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“Africa Farfalla” Francesco Binfare’

"Africa Farfalla" Francesco Binfare'
“Africa Farfalla” Francesco Binfare’

I bambini, a volte credono che le stelle debbano essere a forma di stella, per quanto in realtà non lo siano affatto. La gente che insiste perché in un quadro il cielo sia azzurro e l’erba verde non differisce molto da quei bambini. Essa si indigna vedendo altri colori in un quadro, ma se fosse possibile dimenticare una buona volta tutto ciò che abbiamo udito del cielo azzurro e dei verdi prati e guardare il mondo come se, appena giunti da un altro pianeta in un viaggio di scoperta, lo vedessimo per la prima volta, ecco che gli oggetti ci apparirebbero suscettibili delle coloriture più varie e sorprendenti. Ora, i pittori a volte si sentono come in un viaggio di scoperta. Essi vogliono una visione fresca del mondo, fuori di ogni nozione scontata, di ogni pregiudizio sulla carne rosea, sulle mele gialle o rosse. Non è facile affrancarsi da queste idee preconcette, ma gli artisti che meglio ci riescono creano spesso le opere più interessanti. Sono loro che ci insegnano a vedere nella natura bellezze nuove che mai avremmo sognate. Se li seguiamo e impariamo da loro, perfino guardare dalla finestra potrà diventare un’avventura emozionante.

E. H. Gombrich, La storia dell’arte


Dilmos. E’ punto di riferimento per la cultura del design a Milano e nel mondo. Nata nel 1980 come showroom d’arredamento, offre una collezione di oggetti emblematici del design moderno e della contemporaneità. Dal 1985, in coincidenza con la mostra dedicata ad Alessandro Mendini, focalizza l’interesse all’oggetto come tramite poetico, veicolo di comunicazione e interazione fra autore e interlocutore.

Diventa così luogo di pensiero, riflessione e proposizione di paradigmi sull’abitare, sul fare, sul rapporto forma / funzione, arte / design.

La mostra. In questo percorso si colloca l’evento 9 + uno, in occasione del Fuorisalone 2015.

Presentava dieci oggetti di dieci Autori: Pieke Bergmans, Francesco Binfare’, Pietro Consagra, Alessandro Ciffo, Alessandro Mendini, Roberto Mora, Gianni Osgnach, Daniele Papuli, Andrea Salvetti e Matteo Thun.

In questo post “Africa Farfalla” Francesco Binfare’

"Africa Farfalla" Francesco Binfare'
“Africa Farfalla” Francesco Binfare’

”Nessuna intenzione messianica o ideologica ha mai sfiorato il mio lavoro. Solo dipingere quello che già si vede tra le righe, Solo cercare di cogliere nell’uso comune quella piccola luce del desiderio di qualcosa d’altro. E cercare di dare una forma positiva. E riuscire a realizzare un corpo come una rivelazione. E poi anche l’armonia, anche la forza, la bellezza. Un’ossessione, quell’essenza, quel mogano. Una grande intensità. Il potere straordinario di evocare la terra generosa e sensuale che lo genera. Questo mogano mi ha affascinato per la luce che vibra sopra la sua superficie profonda, per la sensazione di piacere quando la mano lo accarezza. Perché è forte come un leone. Il tavolo è un territorio elevato.

Fin dall’origine il territorio sacro è elevato, piano e compatto. Per i ritualisti vedici doveva avere forma di uccello perché potesse volare. Sul tavolo avvengono le metamorfosi primarie della vita umana. Sul tavolo si consuma il cibo, si lavora. Attorno ad un tavolo ci si incontra per discutere. Con Africa Farfalla intendo evocare gli aspetti primari e sacri della vita. A me interessa il rituale, il dedicare lavoro alla rappresentazione, alla bellezza, alla sensualità del gesto. In un mobile, la funzionalità è estremamente complessa. Un mobile è un simulacro, un tramite tra la necessità e il significato. Ho sentito il bisogno di fare qualcosa di fisicamente importante per il contatto con il corpo e con la sacralità della vita. Africa Farfalla è un tavolo che può essere realizzato in base al modello originale solo su ordinazione e non può tecnicamente far parte di uno stock seriale, anche minimo. Nel 2014, Africa Farfalla è stato acquisito da FNAC (Fonds National d’Art Contemporain, Parigi) per la sezione Scultura.”


