Archivi tag: Ferruccio Laviani

Kabuki family, design Ferruccio Laviani

Kabuki family, design Ferruccio Laviani

Le tre nuove lampade Kabuki mini, Kabuki outdoor e Kabuki a sospensione si aggiungono alla versione a piantana.

Kabuki family, design Ferruccio Laviani

La famiglia di prodotti mantiene la particolare struttura a trama, ispirata al pizzo e ricreata grazie a una tecnologia a iniezione molto sofisticata, ed è caratterizzata da una superficie traforata da cui si diffonde la luce.

Kabuki family, design Ferruccio Laviani

http://www.kartell.com/it/

Tuareg di Ferruccio Laviani quasi una installazione di Land Art

Tuareg di Ferruccio Laviani per Foscarini

Più che una lampada da terra Tuareg ricorda un’installazione artistica. Come una vera scultura si erge con forza all’interno degli spazi dando carattere a tutto ciò che le si trova intorno.


Tuareg di Ferruccio Laviani per Foscarini

Una lampada dalla decisa presenza scultorea, che si staglia nello spazio con una forte valenza totemica. Tuareg, il nuovo progetto firmato da Ferruccio Laviani per Foscarini, si compone di elementi tubolari semplici ed essenziali che, variamente orientati, creano una struttura dal carattere affine ad un’installazione artistica. Il riferimento al mondo dell’arte contemporanea spicca tra le fonti d’ispirazione di Laviani, che spazia dalla suggestione degli interventi di land art alle architetture realizzate dalla mano dell’uomo, e si coniuga con l’anima profondamente industriale della lampada.

Tuareg di Ferruccio Laviani per Foscarini

La struttura, progettata dal designer Ferruccio Laviani, è composta da un sostegno principale di tre elementi tubolari da cui dipartono una serie di diramazioni che racchiudono la fonte luminosa a Led. Ogni piccolo tubolare luminoso ha l’accensione separata e la possibilità di orientarsi a 320 gradi in modo da creare molteplici effetti luminosi e svariate destinazioni d’uso.

http://www.foscarini.com/

 

Bisazza WOOD CERSAIE 2016

Kiki van Eijk per Bisazza foto dal Cersaie 2016 MGC
Kiki van Eijk per Bisazza foto dal Cersaie 2016 MGC

Quest’anno Bisazza presenta al CERSAIE 2016 la prima collezione di parquet decorato della linea WOOD, disegnata da Studio Job, Kiki van Eijk e Edward van Vliet, oltre ai decori in mosaico, rinnovati nei colori e nelle texture, firmati dai designer: Ferruccio LavianiKiki van Eijk e Alessandro Mendini.

 

pattern della collezione di parquet prefinito Wood di Kiki Van Eijk
pattern della collezione di parquet prefinito Wood di Kiki Van Eijk

Per la prima collezione decorata della linea di parquet Wood, Bisazza ha fatto appello al talento creativo di quattro designer dell’area fiammingo- olandese.  Nynke Tynagel e Job Smeets, il celebre duo Studio Job, che collabora con Bisazza ormai da dieci anni; Kiki van Eijk, affermata rappresentante della nuova generazione del design olandese ed  Edward van Vliet, designer basato ad Amsterdam, già autore per Bisazza di  pattern in mosaico.

WOOD è una linea di parquet in legno di rovere disponibile nei formati: quadrato (20x20cm), esagonale (20x23cm), spina (30x10cm) e doga (60×10 cm). Alle cinque tonalità già disponibili a catalogo – Cuoio, Marron Glacé, Naturale, Moka e Notte – si aggiungono cinque nuovi colori: Sugar, Cherry, Pearl, Denim, Mint. Oltre alle tinte unite, la collezione si arricchisce ora di decorazioni ottenute con incisioni a laser.


Kiki van Eijk

Neoromanticismo e tratto femminile per Ranunculus e Calystegia, i due decori in mosaico che la designer olandese Kiki van Eijk firma per la prima volta per Bisazza.

