Archivi tag: Fiber Art

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria

oltremarine 2016
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – oltremarine 2016

 

“Osservare l’apparenza per poi travalicarla e scoprire, oltre la prima maschera, strati più veri e interiori degli esseri umani, rappresenta il punto focale dell’intero sviluppo di “Luci in fondo al mare”

 Silvana Nota 


Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria- Algae” 2014

Mutabilisarte, di via dei Mille 25 a Torino, martedì 25 ottobre, dalle ore 18, inaugura la personale dell’artista Silvia Beccaria dal titolo Luci in fondo al mare.

Il vernissage, a carattere performativo, vedrà gli spazi trasformarsi per brevi periodi in una sorta di dark room, al cui interno le opere, attraverso una metamorfosi suggestiva, cambieranno il loro aspetto diurno accendendosi di nuove fluorescenze.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria pianeti del mare 2015
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria pianeti del mare 2015

Il progetto di ricerca si ispira infatti agli organismi dei fondali marini, e al fenomeno della Bioluminescenza. Come scrive Silvana Nota che presenta la mostra: “Un processo naturale di trasformazione preso a prestito dall’artista per esplorare simbolicamente il significato del “doppio” nel suo aspetto più nobile e profondo. Osservare l’apparenza per poi travalicarla e scoprire, oltre la prima maschera, strati più veri e interiori degli esseri umani”.
Una serie di opere installative a muro, ascrivibili agli eterogenei linguaggi della Textile Wall Installation, sono state realizzate da Silvia Beccaria in pvc, plastica, gomma, tessuti e intrecciati a mano; ispirate agli organismi viventi degli abissi del mare e non solo. Opere capaci di catturare la luce nelle sue varianti diurne naturali o artificiali, e riconsegnarla in situazioni di buio con effetti fluorescenti e inaspettati.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria - antennulae-2016
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – antennulae-2016

Morbide e duttili, caratterizzate dalla tridimensionalità di forme liberate nello spazio come esplosioni di vita, le opere di Silvia Beccaria esprimono una costante metamorfosi pur mantenendo l’identità filosofico-stilistica che la contraddistingue. Al centro di tutto il suo lavoro, che esplora percorsi tra i più diversi (dall’Abito Scultura alle Scritture d’Artista per arrivare alle Performance), vi è infatti lo sguardo all’antico e all’universale elaborato nel presente, come processo sperimentale indispensabile alla rinnovata crescita e al proprio contributo all’esperienza contemporanea.

Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria
Luci in fondo al mare: Silvia Beccaria – Plumas de mar” 2016

Laurea in Filosofia, Master in Arte Terapia e Progettista Tessile con specializzazione in Fiber Art, Silvia Beccaria, impegnata da molti anni in ricerche spazianti dalla letteratura, alla scienza per arrivare alle più diverse esplorazioni sul versante tecnico- formale, sceglie con attenzione, di volta in volta, i materiali più adatti all’estrinsecazione artistica.

photo Mariano Dallago


Vernissage performativo 25 ottobre ore 18,00
Durata della mostra: dal 25 ottobre al 12 novembre 2016
Ingresso libero
Orari: da martedì a venerdì 15.30-19.30
sabato 10.30-13.00/15.30-19.30
chiuso domenica e lunedì


 

http://www.silviabeccaria.it

http://sharing.gallery/chi-siamo/

 

“Trame Preziose” – Sabrina Bottura

Sabrina Bottura Felt dress
Sabrina Bottura Felt dress

“Sia compito dell’artista trovare il significato poetico delle cose”

Anish Kapoor



 


Intervento nello spazio – Sabrina Bottura CONCORSO DESIGN 20.15 a cura di FRANCESCA CANAPA E DAVE GELDER!
Intervento nello spazio – Sabrina Bottura CONCORSO DESIGN 20.15 a cura di FRANCESCA CANAPA E DAVE GELDER!