Tavolo pieghevole

Materiali: massello di Mogano Sapeli; pannelli tamburati e placcati con Piuma di Mogano e tranciato di Palissandro Rio; finitura ad olii naturali impregnanti che proteggono ed esaltano la naturale venatura del legno. Cerniere e dettaglio di chiusura in ottone.

cm 270x308x76,5h – 2014

(Testo A Cura Di Clara Mantica tratto da Dilmos)

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“Alla Galleria Dilmos l’argento non tramonta mai!”

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

Lo dice anche la collezione Santambrogio (vasi, recipienti, basi) disegnata da Andrea Branzi – in collaborazione con De Vecchi Milano 1935 – è esposta alla galleria Dilmos.

L’argento possiede un’immagine storica molto consolidata; la collezione Santambrogio, prodotta in serie numerata, cerca di rinnovarne le forme e la leggerezza, combinando la preziosità dell’argento con la trasparenza del plexiglass. (Andrea Branzi)

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

Apparentemente la collezione di argenti progettati da Andrea Branzi e realizzati da De Vecchi Milano 1935 non percorre traiettorie impreviste ed eccitate, non è alla ricerca di forme “nuove” né viene chiesto alla tecnica produttiva di trovare “nuovi” modi per rincorrere il progetto nel dopo Duemila. A renderla interessante è il teorema che Branzi applica: la condizione eterna delle “cose”.

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

Dove per “cose” non si narra solamente di oggetti d’uso, come di fatto questi pezzi sono, ma di elementi – siano essi frammenti di natura, luoghi teorici, scenari meditativi – che veicolano pensiero e producono dignità tangibile. In questa ricerca della condizione eterna delle cose va’ poi riconosciuto un certo coraggio progettuale, che come la Nouvelle Vague, fa’ emergere lo “splendore del vero” dall’eliminazione dell’artificio, oltre alla visione condivisa del mondo del progetto come territorio dialetticamente umanistico, come Dilmos nella sua lunga e felice attività ha saputo coltivare.

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

Questi elementi d’argento (vasi, recipienti, basi) non sono alla ricerca della performance artigiana, di cui De Vecchi Milano 1935 detiene il record, ma come monoliti di luce, immobili, sono “Indifferenti al frazionamento del mondo e della conoscenza, sono come macro-molecole dotate di un proprio nucleo profondo”(AB).

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

Galleggiano lunari, e poggiano su basi di plexiglass che li rendono “meno ecclesiastici e più pagani”, applicando misura e gentilezza di cui è stato portatore l’uomo a cui la collezione è dedicata. Una famiglia meneghina dunque, segnata dal sodalizio tra due realtà milanesi – Dilmos e De Vecchi Milano 1935 – che hanno radici storico-culturali tra loro molto distanti, e allo stesso tempo sacrosante per la cultura del progetto.(Angela Rui Press Dilmos)

Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI
Dilmos 2014 SANTAMBROGIO di ANDREA BRANZI

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GLASSWORKS: Nendo da Dilmos

PATCHWORK GLASS VASE - Nendo
PATCHWORK GLASS VASE – Nendo

I Nendo raccontano, negli spazi di Dilmos, nuove storie intorno al vetro. Una solo Exhibition dedicata al gruppo giapponese con progetti che hanno come comune denominatore il vetro. Per esprimere suggestioni e pensieri legati a questo materiale della tradizione hanno scelto di confrontarsi con brands che con il vetro hanno, da sempre, uno stretto legame. Minimali nel gesto ma forti nel significato, i Nendo rileggono e ripensano forme, funzioni e decori di alcuni oggetti iconici in vetro. L’intento di “Glassworks” e’ di far emergere una nuova consapevolezza intorno ad un materiale su cui si può raccontare ancora tanto.

