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Tapas di pomodorini con riso

Tapas di pomodorini con riso by arredoeconvivvio

“Mi pento di tutte le diete, dei piatti deliziosi rifiutati per vanità, così come mi pento di tutte le occasioni di fare l’amore lasciate andare per occuparmi di faccende in sospeso o per virtù puritana. Passeggiando per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai sensi. “ Afrodita – Isabel Allende


…. cibo e sesso si fondono, stimolando ed inebriando i nostri sensi e la nostra mente
…

…sapori, odori, sensazioni bellissime legate ad attimi fuggenti, proibiti, clandestini proprio come quando si mangia per divorare ed assaporare, in un solo boccone, tutto il bello della vita….(tratto da cucina ed erotismo di zia Angie)

Questo è un modo per presentarvi una ricetta da finger food, semplice, immediata, d’effetto….da mangiare fredda…adatta per un buffet, come tapas…

Un semplice risotto con il pomodoro diventerà il seducente ripieno per questi micro-pomodorini…..e la magia è creata….

Tapas di pomodorini con riso

Gustatevi queste tapas con la musica di Giulia y los Tellarini: “Barcelona”….

 

Gennaro Esposito: Dolce Sfera

Gennaro Esposito

Sfera in vetro borosilicato dotata di insenature nelle quali è possibile posizionare una fantasia di pasticceria o di piccoli antipasti finger-food. Le prelibatezze incastonate nelle trasparenze del vetro sembrano sospese in aria e si pongono in gran risalto, sfruttando con fantasia il contrasto cromatico delle preparazioni.

http://www.gennaroespositochef.com/

 

Sigari di pasta fillo

Sigari di pasta fillo arredoeconvivio.com
Sigari di pasta fillo arredoeconvivio.com

Ingredienti della ricetta: una confezione di pasta fillo -12 pomodori datterini dolci – Un pugno di capperi sotto sale – 300 gr filetti di tonno sott’olio sgocciolati – Un ciuffetto di prezzemolouna cipolla di Tropea – olio extravergine di oliva q.b.- sale q.b. – pepe.

Preparare il ripieno. Lavare i pomodorini, tagliare a dadini, salare e lasciare sgocciolare. A parte tagliare la cipolla a dadini, lavare e tagliare i capperi. Unire il tutto e condire con sale olio e pepe, completate con un ciuffetto di prezzemolo. Srotolare la pasta fillo e tagliarla in quadrati che riempirete con il composto. Arrotolare i cannoli e spennellari con acqua.

Mettete in forno per circa 15 minuti a 200°.

Ottimi ripieni anche con carote, cappuccio, e cavolo!

Torta di patate alla trentina

torta di patate alla trentina
torta di patate alla trentina

Ingredienti: 1 e 1/2 kg di patate gialle – 3 cucchiai di farina – 1 cucchiaino di spezie per patate tipo Ariosto – olio extra vergine.


Pelare e grattugiare le patate. Aggiungere 2 cucchiai di farina, le spezie e amalgamare. Ungere una teglia toda da max 20 cm di diametro con l’olio, versare il composto di patate e oliate la superficie. Mettete nel forno precedentemente riscaldato, e cuocere fincè’ si forma una crosticina dorata. Tagliare a spicchi e servire calda.

tagliere
tagliere

Si accompagna con salumi e formaggi…e un bel vino rosso, come in foto!

Anatra con spiedini di ananas caramellati al sesamo

Anatra con spiedini di ananas caramellati al sesamo by arredoeconvivio
Anatra con spiedini di ananas caramellati al sesamo by arredoeconvivio

Riducete a cubettti la polpa di mezzo ananas e infilateli su 8 spiedini. Scaldate 40 g di burro in una larga padella antiaderente quando sarà spumeggiante doratevi gli spiedini su tutti i lati. Prima di spegnere, spolverizzate con 2 cucchiai di zucchero di canna e lasciatelo caramellare. Togliete dal fuoco e cospargete con semi di sesamo.