Poesia visiva, progettazione fiabesca…

Artisti che si distinguono per la dimensione organica, emozionale e individuale della propria ricerca, che privilegiano suggestioni psicologiche, materiche e sensoriali rispetto ad un design più razionale. La razionalità colpisce la mente, i valori e le emozioni vere invece colpiscono il cuore. Qualunque cosa facciamo o pensiamo è permeata dalle emozioni, le quali sono inseparabili dal processo cognitivo. Le emozioni modificano anche il modo in cui ci occupiamo e ci relazioniamo con gli oggetti.
 La ricerca è sui nessi inusuali fra alto artigianato, cultura materiale e contemporaneità puntando, su materiali di grande tradizione, ma superati, come: l’argento, rame, bronzo, cristallo, feltro, lana e seta. Il momento creativo, dipende dal sogno, progettare e sognare procedono insieme. E’ il sogno di ogni designer ideare un oggetto che possa creare un rapporto privilegiato ed emozionale. La vera nuova sfida di oggi, è riuscire a raccontare tanto con poco, lavorando di più sulla poetica delle cose che sull’estetica delle forme e ottenendo spazi che dialoghino con l’ospite. Comunicare un’emozione, attraverso quegli stimoli che insieme compongono il prodotto: la forma, il colore, le finiture, la funzione, il profumo e l’immagine.

Ciondolo ghianda in argento e feltro di Sabrina Bottura
Ciondolo ghianda in argento e feltro di Sabrina Bottura

Tutto questo riconducibile al lavoro di Sabrina Bottura, che abbina l’argento satinato ad elementi materici come il nuno-feltro e pietre semi preziose, levigate o grezze. Per Sabrina, infatti, il gioiello contemporaneo è La Simbiosi tra questo e altri materiali primitivi, come la lana e la pietra…

Anello Sabrina Bottura
Anello Sabrina Bottura

Mi soffermo sul nuno-feltro di Sabrina che viene narrato in piccole, curatissime forme tridimensionali, gioielli unici che coniugano perfettamente le sue due passioni: l’oreficeria e l’arte feltraia, mettendone in evidenza il lato poetico. Nuno è una parola giapponese che significa “tessuto”. Si tratta di manipolare una quantità minima di fibre di lana con un tessuto di base, come garza o chiffon di seta, per poter ottenere un feltro leggero totalmente diverso da quello tradizionale.

Stole in nuno-feltro e seta Sabrina Bottura
Stole in nuno-feltro e seta Sabrina Bottura

Non dimentichiamoci che Sabrina nasce come orafa, ma ben presto si appassiona al tessile, specificamente al feltro, la cui duttilità le permette di esprimersi in modo creativo. Particolare attenzione è data al colore, frutto di tecniche di tintura rigorosamente naturale. Per Lei il Colore è la nota fondamentale con cui tesse continui inni alla vita e alla poesia in essa contenuta.

Laboratorio di nuno-feltro Sabrina Bottura
Laboratorio di nuno-feltro Sabrina Bottura

Esponente trentina della Fiber art: corrente artistica con cui si designa la produzione di opere caratterizzate dall’impiego di fibre naturali o artificiali. La lavorazione della lana è secondo Sabrina, un’attività coinvolgente che stimola la creatività e la manualità a vari livelli, oltre il contatto benefico con il materiale naturale. Dalla lana al feltro, tessuto che non ha né trama né ordito, creato dall’uomo senza l’uso di strumenti speciali, semplicemente con l’uso delle mani, dell’acqua e del sapone. I suoi pezzi esprimono primordiali sentimenti e stati d’animo che si manifestano mediante un particolare accostamento tra superficie grezza, colore e texture. I temi dei suoi gioielli sono onirici e fantasiosi.

Pochette in nuno-feltro
Pochette in nuno-feltro

Creazioni, che comunicano una sorta di messaggio, di emozione e vanno oltre il semplice significato letterale dei materiali.


In Mostra dal 9 all’11 settembre 2016

Palazzo Candelpergher – Nogaredo- Trento -Sala delle Vele

Inaugurazione il 9 settembre ore 18.00


Schermata 2016-09-05 alle 00.00.36

Email sabrina.bottura @ virgilio.it

www.facebook.com/sabrina.bottura

https://it.pinterst.com/BotturaSabrina

http://www.gioiellodentro.it/

Flower di Silvia Beccaria

Flower Gorgiera rossa 2010  Mariano Dallago
Flower Gorgiera rossa 2010 Mariano Dallago

Nel vocabolario veneziano* si legge sotto il termine ” golèta”: gorgiera, coliaresso, o di merletti o di fettucce increspate quasi a foggia di lattuga; ne portano pure le donne di pietre preziose.