PATCHWORK GLASS VASE - Nendo
PATCHWORK GLASS VASE – Nendo

PATCHWORK-GLASS VASE

Un progetto di Nendo realizzato da Lasvit

Una collezione di Vasi in vetro di Boemia

Una collezione di oggetti che combina le raffinate tecniche di taglio del vetro tipiche del vetro di Boemia con l’antico metodo di produzione delle lastre di vetro che consiste nel tagliare, aprire e appiattire il vetro soffiato in un cilindro. “Abbiamo riscaldato una serie di oggetti già decorati con motivi tradizionali di vetro tagliato, poi li abbiamo incisi fino ad ottenere un foglio aperto e quindi li abbiamo riattaccati tutti insieme per ottenere un unico oggetto più grande. Questo metodo ricorda il processo che si utilizza per cucire insieme le pelli di animali oppure per mettere insieme piccole pezze di stoffa per creare una grande trapunta tipo patchwork.”

PATCHWORK GLASS VASE - Nendo
PATCHWORK GLASS VASE – Nendo
PATCHWORK GLASS VASE - Nendo
PATCHWORK GLASS VASE – Nendo
PATCHWORK GLASS VASE - Nendo
PATCHWORK GLASS VASE – Nendo

 

ROTATING-GLASS SHELF

Un progetto di Nendo con dischi in vetro realizzati da Lasvit.

Shelves in multistrato di betulla con applicazioni di dischi “rotanti” in vetro soffiato.

Un mobile le cui ante sono delle lastre di vetro in forma di disco. Il nostro design nasce dalla usanza storica di tagliare le lastre di vetro da dischi di vetro. Abbiamo pensato che i leggeri rigonfiamenti ed avvallamenti che risultano dalla lavorazione artigianale a mano avrebbero distorto lievemente le cose collocate sugli scaffali, dietro al vetro. I buchi al centro diventano delle maniglie delle dimensioni di un dito per far ruotare il disco a destra e a sinistra.

Dilmos-ROTATING-GLASS SHELF - Nendo
Dilmos-ROTATING-GLASS SHELF – Nendo

HARCOURT_ICE

Un progetto di Nendo per Baccarat

Una collezione di bicchieri di cristallo

Il brand di lusso francese Baccarat crea cristalli fin dalla nascita della società nel 1764. “Per il nostro progetto della linea firmata Harcourt, volevamo mettere in evidenza una sfaccettatura della bellezza del vetro creando un bordo simile a ghiaccio meravigliosamente gelato, per poi “scioglierlo”. Gli abili maestri artigiani della società hanno lisciato i bordi, fondendo la superficie dei vetri di Harcourt finiti tramite immersione nell’acido, usato normalmente negli stadi finali del processo di lucidatura. La sensazione di leggerezza e la peculiare rifrazione della luce delle lastre fuse assomigliano molto a quelle del ghiaccio che sta iniziando a sciogliersi. L’immagine senza tempo del duro ghiaccio che gradualmente si dissolve in acqua corrente, come a voler catturare un preciso momento nel tempo, rappresenta il garbato muoversi della società tra la tradizione racchiusa nella sua lunga e invidiabile storia e il suo costante desiderio di innovazione.”

Dilmos-HARCOURT ICE - Nendo
Dilmos-HARCOURT ICE – Nendo
Dilmos-HARCOURT ICE - Nendo
Dilmos-HARCOURT ICE – Nendo

 

MOSAIC-GLASS TABLE

Un progetto di Nendo per Bisazza

Un tavolo con struttura in metallo e piano in vetro con applicazione di tessere di mosaico in vetro trasparente

“Abbiamo applicato tessere di mosaico trasparenti al piano estremamente rifrangente di questo tavolo da pranzo di vetro. La ricchezza di colori è normalmente la caratteristica peculiare delle tessere di mosaico. Eliminando dalle tessere questa loro peculiarità, abbiamo fatto emergere la loro trama, enfatizzandone la materialità in quanto vetro.”

