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Limbo- Jacopo Foggini

FERRAGAMO PARFUMS E JACOPO FOGGINI: LIMBO Fuorisalone 2018

Limbo è un labirinto aereo, composto da moduli in filo di policarbonato, che pendono da una struttura lignea creata ad hoc nel loggiato superiore della Corte d’Onore della Ca’ Granda, presso l’Università degli Studi di #milano, sede della #mostra evento INTERNI HOUSE IN MOTION. Un modo per rappresentare materialmente l’esperienza multisensoriale della fragranza di Amo #ferragamo e allo stesso tempo interpretare il tema scelto da INTERNI per il #fuorisalone2018.

L’installazione di Foggini, policroma e di grande purezza, amplifica in un ambiente immersivo l’essenza di un mondo ovattato, soffuso, come un #limbo di nuvole tra il cielo e la terra attraverso il quale il paesaggio si va formando a poco a poco nella mente.

Il percorso sinestetico firmato dall’artista si sviluppa su una lunghezza di 30 metri circa ed è composto da sette portali consecutivi l’uno all’altro. Il tutto a formare un’enorme nuvola attraverso cui risvegliare i sensi o in cui perdersi osservando le luci che attraverso la struttura disegnano ombre sui muri e sul soffitto, lasciando al visitatore lo spazio e il tempo per scoprire il mondo di Amo #ferragamo.

https://culturemarketing.lulop.com/it

 

“Carving the Senses”: Tubes a Venice Design 2016

“Carving the Senses”di Satyendra Pakhalé - Tubes a Venice Design 2016
“Carving the Senses”di Satyendra Pakhalé – Tubes a Venice Design 2016

 

Il paesaggio non fa ombra perché non è materiale, è un frutto del mondo delle sensazioni

La creazione del paesaggio richiedeva una lacerazione rispettoal sentimento unitario della natura universale

Georg Simmel

 


 

In occasione della 15esima Biennale di Architettura di Venezia, TUBES partecipa a Venice Design 2016; la mostra è promossa da Global Art Affairs Foundation e accolta dall’European Cultural Center. Una mostra che accoglierà le opere di 17 diversi paesi e opere di oltre 30 progettisti. Tubes sarà presente con l’opera “Carving the Senses” di Satyendra Pakhalé: una scultura architettonica che accoglie al suo interno il calorifero add-On, sempre da lui progettato. La mostra si svolgerà dal 28/05 al 27/11/2016 a Palazzo Michiel, in coincidenza dunque della 15ma Biennale di Architettura di Venezia.

 “Carving the Senses”: una scultura architettonica alta 3 metri che trasforma completamente la percezione del radiatore, integrandolo armoniosamente al suo interno. L’opera è poi rivestita in terra cruda Matteo Brioni, conferendole un’immagine organica, ancestrale, primitiva ma contemporanea. Un’opera che coniuga ad un tempo design, architettura, tecnologia e natura.

Satyendra Pakhalé, Designer, dice: “Nel momento in cui un oggetto è collocato in un ambiente, diventa esso stesso architettura, proprio come dimostrato dal calorifero add-On. L’Architettura non è solo un edificio, ma è anche l’espressione della capacità umana di abitare lo spazio naturale attraverso la forma.” “Per il Venice Design 2016 volevamo creare una struttura architettonica dal design primitivo ma contemporaneo che possa appagare i sensi. Lo spazio creato e’ una forma monolitica tettonica che conferisce presenza al materiale.
L’intento è quello di trasmettere la sensazione di abitare uno spazio che sia allo stesso tempo scultura, design, tecnologia, architettura e natura”.

“Carving the Senses”: Tubes a Venice Design 2016 di Satyendra Pakhalé
“Carving the Senses”di Satyendra Pakhalé – Tubes a Venice Design 2016

 

L’installazione si potrebbe dire essere la trasposizione totemica dell’ambiente di vita, piegata attorno al diaframma costituito dal radiatore add-on. Questo a delineare, quasi a rimarcare, la separazione tra ambiente chiuso abitativo e il paesaggio circostante, di fatto la reale peculiaretà dell’oggetto di design.

Ricordo che add-On è un sistema basato su un modulo in alluminio sviluppato in due direzioni grazie a quattro lati sagomati che permettono di creare sartorialmente la composizione, definendo così un radiatore duttile e molteplice, scultoreo, infinito. add-On ridefinisce il ruolo del radiatore che diventa elemento architettonico.

Satyendra Pakhalé é uno dei designer più interessanti. Abile a combinare nelle sue creazioni molteplici qualità sensoriali, fondendo tangibilità e tecnologia in un linguaggio di design universale.