 


 

Flower Gorgiera rossa 2010  Mariano Dallago
Flower Gorgiera rossa 2010 Mariano Dallago

Nell’età Elisabettiana, tra il 1.500 e il 1.600 i collari rigidi o gorgiere erano di grande moda, venivano portati sia da uomini che da donne. Durante il periodo di Enrico IV era un piccolo collo arricciato, poi si allargò e venne aggiunto un bordo di merletto , in seguito si realizzò interamente di merletto. Nel 1560 era già un importante accessorio corredato di stringhe che si allacciava sopra gli abiti, era sollevato da fili metallici che venivano nascosti all’interno dell’arricciatura. Per sostenere la pesantezza il collare veniva anche inamidato e qualche volta insieme all’amido si metteva del colore per tingerlo. Nel 1600 era già realizzato interamente di merletto ad ago o a fuselli. Verso il 1650 i colli flosci presero il posto dei collari rigidi.

Flower 2010 Silvia Beccaria photo Silvia Paganino
Flower 2010 Silvia Beccaria photo Silvia Paganino

Oggi quelli di Silvia Beccaria… Una rilettura contemporanea dei raffinati ornamenti in uso nel 500 e 600: la donna, divisa in due parti distinte in cui l’elemento di divisione diventa la gorgiere stessa!

SENZA PERDERE IL FILO

invito

di Silvia Beccaria

30 gennaio-18 febbraio 2015

 

Internocortile ospita dal 29 gennaio al 18 febbraio 2015  Senza perdere il filo: la prima mostra personale a Torino di Silvia Beccaria, artista tessile esponente della Fiber art, sofisticata e artigianale espressione artistica nata negli anni ’50 nell’ambito dell’espressionismo americano.

Silvia Beccaria Setas del Mar - gomma viscosa plastica anno 2014
Silvia Beccaria Setas del Mar – gomma viscosa plastica anno 2014

Come una Penelope contemporanea, Silvia Beccaria tesse arazzi, abiti scultura e gioielli contemporanei utilizzando, con rigorosa e straordinaria tecnica, materiali tradizionali come lana, lino e stoffa, ma anche prodotti industriali e non riciclati, come pvc, gomma, plastica, lattice e poliuretano. In mostra circa 15 opere tra cui le più recenti, frutto di una ricerca intorno al tema della fluorescenza marina.

Silvia Beccaria Posidonia dettaglio - materiali plastica, poliuretano espanso, viscosa anno 2014
Silvia Beccaria Posidonia dettaglio – materiali plastica, poliuretano espanso, viscosa anno 2014

A partire dalla profonda conoscenza dell’antica arte tessile, Silvia crea le sue opere filo dopo filo con ardita sperimentazione dei materiali, scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore; materie prime imprigionate dall’ordito, e al tempo stesso, lasciate libere di muoversi così da creare un effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino.

Silvia Beccaria Zampilli - seta pvc poliuretano espanso anno 2014
Silvia Beccaria Zampilli – seta pvc poliuretano espanso anno 2014

Riassume bene Silvia Tardy di Internocortile il lavoro di quest’artista contemporanea e antica al tempo stesso:“ La capacità di sciogliere nodi per liberare fili e con questi tessere nuove trame è  la metafora della capacità dell’uomo di abbandonare schemi precostituiti o comunque non riconosciuti come propri e di riconoscere il proprio capo del filo per darsi un’identità propria e costruirsi un percorso. È questo che si vede nelle opere di Silvia: la bellezza di trame e percorsi che in un’apparente semplicità nascondono il difficile passaggio da grovigli a lievi e nuove forme perfette.