Dilmos-MOSAIC-GLASS TABLE - Nendo
Dilmos-MOSAIC-GLASS TABLE – Nendo

BOTTLEWARE

Un progetto di Nendo per Coca Cola

Una collezione di piatti e ciotole in vetro

La bottiglietta della Coca-Cola con la sua tipica forma è stata una icona del brand fin dal suo lancio avvenuto nel 1916. È anche riciclabile: dopo ogni uso, la bottiglietta può essere raccolta, lavata e riempita per essere riutilizzata. Questa collezione di articoli per la tavola è fatta di bottiglie che si sono deteriorate dopo essere state sottoposte a innumerevoli ricicli e non si possono quindi più utilizzare per lo scopo originario. “Siamo stati affascinati da una particolare tinta verde nota come “Verde Georgia “ e dalle belle bolle d’aria e distorsioni caratteristiche del vetro riciclato: così abbiamo deciso di creare delle forme semplici che avrebbero valorizzato questi tratti. Ma volevamo anche che gli utenti percepissero la presenza della bottiglia originale nei nuovi prodotti. 
La soluzione era creare ciotole e piatti che mantenessero la caratteristica forma della sua parte inferiore, come se la parte superiore fosse stata tagliata via. Le fossette sulla base della bottiglia, che hanno contribuito a mitigare i pesanti impatti durante il processo di produzione, non sono solitamente un elemento visivo di effetto, ma risultano essere più una caratteristica particolare delle bottiglie di vetro e visibile a chiunque prenda la bottiglia per bere. Mantenere queste fossette con la loro ordinata forma circolare sulla base delle nostre tazze e dei nostri piatti serve anche a trasmettere alla gente importanti messaggi sul modo in cui il vetro circola, come viene fatto, usato e riciclato per un ulteriore uso e sui collegamenti che crea tra le persone con questo processo.”

Dilmos-BOTTLEWARE - Nendo
Dilmos-BOTTLEWARE – Nendo

MIRROR-CONSOLLE

Un progetto di Nendo per Glas Italia

Specchio consolle con piano integrato realizzata in cristallo extralight mm 10, temperato e argentato

In occasione della Exhibition “Glassworks” i Nendo, in collaborazione con Glas Italia, espongono 2 prototipi fuori produzione.

MIRROR-CHAIR e MIRROR-STOOL

Un progetto di Nendo per Glas Italia

Specchi con seduta integrata realizzati in cristallo extralight mm 10, temperato e argentato

Lo dice il nome stesso: questo modello di Glasitalia compone uno specchio e una sedia in un unico mobile. Tinte satinate che si scuriscono progressivamente sottolineano la fusione di questi due elementi funzionali, ammorbidendo il riverbero della sedia e donando al tutto una più solida presenza fisica. La sedia può essere usata come mensola per gli oggetti e anche per sedersi. Il mobile viene presentato in due modelli: grande specchio e sedia oppure piccolo specchio con un alto sgabello.

Dilmos MIRROR CHAIR - Nendo
Dilmos MIRROR CHAIR – Nendo

DEEP-SEA

Un progetto di Nendo per Glas Italia

Una collezione composta da due tavoli bassi ed una libreria a ripiani in vetro

Una collezione composta da due tavoli bassi ed una libreria a ripiani in vetro per il produttore di vetro Glasitalia, famoso per la sua superba manipolazione tecnica dei colori, il taglio e l’unione delle lastre di vetro. 
”Il vetro si può colorare fondendo uno strato di pellicola colorata trasparente sulla superficie. Abbiamo deciso di rendere più profonda la sfumatura di ogni lastra di vetro successiva, modificando lievemente la combinazione e il numero di strati per ognuna di esse. Inoltre abbiamo progressivamente ristretto lo spazio tra gli scaffali e li abbiamo abbinati ad uno specchio per enfatizzare ulteriormente le gradazioni delle tinte. Il risultato è un mobile con una profondità: trasparente da ogni angolatura e che invita chi lo guarda ad entrare nelle sue profondità, come se lo spettatore osservasse la superficie del mare. L’aggiunta di oggetti sulle superfici non fa che accentuare la differenza tra le varie “profondità oceaniche” di ciascuna lastra.”

 

DEEP-SEA - Nendo - Photo Joakim Blockstrom
DEEP-SEA – Nendo – Photo Joakim Blockstrom

 

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“A Milano, il mondo che abiteremo”…..FuoriSalone 2013

Spazio Rossana Orlandi Fuorisalone 2013
Spazio Rossana Orlandi Fuorisalone 2013

“A Milano, il mondo che abiteremo” alla 52a edizione del Salone Internazionale del Mobile. La formula dei Saloni 2013 è l’innovazione. Proprio l’importanza di sapersi rinnovare e presentare nuovi prodotti può non solo emozionare il pubblico ma motivare la forza vendita.

 

Spazio Rossana Orlandi Fuorisalone 2013
Spazio Rossana Orlandi Fuorisalone 2013 Fréderiqué Morrel

Per il design, Fuorisalone, lo spazio Rossana Orlandi rimane il solo spazio che gode di un prestigio trasversale e internazionale. Diviso tra design store e galleria espositiva.