Realizzati in grande formato con la tecnica artistica tradizionale, i fiori spuntano e si “arrampicano” sui mattoni di un muro immaginario, riprodotto in mosaico digitale.

«L’ispirazione per questa serie di decori deriva dalla mia esperienza personale: vivo in un’area naturale protetta, tra campi, fiori ed erba selvatica che cresce nel mio giardino, fra i mattoni della mia casa, ovunque. Tutti i pattern sono ispirati all’erba selvatica: se la osservi da vicino, come attraverso una lente, scopri che in realtà è davvero incantevole.»

Kiki van Eijk per Bisazza foto dal Cersaie 2016 MGC
Kiki van Eijk per Bisazza foto dal Cersaie 2016 MGC

Studio Job

Con il loro inconfondibile segno stilistico e la consueta nota di sottile humor, il duo Studio Job  firma la sua personale interpretazione del classico parquet. Nei pattern geometrici in 3D e trompe l’oeil –  Cannage, Plissage, Bloc, Zig Zag e Escalier – accostano tonalità naturali con colori accesi e associano elementi in legno dalle forme diverse. Nel pattern Gingham, piccoli scheletri di animali incisi a laser, tipiche figure del loro linguaggio iconografico e protagoniste anche nel decoro in mosaico Perished, spiccano su una scacchiera colorata, richiamo al classico tessuto inglese a quadri.

«Un nuovo materiale, stesso principio: disporre forme geometriche in pattern, combinare elementi per far nascere immagini, creare illusioni tridimensionali dall’effetto trompe-l’oeil.  Trasformare colori naturali in toni artificiali, con incisioni di figure insolite. Un’interpretazione contemporanea del pavimento in legno.»

Studio Job per Bisazza
Studio Job per Bisazza

Edward Van Vliet

Edward Van Vliet trova ispirazione in elementi simbolici senza tempo e introduce geometrie sinuose generate dallo spirografo e dalla rosa dei venti per i pattern: Hillstar, Astrakhan, Pirouette, Faraday e Fidelio.

«Ho volutamente scelto l’esagono come base per i miei progetti perché offre molti effetti tridimensionali – da ogni punto di vista – e permette di creare pattern nuovi e sorprendenti, invece di semplici ripetizioni orizzontali e verticali. L’esagono è simbolo di creazione e di rivoluzione in tutte le religioni e culture. E’ connesso alla natura ed è per me una forma più organica, in quanto simile al cerchio. Il decoro geometrico a spirografo e la stella enfatizzano le diverse direzioni, ricordando la rosa dei venti che guida i viaggiatori in tutto il mondo.»

Edward Van Vliet per Bisazza dal Cersaie 2016 foto MGC
Edward Van Vliet per Bisazza dal Cersaie 2016 foto MGC

Ferruccio Laviani

Nascono da una prima collaborazione tra Ferruccio Laviani e BISAZZA i nuovi decori in mosaico: Arzigogolo, André, Albert, George e William. Proposte decorative di design, caratterizzate da dei motivi classici che, grazie ad un’inedita rivisitazione, si sono trasformati in suggestivi decori contemporanei.

Ispirati al tessuto scozzese tartan sono i decori Albert, George e William, una texture intramontabile, proposta sia nella versione classica che in una più moderna, ottenuta attraverso l’accostamento di colori accesi.

Nei due decori, André e Arzigogolo, rivisitazione di una decorazione anni ’30 ispirata ad André Arbus e Gio Ponti, il grafismo, quasi ipnotico, crea una sovrapposizione di linee e di curve sinuose.

«…Le prime due collezioni che ho realizzato per Bisazza hanno riferimenti molto diversi: da un lato un segno grafico della decorazione Post-Déco compresa tra gli anni ’30 e ’40, qualcosa tra Andrè Arbus ed il primo Gio Ponti mentre la seconda collezione prende ispirazione da un altro materiale che come il mosaico trae la sua unicità dai limiti dati dalla sua struttura composta di fili e trame, il tessuto…..