Silvia Beccaria Pianeti del mare dettaglio-  materiali gomma pvc anno 2014
Silvia Beccaria Pianeti del mare dettaglio- materiali gomma pvc anno 2014

Silvia Beccaria, nata a Torino nel 1965, dopo la Laurea in Filosofia e un Master in Arte Terapia presso l’Università di Torino, ha iniziato un percorso di studio come Progettista Tessile, specializzandosi in Fiber Art sotto la guida dell’artista Martha Nieuwenhuijs. Dal 1993 al 2000 ha elaborato progetti didattici utilizzando l’arte tessile  come strumento di riabilitazione ed educazione collaborando come consulente all’interno di strutture per disabili psichici, detenuti, minori a rischio e portatori di handicap. Per alcuni anni ,dal 2002 al 2007, ha curato la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile per il Museo di Arte Contemporanea – Dipartimento Educazione  del Castello di Rivoli. Le opere di Silvia partecipano a numerose mostre d’arte e design in Italia ed all’estero. Alcune sue opere sono presenti in collezioni permanenti di Fiber Art.

 

SENZA PERDERE IL FILO

di Silvia Beccaria

Inaugurazione 29 gennaio ore 18.30

Orari: 11-13 e 15.30-19 da martedì a sabato.

Internocortile

Via Villa Glori 6, (zona piazza Zara) 10133 Torino

 

(photo di Mariano Dallago)

www.internocortile.it

LIBERE TRAME: OPERE TESSILI SILVIA BECCARIA

SILVIA BECCARIA
SILVIA BECCARIA ERBE del MARE

Sono molte le assonanze di formazione, ideali socio-didattici e contenuti estetici che avvicinano Silvia Beccaria e la gallerista Mara Pasetti: un incontro che produrrà i suoi frutti a partire da questa bella esposizione in apertura il 30 novembre alle ore 18, 00 presso la Home Gallery 1 Stile a Mantova in via Calvi 51. Libere trame sono opere tessili, esito di un lavoro paziente e sempre sperimentale che riproduce in chiave moderna la tradizione antichissima dell’arazzo.

Silvia Beccaria a ruota libera
Silvia Beccaria a ruota libera

L’intreccio manuale è una passione che questa artista torinese ha scoperto giovanissima, affascinata dal veder crescere il tessuto partendo semplicemente da un filo.

Il suo lavoro, frutto di una simbiosi tra mente e mani, la conduce per percorsi di ricerca e ardite sperimentazioni ad indagare nel passato con un linguaggio contemporaneo e al tempo stesso attento all’eredità dell’antica tecnica della tessitura a mano.

Silvia Beccaria Disgelo
Silvia Beccaria Disgelo

Per le sue opere, create filo dopo filo, la definizione di “fibra” viene estesa sino ad includere prodotti industriali e non riciclati, anonimi, marginali, come pvc, gomma, plastica, lattice, poliuretano etc.,ai quali parrebbe difficile conferire qualità estetiche, ma che invece vengono loro conferite dal design dell’artista e dal comune denominatore: la loro “tessibilità”.

I materiali scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore, sono imprigionati dall’ordito, e al tempo stesso, lasciati liberi di muoversi così da creare quell’effetto di tridimensionalità che ne costituisce il fascino.

Silvia Beccaria
Silvia Beccaria – Erbaluna

Specializzatasi in Fiber Art sotto la guida dell’artista Martha Nieuwenhuijs, Silvia Beccaria, dagli anni ’90, ha elaborato progetti didattici per proporre la tessitura come strumento di riabilitazione come consulente in strutture per disabili, detenuti e la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile per il Museo di Arte Contemporanea – Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli.

Silvia Beccaria Anemone
Silvia Beccaria Anemone

Con un’attività ormai ventennale, Silvia Beccaria realizza le sue opere tessili e bijoux contemporanei ispirati alle gorgiere storiche esponendo spesso in personali e collettive in Italia e all’estero. Come una moderna Penelope, Silvia siede a telai moderni e antichi nel suo studio e in questo ambiente famigliare prendono vita opere raffinate spesso ospitate in collezioni pubbliche permanenti.