Spazio Rossana Orlandi Fuori Salone 2013
Spazio Rossana Orlandi Fuori Salone 2013 Seletti

Quest’anno si veniva accolti in un giardino magico che per l’occasione oltre ad un’esplosione di fiori primaverili erano installati lampadari in vimini di diverse dimensioni e colori insieme a due giganti istallazioni, che dominavano lo spazio, della coppia francese Fréderiqué Morrel.

Spazio Rossana Orlandi Bokja Design
Spazio Rossana Orlandi Bokja Design

Nuove proposte e grandi nomi della scuderia della galleria: Scholten and Baijings con una piramide di pezzi per Hay, una colorata tavola da tè insieme a Georg Jensen. Si riconfermano i talenti di BCXSY, Bokja, Piet Hein Eek, Jaime Hayon.

Spazio Rossana Orlandi Bokja Design
Spazio Rossana Orlandi Bokja Design

Booo Bulbs, da Eindhoven, accoglie i visitatori con le sue lampade firmate Nacho Carbonell, Formafantasma e Front. La chiave del successo di questo Spazio, rimane quello di riuscirti ad emozionare e coinvolgere, sempre!

 

Spazio Rossana Orlandi Georg Jensen
Spazio Rossana Orlandi Georg Jensen

Sempre in occasione del Fuori Salone DILMOS galleria, ha presentatouna interessante: “GLASSWORKS” by NENDO. Una sola Exhibition dedicata al gruppo giapponese dei Nendo con progetti che hanno come comune denominatore il vetro.

Dilmos- DEEP-SEA - Nendo - Photo Joakim Blockstrom
Dilmos- DEEP-SEA – Nendo – Photo Joakim Blockstrom

Per esprimere suggestioni e pensieri legati a questo materiale della tradizione hanno scelto di confrontarsi con Aziende che con il vetro hanno, da sempre, uno stretto legame. Minimali nel gesto ma forti nel significato, i Nendo rileggono e ripensano forme, funzioni e decori di alcuni oggetti iconici in vetro. L’intento di Glassworks e’ di  far emergere una nuova consapevolezza intorno ad un materiale su cui si può raccontare ancora tanto.

Dilmos- PATCHWORK GLASS VASE - Nendo - Photo Joakim Blockstrom
Dilmos- PATCHWORK GLASS VASE – Nendo – Photo Joakim Blockstrom

Sempre interessanti le proposte di Moroso con Patricia Urquiola che presenta Mafalda, poltrona e poltroncina con base in legno e schienale in tessuto termoformato;  Wishbone  invece è una sediolina impilabile in legno con schienale in paglia.

E… non solo: l’architetto spagnolo cura l’allestimento di THE RE-VOLVER ROOMl’installazione ideata in collaborazione con Kvadrat presso lo show-room Moroso di Via Pontaccio. Un gioco di particolari strutture triangolari rivela i nuovi tessuti di Kvadrat – ricamati con immagini digitali che rimandano ad un’estetica wireframe.

Moroso show-room Fuorisalone 2013
Moroso show-room Fuorisalone 2013

Entrando nello showroom di Moroso si è accolti nel corridoio, tramite pannelli luminosi che creano un continuum tra il cuore produttivo e lo spazio di Via Pontaccio, proiettando immagini quotidiane del lavoro manuale in azienda.Tramite il gioco di movimenti di strutture triangolari poste su tutto il perimetro, si rivelano i nuovi tessuti di Kvadrat.

Meritalia ha presentato nuove collezioni in collaborazione con designer che condividono la volontà di comunicare qualcosa di nuovo. Di Giulio Iacchetti, è Newcastle, un sistema di sedute proposte con rivestimento in Duraform®, materiale mai usato come rivestimento nel campo dell’arredo di design, spesso usato per libri, copertine e in particolare per le etichette applicate sui jeans. Altra novità assoluta e’ la presentazione di un progetto inedito di Achille e Pier Giacomo Castiglioni del 1957: la poltrona Cubo, con un risultato attualissimo. Di rilievo l’evento presso Pisa Orologeria ….