La trama di un tessuto è molto simile alla griglia di un mosaico ed è per questo che l’ho presa come base di partenza per quella che poi sarebbe diventata la collezione. Ho scomposto le varie linee che formano la struttura del disegno e le ho reinterpretate con le tessere di mosaico in modo da formare un pattern materico che mantenesse la vibrazione propria del materiale…»

Ferruccio Laviani per Bisazza
Ferruccio Laviani per Bisazza

BISAZZA CERSAIE 2016 HALL 22 
STAND A14-B15 fino ad oggi!

 

http://www.bisazza.it/

Kabuki Ferruccio Laviani

Kabuki Ferruccio Laviani Kartell
Kabuki Ferruccio Laviani Kartell

Seducente, dalle morbide curve e dal look neo-barocco, Kabuki è una lampada realizzata a iniezione in tecnopolimero termoplastico colorato in massa. La sofisticatezza della tecnologia adottata, nella quale ormai Kartell è maestra e leader indiscussa al mondo, consente di percepire dall’esterno un’unica silhouette stabile e dall’immagine eterea grazie alla sua superficie traforata.

Kabuki Ferruccio Laviani Kartell
Kabuki Ferruccio Laviani Kartell

http://www.kartell.com/

“MADE IN…” @ EXPO 2015

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

The Garden of Wonders. A Journey Through Scents e Unopiù firma le serre del museo all’aperto.

Ferruccio Laviani, crea un museo diffuso … “Niente meglio di un giardino può narrare una storia ed un percorso olfattivo come quello presentato da Be Open: profumi che custodiscono altri profumi, dalla natura all’alchimia, dall’originale allo straordinario. L’allestimento si compone di semplici elementi da giardino che, grazie ad una finitura inusuale, trasformano delle comuni serre in preziosi oggetti nel quale sono contenuti mondi che rappresentano le varie essenze. I giardini di Brera diventano allora come la foresta incantata del quadro di Alberto Savinio dove i balocchi variopinti si tramutano in lingotti profumati attraverso i quali addentrarsi e perdersi”. Laviani ha scelto, per le serre Aralia e i diversi arredi da giardino firmati Unopiù che arredano il giardino, una particolare finitura dorata realizzata ad hoc dal marchio che ha sposato il progetto espositivo fin dalla sua ideazione.


BE OPEN, la fondazione internazionale che opera nel campo del design e della creatività, ha scelto il Giardino Botanico di Brera come sfondo meraviglioso di un progetto complesso, composito, il cui tema centrale è il profumo.

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

Proprio in virtù delle caratteristiche estetiche e filosofiche che questo prodotto incarna, la ricerca sarà presentata in occasione di Expo 2015 a maggio, con un’anteprima speciale durante il Fuorisalone a Milano in aprile.

Il coordinamento generale è stato affidato a Ferruccio Laviani, che progetterà gli spazi in cui i noti designer Tord Boontje, Fernando e Humberto Campana, Dimore Studio, Front, Jaime Hayon, Piero Lissoni, Jean-Marie Massaud e Nendo presenteranno la loro interpretazione di case profumiere di lusso non più esistenti.

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

La mostra è la seconda parte del progetto globale “Made in…”, un tour investigativo sul rapporto virtuoso tra il design contemporaneo e l’eccellenza dei piccoli produttori ai quattro angoli della Terra. In particolare, la ricerca sul profumo si concentra sul retaggio di valori delle realtà delle piccole imprese, comunità che sono state in grado di trasmettere tradizioni, esperienza e rapporti nel corso del tempo.

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

La storia del profumo è la storia di materie prime provenienti da ogni parte del mondo, un prodotto globale ante litteram; ogni essenza rappresenta un viaggio reale e immaginario di merci e culture. Nel corso degli anni il rapporto tra le fragranze e il packaging è diventato sempre più intenso, fino a creare brand identity ben definite, alcune delle quali ancora usate oggi.