 INVITO-RETRO-beccaria (1)

La mostra resterà aperta ad ingresso libero dal martedì al sabato (compresa domenica 7 dicembre) dalle ore 16 alle 19,30 fino al 20 dicembre. Info hg1stile@gmail.com m.3395836540

credits foto Mariano Dallago

 

Silvia Beccaria e Barbara Uderzo e ORTINFESTIVAL

Festival Gastronomico degli Orti Contemporanei

Ortinfestival manifesto

Potager Royal dei Giardini della Reggia di Venaria, da venerdì 30 maggio a lunedì 2 giugno 2014

Una green immersion nel fascino e nel piacere dei prodotti della Madre Terra, interpretati da talent chef e contadini “visionari” del nuovo millennio, per un lifestyle contemporaneo. Un nuovo evento che anticipa i grandi temi dell’Expo 2015, realizzato dalla Reggia di Venaria dichiarata dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Dagli Orti “Reali”, all’orto reale… con Gusto! Questo è lo slogan della prima edizione di Ortinfestivalche nel lungo ponte primaverile di fine maggio, si inaugura negli orti della Reggia, recuperati e riprogettati in una visione “ortemporanea”, con specie rare, antiche varietà, prodotti tipici e vegetali esotici di tutto il mondo a km 0. Ortinfestival mette in mostra, in uno spazio di circa 10 ettari, che nell’Ottocento ospitavano l’Azienda Agricola della Real Casa e dove oggi è riproposto il Potager Royal, realizzato secondo i principi dell’Agro‐ecologia, i migliori frutti della terra e le più innovative esperienze ispirate da un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dal design, per un’alimentazione “sana, gustosa, creativa e sostenibile”, attenta alla salute, sensibile alla salvaguardia delle risorse idriche ed energetiche.

Ortinfestival è un percorso espositivo e gastronomico indoor e open‐air, multi‐target, con cento spazi espositivi dove si potranno vedere, provare, acquistare prodotti di pregio, spaziando dalla gastronomia al benessere, dal florovivaismo orticolo al design. 

CREATIVITA’ e Green design

Nel potager l’installazione del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto offrirà una riflessione sull’urgenza di rigenerare le nostre città a partire dall’uomo e dal rapporto con la natura. Cascina Medici del Vascello accoglierà nelle sue Green Galleries, nella corte e nella serra le creazioni di alcuni artisti e designer. Sono installazioni capaci di coniugare il design e la progettazione con l’amore per il giardino, il desiderio di realizzare un orto anche in piccoli spazi e di produrre da soli erbe aromatiche e ortaggi. Saranno presenti le  creazioni di  Silvia Beccaria  (opere tessili  ispirate ai semi dell’orto),  Caterina Crepax (con abito scultura di carta semi e polline), Barbara Uderzo (gioielli tra cibo e design).  

In particolare nell’articolo foto delle opere di Fiber Art che presenterà Silvia Beccaria: SEMINUDA Abito scultura, SEMIDARTE, Arazzo, e due gioielli contemporanei BIJOU du JARDIN e LA SPEZIALE.

Silvia Beccaria SEMINUDA Abito scultura
Silvia Beccaria SEMINUDA Abito scultura

La Speziale” anno 2013 tessitura a mano. Materiali: fil di ferro, carta, tulle, spezie, argento.

Le spezie, con i loro aromi, racchiuse nei baccelli intrecciati e tessuti, filo dopo filo, vogliono rappresentare la congiunzione tra il mondo della bellezza e quello del gusto e dei profumi, e divenire strumento di esaltazione del fascino femminile e della sensualità, in un connubio di sapori e poteri seduttivi. “La Speziale” indossata inebria il corpo con i suoi aromi, le sue forme e i suoi colori avvicinando mondi esotici lontani.

Bijou du Jardin” anno 2014 tessitura mano Materiali: nylon, pvc, semi

Quanta armonia e perfezione possono essere nascoste nei semi …

La gorgiera racchiude nella trasparenza bellezze nascoste dalle forme perfette, con le sfumature e i colori più diversi.

Silvia Beccaria dettaglio BIJOU du JARDIN
Silvia Beccaria dettaglio BIJOU du JARDIN

Semidarte” anno 2014 tessitura a mano. Materiali: nylon, pvc, semi

Il seme, fonte di vita.

L’arazzo, orto in potenza, racchiude i semi simbolo di nuova vita e rigenerazione.

