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Pasta con le sarde

 

Ingredienti: finocchietto 400 gr – spaghetti o bucatini 300 gr  – sarde fresche 400 gr – uvetta 30 gr – pinoli 30 gr  – cipolla 1 – zafferano in polvere – olio extravergine d’oliva – sale – pepe nero – Pangrattato


Pasta con le sarde by arredoeconvivio

Mondate il finocchietto, ricavando solo la parte più tenera; lavatelo e lessatelo in acqua bollente salata per circa 10’. Togliete il finocchietto conservando l’acqua nella pentola per utilizzarlo per la cottura della pasta.

Pulite le sarde, aprendole a libro e togliendo la testa e la lisca con la coda.

Ammollate l’uvetta nell’acqua. Tritate finemente la cipolla e raccoglietela in una larga padella con un pizzico di sale e 50 g di olio; cuocete finché non sfrigola. Aggiungete alla cipolla l’uvetta scolata, strizzata e tritata finemente e i pinoli, e fate insaporire per un minuto mescolando; unite le sarde e fate insaporire. Poi aggiungete mezza bustina di zafferano sciolto in un po’ di acqua, il finocchietto tritato bene, e pepate; mettete il coperchio e cuocete per 5 minuti.

Preparate il pangrattato tostato al padellino da spolverare sul piatto servito.

Nel frattempo lessate la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto, riportata a bollore, scolatela al dente e versatela nella padella con le sarde; mescolate delicatamente per insaporirli e lasciateli riposare per 2-3’ prima di servirli. (ricordate di lasciare un po’ di acqua di bollitura che servirà per mantenere morbida la pasta).

Ricetta del mio cognatino, che ringrazio!!!

 

Cunigghiu a’ Portuisa

 Coniglio alla portoghese (Ragusa)

Schermata 2014-08-03 a 01.13.07

Altra ricetta tratta da “Il libro d’Oro della Cucina e dei Vini di Sicilia” scritto da Pino Correnti, editore edito da Mursia… ”un’opera eclettica che appassionerà non soltanto il gastronomo raffinato e l’amante della cucina popolare, il buongustaio e la casalinga, ma anche l’intellettuale, il turista, l’uomo d’affari il curioso. E, per finire, va letta da chiunque voglia o cerchi di conoscere la Sicilia ed a nche da chi la conosce o crede di conoscerla”

Scusatemi per la foto … non rende la squisitezza del piatto!

Ingredienti: 1 bel coniglio in carne, meglio se selvatico; farina q.b.; 1 cipolla grossa; 1 trito di aglio e prezzemolo; 50 g di conserva di pomodoro diluita in acqua calda; 30 g di capperi; 2 cuori di sedano tritati; 40 g di olive bianche snocciolate; marsala stravecchio; olio d’oliva, sale e pepe.

Preparazione

Fare a pezzi il coniglio i cui pezzi finiscono rosolati in olio, dopo essere stai tenuti in una marinata di Marsala stravecchio e poi sgocciolati, infarinati e soffritti assieme alla cipolla finemente affettata e al trito d’aglio e prezzemolo, alla salsina di pomodoro (in aggiunta all’estratto diluito in acqua calda, oppure nel brodo sgrassato). Si possono aggiungere altri odori (basilico e menta) assieme alle olive bianche tagliuzzate, ai capperi, ai cuori di sedano tritatied anche tocchetti di melanzane e patate fritte. Sul finire l’intingolo viene insaporito dal Marsala stravecchio. Questa è la variante del “cunigghiu a’ cacciatura”, conosciuta in Sicilia prima ancora del 1770, anno in cui nasce il Marsala. Prima si usava il vino Porto, da ciò nasce l’attribuzione “alla portoghese”.

(La ricetta e’ tratta da “Il libro d’oro della cucina e dei vini di Sicilia” scritto da “Pino Correnti”, editore “Mursia”)