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Arabeschi di Latte

Arabeschi di Latte The Restaurant

Arabeschi di Latte è uno studio di food design composto solo da Donne che usa il fascino e il potere comunicativo del cibo in Italia e all’estero. Tra i progetti realizzati nel corso degli anni, i pop up café come “Gnocchi Bar” e “Pastificio” presentati per la prima volta a Tokyo nel 2009, l’installazione interattiva “The Archeo Mill” per la mostra “Future Food House” a cura di Marije Vogelzang a Rotterdam, le consulenze per brand come Fendi, Bally, Discipline, Boffi, S.Pellegrino e le fortunate collaborazioni con Studio Toogood per progetti come “Natura Morta” e “La cura” a Milano, “Supernatural” e “M25 luncheon” a Londra.

Arabeschi di Latte W. Women in Italian Design

Oltre all’attività di Creative Director di Arabeschi di Latte, Francesca Sarti porta avanti la sua indole multidisciplinare realizzando progetti di ricerca, allestimento e styling e tenendo conferenze e corsi in università italiane e straniere. 



Arabeschi di Latte The Fruit Shop

Arabeschi di Latte, Via Ventura, 3 Milano

Il resto potete vederlo nel loro sito:

http://www.arabeschidilatte.org/

DONNE

foto arredoeconvivio

“Una donna che scrive sente troppo,

che prodigi e portenti!”

 

Anne Sexton, da “Magia Nera”

 

 


 

Questa giornata la dedico a NOI DONNE…

 

“La conta degli stupri, dei maltrattamenti, degli omicidi di cui sono vittime le donne lascia sempre sgomenti. Tutta questa violenza brutale ha una chiara matrice razzista. Soprattutto se interpretiamo il razzismo, come ci invitava a fare Lacan, come odio irriducibile nei confronti della libertà dell’Altro. La donna, infatti, è una delle incarnazioni più forti, anarchiche, erratiche, impossibile da misurare e da governare, di questa libertà». A parlare è lo psicoanalista Massimo Recalcati, in uno degli interventi raccolti in “LASCIATELE VIVERE, Voci sulla violenza contro le donne” (Pendragon, 2017) un volume curato da Valeria Babini dell’università di Bologna per affrontare «questa piaga lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, con voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica”.