Seminuda” anno 2014 tessitura mano Materiali: nylon, pvc, semi

I semi degli orti si svelano in tutta la loro meraviglia e nel loro potere seduttivo.

(credits foto Mariano Dallago)

Silvia Beccaria SEMINUDA Abito scultura dettaglio
Silvia Beccaria SEMINUDA Abito scultura dettaglio

Seguono foto delle opere di Barbara Uderzo per la quale le verdure si trasformeranno in gioielli raffinati. Così la designer e artista mostrerà al pubblico come è possibile indossare ciò che mangiamo: gustandolo, letteralmente, con gli occhi mentre qui nell’articolo potrete vedere i suoi SUCCULENT RINGS.

Barbara Uderzo, succulent rings, anelli-scultura, 1995-2004-2005 legno (ebano), terra, piante grasse  ph b.uderzo
Barbara Uderzo, succulent rings, anelli-scultura, 1995-2004-2005 legno (ebano), terra, piante grasse ph b.uderzo

Famiglia di anelli–scultura in legno che contengono terra e ospitano piccole piante grasse. “I succulent, propongono un aspetto di partecipazione della proprietaria al processo vitale dell’opera, si tratta di prendersi cura della pianta innestata nell’anello di legno.

Barbara Uderzo, succulent rings, anelli-scultura,  legno, terra, piante grasse  ph b.uderzo
Barbara Uderzo, succulent rings, anelli-scultura,
legno, terra, piante grasse
ph b.uderzo

L’idea che mi attirava quando ho pensato ai succulent era di spostare il rapporto da un ambito di possesso a uno di partecipazione; la sua manutenzione richiede delle cure che entrano nel vissuto quotidiano della proprietaria. L’anello, non è più un oggetto ma un soggetto, da annaffiare, ogni tanto, con una goccia d’acqua”.

Barbara Uderzo, succulent ring, anello-scultura, 2008 legno (bosso), terra, pianta grassa ca. mm 123x35x45 ph. s.maraboli e v.mariani
Barbara Uderzo, succulent ring, anello-scultura, 2008 legno (bosso), terra, pianta grassa ca. mm 123x35x45 ph. s.maraboli e v.mariani

(Performance di food design al cinefienum della Reggia sabato 31 maggio  dalle ore 14.00 alle 15.00)  

Barbara Uderzo, succulent ring, anello-scultura, 2002 legno (noce), terra, pianta grassa (turbinicarpus alonsoi fiorito) ca. mm 106x18x28, ∅ M 22 ph. l.cipullo
Barbara Uderzo, succulent ring, anello-scultura, 2002 legno (noce), terra, pianta grassa (turbinicarpus alonsoi fiorito) ca. mm 106x18x28, ∅ M 22 ph. l.cipullo

Infine i lavori di Caterina Crepax, “SOGNI VESTITI DI CARTA“. Figlia del noto disegnatore di fumetti Guido Crepax,creatore della mitica Valentina, Caterina Crepax nasce a Milano nel 1964 e cresce in un’atmosfera ricca di suggestioni e fantasia. Architetto d’interni ,”scolpisce” con la carta abiti sontuosi dai dettagli sorprendenti, raffinati oggetti del desiderio.

Caterina Crepax
Caterina Crepax

Con un’attenzione particolare per il riciclo, il riutilizzo di materiali cartacei di uso comune, come gli aridi scarti della burocrazia – scontrini fiscali, documenti triturati, bordi forati dei tabulati del computer o avanzi di lavori di tipografia – ama l’ironico gioco della metamorfosi, della loro trasformazione in “tessuti” preziosi. Tagli, pieghe, arricciature, plissettature, sbuffi e intarsi che danno vita a magiche creature, a volte illuminate al loro interno, corazze di carta fragili e aggressive, abiti scultorei che prendono spesso ispirazione dal mondo animale o vegetale o dagli elementi di decorazione architettonica, quasi “crisalidi svuotate di un corpo del quale conservano la memoria”.

Caterina Crepax
Caterina Crepax

Per altre informazioni visto l’ampio programma: tel. +39 011 4992333‐ ortinfestival@lavenariareale.it

www.studio-filarte.it/

http://www.uderzo-designer.it/

http://www.caterinacrepax.com/