BE OPEN ha deciso di esplorare questo mondo concentrandosi specialmente su alcuni marchi storici scomparsi, eccellenze internazionali la cui fama è diminuita negli anni a causa di un mercato globale a volte troppo aggressivo. La fondazione ha identificato 8 marchi perduti a cui applicare logiche di rebranding per poter proteggere le esperienze alla base della produzione e innescare un circolo virtuoso globale tra i produttori delle materie prime e le case profumiere.

L’organizzazione generale della mostra è affidata a Ferruccio Laviani, che creerà un museo diffuso in cui tutte le parti del progetto comunicheranno l’una con l’altra e con l’area del Giardino.Laviani ha scelto, per le serre Aralia e i diversi arredi da giardino firmati Unopiù che arredano il giardino, una particolare finitura dorata realizzata ad hoc dal marchio che ha sposato il progetto espositivo fin dalla sua ideazione.

La reinterpretazione degli otto marchi sarà assegnata ad altrettanti designer che ne ripenseranno la storia e le caratteristiche secondo la loro sensibilità: agiranno come direttori artistici dei brand per dimostrare che il design può diventare un punto di forza per aziende di piccole dimensioni che necessitano di un rilancio per soddisfare le caratteristiche del mercato globale contemporaneo. Tord Boontje lavorerà sul marchio ceco Waldes et Spol, Fernando e Humberto Campana sul francese Biette, il brand italiano Bertelli sarà reinterpretato da Dimore Studio mentre il trio svedese Front si concentrerà su quello francese Guyla; lo spagnolo Jaime Hayon lavorerà sul marchio inglese Boissard, Piero Lissoni darà la sua interpretazione della casa di profumi americana Lundborg, Jean Marie Massaud su Bertif e infine Nendo che lavorerà sul russo R.Koehler & Co.

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

La mostra, parte del network di Interni “Energy for Creativity” di cui BE OPEN è coproduttore, vuole anche essere un’analisi approfondita delle potenzialità economiche e sociali dei piccoli marchi e dell’effetto positivo che il loro sviluppo può avere sui sistemi di riferimento economici e sociali.

Infine,un padiglione speciale ospiterà la sezione A Vision in a Box: un allestimento immaginifico all’interno del quale conosciuti designer si sono cimentati nella progettazione del flacone che conterrà la fragranza del futuro. Tra essi Analogia Project, Philippe Bestenheider, GamFratesi, LucidiPevere, Karim Mekhtigian, Misto, Ludovica e Roberto Palomba, Thukral&Tagra e Victor Vasilev.

The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù
The Garden of Wonders serre Aralia e arredi da giardino firmati Unopiù

Il programma “Made in…” si completa con HANDS, la call for action che si sviluppa attraverso i social network di BE OPEN e il sito www.beopensocial.com

Le mani sono state il primo vero utensile, hanno contribuito a formare il mondo come noi lo conosciamo oggi; le mani sono il collegamento tra il nostro corpo e quello che ci circonda, ci permettono di afferrare la vita e sono la quintessenza della creatività. Per questo la Fondazione invita tutti gli utenti del web a postare contenuti innovativi su questo tema utilizzando l’hashtag #BeOpenHands fino al 6 febbraio: il post migliore verrà premiato con un viaggio a Milano in occasione di EXPO 2015.

 

Fondazione BE OPEN

Tra Pop e bergère la proposta di Ferruccio Laviani: Mandrague

Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni
Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni

Mandrague, disegnata da Ferruccio Laviani è una via di mezzo tra la classica bergère e le poltrone pop art. Poltrona dalle forme avvolgenti, priva di spigoli, prevede un ampio schienale che si raccorda ai braccioli tramite morbide curve, che ricordano le poltrone pop degli anni ’60.

Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni
Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni

La struttura è in tubolare d’acciaio schiumata a freddo e i rivestimenti sono completamente sfoderabili, sia in tessuto sia in pelle. Disponibile in versione fissa o dotata di base girevole. Prezzo su richiesta.

Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni pouf
Mandrague by Ferruccio Laviani per Molteni pouf

http://molteni.it/