 

http://www.tubesradiatori.com/

TORNADO

Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

Con la velocità improvvisa

di un tornado

urbinando i miei pernsieri…

li vedo giungere da lontano…

un insignificante mulinello…

che investe, strappa, sdradica

e inghiotte tutto cio che incontra

nella su corsa centrifruga…

assumendo sembianze.

più avanti … sfinito…

si placchera

sputando ogni cosa alla rinfusa

ed io lì

a gambe incrociate

al centro di questo universo

strampalato…

accidenti !!!

mi tocchera ricominciare tutto

da capo

 

(poesia di Saffo)


Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

L’installazione, creata con più di due milioni di cannucce trasparenti si diffonde nello spazio espositivo proprio come un Tornado.

Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

Sempre, nelle installazioni di Tokujin, scenografie suggestive che richiamano i fenomeni naturali.

Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

Nella mostra, il Tornado di cannucce, crea un’atmosfera magica, e sputa, per citare Saffo, al centro dell’universo poetico ed emozionale, le precedenti opere di Yoshioka, come la sedia “Honey-pop” che è stata presentata nel 2001, la panca “Water Block” che oggi è diventata un’istallazione permanente al Museo d’Orsay a Parigi, e “VENUS”, la sedia naturale di cristallo.

Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

La prima personale di Tokujin è stata presso il Museo d’Arte Saga Prefectural a Kyushu, nel 2015.

Tornado Tokujin Yoshioka
Tornado Tokujin Yoshioka

http://www.tokujin.com/art/

 

VISIONA 2 della Bayer

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

Fino al 6 giugno. Al Vitra Design Museum di Weil am Rheim il famoso allestimento di Verner Panton per la mostra Visiona 2 della Bayer

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

L’allestimento realizzato per la Bayer nel 1970, si potrebbe definire il progetto manifesto di Verner Panton (1926-1998), dato che racchiude tutti i riferimenti in tema di spazio, colore e forma che i suoi interventi, oggetti e arredi hanno sedimentato nella cultura pop e nell’immaginario comune. Dopo 43 anni lascia i libri di storia del design per ricomporsi nel Vitra Design Museum: un’occasione unica per immergersi dal vivo in quella caleidoscopica esperienza di ‘Phantasy Landascpe’.

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

La collaborazione fra il designer olandese e l’azienda chimica era iniziata nel 1968 con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo nell’arredamento dei vari materiali sintetici della Bayer in occasione della fiera del mobile di Colonia. E fin dall’inizio si era rivelata davvero bizzarra perché lo showroom temporaneo ideato da Panton era un battello che navigava sulle acque del Reno, ribattezzato subito ‘Battello Dralon’ dal nome del tessuto del primo esperimento allestitivo.

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

Panton poi pensò al nome ‘Visiona’, consegnato per sempre alle cronache con le mostre ‘Visiona 1’ e, la più nota, ‘Visiona 2’, riallestita ora a Weil am Rheim. Integrando mobili e lampade, in un’atmosfera satura di colore, riuscì a creare un nuovo paesaggio domestico che dava forma a visioni interiori tutte nuove rappresentate con sedie, sedute e rivestimenti modulari e fatti per accogliere il corpo. Di questi, fra cui la nota sedia a sbalzo che vanta un numero imprecisato di copie, molti furono poi messi in produzione e ancora oggi, diffusi da Vitra e Verpan, sconfessano quanti li additavano come frutto di idee utopiche e interpreti di uno stile di vita impraticabile.

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

Di fatto tutta quella vivacità, con addentellati nella fantascienza, si è scolorita nel tempo, ma non la forza dirompente e visionaria che al contrario ha fatto da apri-pista ai cambiamenti della società e del mercato. Un’effervescente evoluzione degli insegnamenti e influenze ricevuti dei suoi maestri, Arne Jacobsen e Poul Henningsen (di questi, per un breve periodo, è stato anche genero). Per le innovazioni apportate nel campo del mobile e del tessile, in vita Panton ha ottenuto molti riconoscimenti, fra i quali la Croce di Cavaliere dell’ordine di Dannebrog. E, nel 2012, ai dieci anni dalla morte, il comune tedesco di Weil am Rhein, che aveva già omaggiato con la stessa iniziativa Charles Eames e George Nelson, lo ha onorato intestando una strada a suo nome. Così la via, che collega il Campus Vitra con la contigua zona verde protetta Tüllinger Hüge, è divenuta Verner-Panton-Weg: un landmark in aperta campagna segnato da dodici pali colorati. Quasi a ricordare la sua psichedelica irruenza rivoluzionaria nell’interior design degli anni Sessanta.

VISIONA 2 della Bayer
VISIONA 2 della Bayer

design-museum.de

Visiona 1970. Revisiting the Future, Vitra Design Museum Gallery, Charles-Eames-Str. 2 D, Weil am Rhein, T +49 7621 7023200, dal 7 febbraio al 6 giugno 2014

 

 

 

Angela Lergo: corpo e anima….

Schermata 2013-07-29 a 08.15.45
Angela Lergo Aire photo Edu Gómez

L’essere umano, corpo e anima, esplorato tramite la scultura, l’istallazione e lo spettacolo è il punto di partenza dei lavori senza tempo dell’artista spagnola. Ángela Lergo pervade i suoi lavori con una forza, un messaggio femminile, una visione che tenta di mettere a repentaglio le sensazioni e le emozioni del pubblico, qualche volta anche per liberare rituali e leggende orali provenienti dalle regole della società. 