Meritalia ha proposto in esclusiva per Boutique Rolex le proprie nuove collezioni attraverso un allestimento scenografico e innovativo dal titolo “attraversare il tempo”: le nuove creazioni di Meritalia, sono state esposte direttamente sulla facciata esterna: elementi a sbalzo come contenitori dei nuovi prodotti, presentati insieme ad  un’installazione interna alla boutique di fusti in legno risalenti ai periodi 1800 e 1900 facenti parte di un’ampia collezione privata di proprietà di Meritalia che racconta l’evoluzione del Design attraverso lo scorrere del Tempo.

Meritalia evento presso Pisa Orologeria
Meritalia evento presso Pisa Orologeria

La nuova edizione del Temporary Museum for New Design organizzata per il Fuori Salone da Superstudio Group, si è sviluppata, come sempre, nelle due iconiche location di zona Tortona. L’attenzione al cambiamento ha rinnovato la formula e portato nuovi progetti: è Design Globale, prendendo atto che nel nuovo millennio l’influenza del design, inteso come tensione verso “cose” sempre più emozionali, ludiche, funzionali, tecnologiche, individuali, seducenti, è tracimata dalla semplice “invenzione” di nuovi arredi a soluzioni per ogni settore della vita, dai device che utilizziamo ogni momento, alle auto, al fashion, all’uso del “verde”, ai materiali più tradizionali o innovativi, all’arte, agli oggetti e ai momenti della quotidianità, fino alle espressioni estreme di food-design o nail-design che esprimono una volta di più questa tendenza.

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Superstudio Più

GLOBAL DESIGN: CASA, TECNOLOGIA, VITA, a cura di Hyundai, Samsung Electronics Italia, IMIB. Sul filo del Design Globale che intercetta tutte le esigenze della nostra vita sono state presentate le grandi installazioni virtuali di Hyundai, con la dimostrazione di come un’auto immateriale nasca dal vento e dall’acqua.

La casa che verrà si scopre con le proposte di Michael Young, Xavier Lust, Richard Hutten per Gispen, di Marco Piva per Cristalplant, di David Trudbrige, di Lg Hausys e altri ancora.

Il mondo intero, con particolare attenzione ai paesi dell’est, ma non solo, è presente con le collettive di design svedese “Swedish Design goes Milan”, tailandese “Thailand’s Slow Hand Design”, croato “Solid Acts/Design from Croatia”.

Un nuovo modo di esporre e abitare in CONTAINER

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Superstudio Più Zava

Altro tema di grande attualità è l’ISBU (Intermodal Steel Building Units and Container Homes). L’architettura rossa a due piani di Zava è insieme spazio ricettivo ed espositivo delle sue luci.

 

Schermata 2013-04-16 a 08.07.50
Superstudio Più Zava Paolo Uliana Arianna

 

“GLASSWORKS” by NENDO da DILMOS per il Salone del Mobile

Glassworks by Nendo for Dilmos   sketch
Glassworks by Nendo for Dilmos sketch

Una solo Exhibition dedicata al gruppo giapponese dei Nendo con progetti che hanno  come comune denominatore il vetro.

I Nendo raccontano, negli spazi di Dilmos, nuove storie intorno al vetro.

Per esprimere suggestioni e pensieri legati a questo materiale della tradizione  hanno scelto di confrontarsi con Aziende che con il vetro hanno, da sempre, uno stretto legame.

Minimali nel gesto ma forti nel significato, i Nendo rileggono e ripensano forme, funzioni e decori di alcuni oggetti iconici in vetro.

L’intento di Glassworks e’ di  far emergere una nuova consapevolezza intorno ad un materiale su cui si può raccontare ancora tanto.

 

 

DILMOS – PIAZZA SAN MARCO 1 – 20121 MILANO 

(INGRESSO VIA SOLFERINO FRONTE 3)

2013, 9 – 14 APRILE, ORE 10 – 21

INAUGURAZIONE :  MARTEDI’ 9 APRILE ORE 18

Info   02 29002437   info@dilmos.it   www.dilmos.com


 

 

IPERBOLICA___ Alessandro Ciffo

Sono eccessive, esagerate, dilatate, iperboliche…..

IPERBOLICA Alessandro Ciffo Triennale di Milano fotografie di Emilio Tremolada

Le poltrone Iperboliche sono veramente oggetti affascinanti per la forma, i colori, la realizzazione e per l’energia che comunicano.

