo che il suo sguardo poetico e il suo delicato lavoro sui materiali entrasse in risonanza con le nostre creazioni tessili. Questa sorprendente scenografia ne è un’illustrazione piena di sensibilità” ha commentato entusiasta Mélanie Bernard, responsabile dello Studio Creativo Sunbrella®.

SunbrellaCanopy Élise Fouin
SunbrellaCanopy Élise Fouin

I tessuti Sunbrella®, noti in tutto il mondo per la creatività delle loro soluzioni tecniche ed estetiche e la resistenza dei colori al sole, ai raggi lunari e all’acqua, si distinguono da sempre per il rispetto della natura. In omaggio a questo approccio, la designer francese Élise Fouin ha deciso di presentare l’ultima collezione del brand in una scenografia che riproduce un’immaginaria canopia, costituita da un mosaico di colori realizzato con i tessuti Sunbrella®.


Superstudio Più, via Tortona 27 – Stand 11

Sunbrella® invita i visitatori della Design Week ad una passeggiata sotto una fantastica canopia

 

http://www.superdesignshow.com/sunbrella/