Servite con fette di petto d’anatra affumicato servito a temperatura ambiente e unite del pane nero e burro di ginepro a vostra scelta.

Da bere vi consiglio champagne Comte De Montaigne o del rosè Elena Valch ma va benissimo anche un rosso come un Chianti Rufina.

Buon appetito!!

Polpette di coda alla vaccinara

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Polpette di coda alla vaccinara by arredoeconvivio

A Roma si chiama la cucina del “quinto quarto” cioè la cucina delle frattaglie, uno dei cardini della cucina tradizionale romana. Deve il suo nome al fatto che i “vaccinari”, addetti al mattatoio che risiedevano per la maggior parte nel quartiere Testaccio, venivano in parte retribuiti con la coda che si facevano cucinare dagli osti della zona. Piatto povero e popolare, non deve stupire la presenza del cacao, infatti nella Roma papalina, le spezie erano molto diffuse e il cacao era considerato una spezia.

La vera ricetta prevede una scottatura della coda per circa tre quarti d’ora in abbondante acqua salata. Poi si può preparate la ricetta vera e propria. Dunque preparate un trito con cipolla, sedano, carota, aglio e prezzemolo. Scaldate l’olio e lo strutto in un largo tegame di terracotta e fatevi appassire il trito di verdure. Quando comincia a prendere colore, unitevi la coda tagliata a tocchi e la guancia (io ho usato solo la coda) e proseguite dolcemente la rosolatura girando spesso i pezzi di carne, fino a quando avranno preso colore. 

A questo punto, bagnate con il vino e lasciatelo evaporare lentamente. Insaporite con sale e pepe e unite i pomodori sminuzzati. Incoperchiate e proseguite la cottura, a fuoco dolce, per circa tre ore. 
Durante questo tempo, girate ogni tanto i pezzi di carne e, se necessario, unite qualche cucchiaio di acqua calda. Nel frattempo, mondate il sedano scartando le coste più dure e togliendo dalle altre i filamenti. Tagliatelo a pezzi, scottatelo brevemente in acqua salata in ebollizione e unitelo alla coda quando questa sarà quasi cotta e il sugo ben addensato (dopo circa due ore e mezzo). Fate ammollare l’uvetta in acqua tiepida, sgocciolatela e unitela alla coda in fine cottura. Unite anche i pinoli e sciogliete il cacao nel sugo. 
Cuocete ancora per un quarto d’ora, lasciatela riposare per cinque minuti e servitela nello stesso recipiente di cottura. (Le tre ore del tempo di cottura sono indicative dipende dalla durezza della carne. Tenete presente che alla fine la carne dovrà essere “stracotta” staccandosi quasi dall’osso).

Ingredienti: 1,5 kg circa di coda di manzo; 1 guancia di manzo (a Roma si chiama gaffo); 1 kg di pomodori pelati; 50 g di strutto; 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva; 1 bicchiere di vino bianco secco; 1 sedano di media grandezza; (1 cucchiaio di pinoli; 1 cucchiaio di uvetta) io non li metto; 1/2 cucchiaio di cacao amaro. Per il battuto: 1 grossa cipolla; 1 carota, 1 costa di sedano; 1 spicchio d’aglio; prezzemolo. Per la panatura: pane grattuggiato; 2 uova; farina; sale; olio di semi per frittura o friggitrice a 180°.

Per le polpette:

Preparare gli ingredienti per la panatura. Spolpare la coda e tritare tutto a coltello, aggiungere qualche cucchiaio del sugo, formare delle polpette, passare nella farina, nell’uovo e poi nel pane. Portare l’olio a 180° e friggere; togliere i filamenti al sedano e farne delle fette sottili con un pelapatate e tagliarle a julienne. Mettere in acqua e ghiaccio per far arricciare, asciugare bene e adagiare sulle polpette con il sal maldon. Servire le polpette con il sedano arricciato su un vassoio di legno!

Il giorno dopo vi rimane un ottimo sugo per la pasta!

Buona Domenica!