Sono eccessive, esagerate, dilatate, iperboliche appunto. Vanno oltre i limiti della costruzione progettata dell’oggetto e della sperimentazione sul materiale. Queste poltrone non si limitano a essere delle ampie e comode sedute dotate di schienale e braccioli, sono anche il tentativo di ricercare una loro precisa identità dentro un rapporto dialettico fra materia e forma, fra immagine e oggetto, fra funzione e decorazione.

La ricerca diviene sforzo di comprensione del progettare attraverso un metodo, in tensione tra invenzione e scienza, che porta a sperimentare nuove soluzioni, perché nel design è il progetto che conta, cioè quell’intenzionalità di cui l’oggetto solido che ne deriva ne è solo l’ombra.

L’iperbole, cui le Iperboliche si riferiscono, è la volontà di portare alle conseguenze più estreme la sperimentazione sulla materia e sulle forme, ma anche la sfida intrapresa nella messa a punto di un metodo costruttivo che si definisce attraverso l’esecuzione stessa dell’oggetto, il suo farsi che, di volta in volta, rivela particolarità sempre differenti e inaspettate.

Queste poltrone, interamente realizzate in silicone, rinunciano al supporto, all’armatura interna, al telaio, in favore dell’aria come elemento strutturale, aria che soffiata all’interno dà consistenza alla forma, la rende solida, stabile e al contempo morbida e accogliente: l’aria come materia che dà forma e vita.

Loredana Parmesani

IPERBOLICA Alessandro Ciffo Triennale di Milano fotografie di Emilio Tremolada

In occasione del Salone Internazionale del Mobile, Alessandro Ciffo ha presentato Iperbolica: una nuova collezione di 11 poltrone in silicone interamente autoprodotte che sono state esposte alla Triennale di Milano.

Iperbolica è il nome di una serie sviluppata da una prima sperimentazione del 2008 con la poltrona Scaccomatto, presentata da Dilmos a Milano in occasione del Fuori Salone, seguita da Cubik, nel 2009 primo modello gonfiabile esposta al Plart di Napoli e da Damien, prima poltrona dedicata a un artista, presentata da Secondome Design Gallery al PAD di Parigi e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; da Gerhard, nel 2010 presentata da Dilmos e alla Galleria Armory di Perugia; da Alberto, nel 2011 presentata nuovamente da Dilmos.

Tutte creazioni che prendono forma grazie alla pressione dell’aria che dà consistenza alla forma rendendola solida, ma anche morbida e accogliente.

Concepita con soli pezzi unici, in una nuova versione in cui l’aria è sostituita dalla schiuma poliuretanica elastica, che la rende più funzionale e sicura nel tempo, quest’ultima collezione è dedicata ad altri maestri dell’arte dei quali solo il nome è rivelato, ma che si svelano attraverso l’elemento cromatico che li contraddistingue: Anselm, Claude, Ettore, Jason, Jean-Michel, Joan, Mark, Michelangelo, Victor, Willem.

Il rapporto con i grandi della storia dell’arte diventa anche un inaspettato gioco malizioso in cui l’autore coglie l’occasione per ritrarsi ironicamente nella forma della poltrona Ale attraverso un medium originale come il silicone.

 

IPERBOLICA Alessandro Ciffo Triennale di Milano fotografie di Emilio Tremolada

Alessandro Ciffo vive e lavora a Biella. Focalizza la sua ricerca sull’uso esclusivo di un materiale che definisce “Perfetto per essere trasformato in una cosa bella”.

La forma particolare delle sue poltrone nasce dall’elasticità del silicone che si fa plasmare dall’aria o dalla schiuma e, mescolandosi a pigmenti colorati, crea una policromia inedita e incandescente. L’insieme diventa scoperta, sia per la consistenza che la duttilità, la miscela di colori e la loro combinazione.

 

IPERBOLICA Alessandro Ciffo Triennale di Milano fotografie di Emilio Tremolada

fotografie di Emilio Tremolada.

A cura di Loredana Parmesani, Carla Berioli, Luisella Valtorta

In collaborazione con Dilmos e Secondome Design Gallery

 

Presso Triennale di Milano

 

www.alessandrociffo.com