(di Sandra Lodos Peña
Giornalista)




Schermata 2013-07-29 a 08.15.58
Angela Lergo Aire photo Edu Gómez

Proprio come nei suoi spettacoli, le istallazioni ricreano concetti, visioni e spazi, non solo posizionando i lavori in determinato posti, ma anche dando nuovi significati ai contesti proposti.



Angela Lergo
Angela Lergo

Grazie ai propri personaggi, gli spettacoli si basano su un linguaggio maggiormente drammatico di quello della scultura, come l’artista spiega:” la vicinanza con il pubblico, la prontezza e l’emozione di una creazione dal vivo, in tempo reale… provoca in me uno stimolo più vicino e vivo. Nelle installazioni, io ricreo un mondo più sereno.

todos los momentos vividos Claudio del Campo y José Morán
todos los momentos vividos Claudio del Campo y José Morán

La mia scultura comprende un mix di fredezza e emozioni, i pezzi hanno una certa apparenza irreale, come se provenissero da un mondo interiore, quasi onirico. La fredda apparenza è solo una “barriera”, che lo spettatore deve superare per entrare in queto mondo”.



todos los momentos vividos Claudio del Campo y José Morán
todos los momentos vividos Claudio del Campo y José Morán

Nella collezione di “Sotto l’acqua”, la figura umana è anche il principale carattere con l’acqua- un fluido che ha peso concettuale. L’acqua compone il 70% del nostro corpo e la vita comincia dall’acqua, come fanno gli umani durante la gestazione nel liquido amniotico. L’inizio del nostro subconscio è in questo fluido presente nel corpo di una donna.

hay aguas…Angela Lergo
hay aguas…Angela Lergo

“Nei miei studi, accanto ai lavori con le installazioni, mi sento attratta anche di creare un pezzo di lavoro dove la cosa più importante è solo l’idea, cosa l’idea è capace di evocare; la possibilità di eliminare tutte le altre intenzioni di un lavoro-come il bisogno di qualcosa di materiale di rimanere nel futuro.

i give you my heart Angela Lergo
i give you my heart Angela Lergo

Solo la fugacità stessa è già piena di significato e poeticamente forte per me. Mi sento attratta anche dalla possibilità di scoprire qualcosa nelle persone, qualcosa che fai alle persone in un solo istante, usando diversi significati per toccare tutti i sensi. Mi piace includere la musica (sopratutto musica elettronica), profumi, cose che posso toccare…”

retrato de la eternidad photo David Palacín y José Morán
retrato de la eternidad photo David Palacín y José Morán

Con la sua visione viva, poetica e cromatica, la Lergo sta occupando gli spazi più importanti nell’arte contemporanea, in Spagna, Germania, Olanda, negli Stati Uniti, in Canada e in Corea.

Nel 2008, colaborerà con il Museo Huelva e per l’innaugurazione della mostra all’università di Cadiz, entrambe in Spagna. Traduzione: Paola Lopes

even in the darkest hours Angela Lergo
even in the darkest hours Angela Lergo

www.arteallimite.cl

http://www.artfacts

www.angelalergo.com/

RYOICHI KUROKAWA

Octfalls 2011 Installation
Octfalls 2011 Installation

 

Ryoichi Kurokawa: artista giapponese della post-digital art.


 

Il punto d’origine dei lavori di Kurokawa è la natura. Kurokawa disegna, sugli elementi del naturale, architetture estetiche digitali, trovando una sinestesia fra mondi così lontani.Per sinestesia si intende un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una “contaminazione” dei sensi nella percezione.

Octfalls 2011 Installation
Octfalls 2011 Installation

“A guardarlo da vicino il lavoro di Kurokawa è tutto proteso verso l’azione di rompere dei limiti. Fra Naturale e artificiale, fra performance ed esposizione, fra installazione e sound art. 
In quell’interstizio fra visione e ascolto,
 fra suono e immagine Kurokawa costruisce i suoi mondi e quello che fa è curare le distorsioni del mondo.


Octfalls 2011 Installation
Octfalls 2011 Installation

Come un alchimista prende suono e immagine, luce e rumore e con un minuzioso, spietato, preciso ed instancabile lavoro ripara il mondo, ricostruendo una nuova Natura.

Octfalls 2011 Installation
Octfalls 2011 Installation


Lo fa creando armoniche distopie digitali, che immergono lo spettatore in un luogo sconosciuto,
 che non è un’installazione, che non è un live set,
 ma l’orizzonte di un linguaggio ancora sommerso e segreto”. (expandedview)

 

Octfalls Video

RYOICHI KUROKAWA caption
RYOICHI KUROKAWA caption

SIRENS VIDEO

 

www.ryoichikurokawa.com