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Florilegium by Vito Nesta per Sambonet

Florilegium by Vito Nesta per Sambonet

In una pagina del suo diario, C.F. Hebbel ha scritto che «nessuno può aggiungere niente a un fiore». «Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa», ha ammonito Giorgio Caproni, «nessuno è mai riuscito a dire cos’è, nella sua essenza, una rosa» – «l’ardente e cieca rosa che non canto, la rosa irraggiungibile» con le parole di Jorge Luis Borges. Tutto vero. Ma ha ragione anche H. W. Beecher, secondo cui «i fiori hanno un’influenza misteriosa e sottile sui sentimenti»: come certe melodie musicali, «rilassano la tensione della mente, dissolvono in un attimo la sua rigidità». Per me è stato così, e il florilègio che segue – irriverentemente trapiantato tra fiori illustri – ne è la testimonianza

(Marco Sonzogni – Ci vuole un fiore – prefazione di Gabriella Sica


Florilegium by Vito Nesta per Sambonet

Vito Nesta reinterpreta l’uso della mattonella in ceramica, collezione Kyma per Sambonet, trasformandola in vassoi delineati da un profilo tondo in acciaio inox che ne definisce il perimetro.

Florilegium by Vito Nesta per Sambonet

Il segno poetico distintivo di Vito si esprime in Florilegium, un’antologia botanica che ripercorre le epoche nei tessuti retrò decorati di fiori e vegetazione, immagini sospese, rievocazione di un paesaggio sognante e fiabesco. Un filo di acciaio che recinta un bouquet di fiori colorati in ceramica che “rilassano la tensione della mente e dissolvono in un attimo la sua rigidità” e la rigidità della ceramica…

Florilegium by Vito Nesta per Sambonet

http://www.vitonesta.com/

https://sambonet.it/it/

 

Edvard  Jean Francois D’or 

Edvard  Jean Francois D’or 

 

Al di sopra del fiordo nero blu

e della città,

i miei amici camminavano,

ed io rimasi lì tremante d’ansia,

ebbi la sensazione di un urlo infinito

passante attraverso la natura

(Estratto del testo di Edvard Munch sul suo dipinto The Scream)


Edvard  Jean Francois D’or 

Partendo da una semplice forma geometrica, questi specchi conici consentono posizioni diverse per funzioni diverse. Grazie a questa forma, questo concetto di specchio integra gli interni in molti modi: l’oggetto si adatta alla parete ma può anche essere posizionato su un lato o appoggiato sulla sua base. A seconda della sua posizione, dà un modo insolito di guardare gli specchi e le sue riflessioni; prospettive versatili come visioni complementari dell’architettura. 

Edvard  Jean Francois D’or 

Messo al muro lo specchio è una specie di megafono la cui riflessione fa gridare il muro stesso. Da qui il nome Edvard, dall’artista norvegese Edvard Munch, l’uomo dietro il dipinto ‘The Scream’.  Edvard è disponibile in due dimensioni: versione grande D70cm e versione ridotta D30cm. La struttura portante è in alluminio ed è disponibile in due diverse misure, 70 e 30cm di diametro. I colori vanno dal blu fino al giallo, passando per i classici nero o bianco. Messa su un lato, la versione più grande di Edvard rimane stabilmente inclinata sul pavimento sfidando la legge di gravità.  A prima vista, lo sguardo dello spettatore è diretto verso il basso, sentendosi pronto a camminare a destra nello specchio, come risucchiato attraverso un imbuto in un paesaggio surreale.  Nonostante questa posizione insolita, le sue grandi proporzioni e angoli sono stati calcolati per offrire una riflessione funzionale, confortevole e completa. Disposto orizzontalmente sul pavimento, lo specchio diventa un occasionale tavolino. 

Edvard  Jean Francois D’or 

Il modello piccolo ha 3 posizioni dello specchio: inclinato su un lato di un tavolo, appoggiato orizzontalmente su una credenza o fissato ad un muro.

Edvard  Jean Francois D’or 

Edvard è uno specchio che può essere comodino ma anche tavolino, per cui trova una giusta collocazione sia nella camera da letto, in corridoio o nel salotto. Sembra opporsi alla forza di gravità attraverso i suoi differenti posizionamenti, in realtà fornisce un modo insolito di guardarci dentro.  Il segreto di Edvard è nel suo autore: prendere un oggetto di uso quotidiano e conferirgli un nuovo aspetto mantenendone l’utilizzo e la funzionalità, aggiungendovi un minimo di umorismo.

Edvard  Jean Francois D’or 

http://www.loudordesign.be/en/products/Edvard_mirror/

 

BABEL – IBRIDE

BABEL – IBRIDE

“Il surrealismo è la magica sorpresa di trovare un leone nell’armadio dove si voleva prendere una camicia.”

( Frida Kahlo)


BABEL – IBRIDE

Riconoscibili tra mille, le creazioni oniriche e insolite dello studio Ibride rendono i nostri interni intriganti e poetici, come un invito a scoprire un altrove immaginario…

BABEL – IBRIDE

La storia di Ibride inizia nel 1996, nel momento in cui l’editrice Carine Janin incontra Rachel Converse suo fratello Benoît, rispettivamente grafica e designer. Creano dunque un trio affiatato e complementare, associando con talendo il design grafico e il design d’oggetto. Nell’universo di Ibride, gli oggetti non sono ciò che sembrano essere: il vassoio di servizio diventa un ritratto di un antenato da appendere a parete, il tavolino basso si trasforma in animale da compagnia e il servizio da tavola prende la forma di uno splendido vaso Ming!

BABEL – IBRIDE

Ibride modifica la nostra abituale percezione degli oggetti, conferendo loro un gioco di doppia funzione e dando loro più carattere e presenza. La grafica poetica che definisce le creazioni Ibride mixa influenze ed epoche per dare origine ad improbabili incontri tra passato e presente, tra reale e immaginario. Grandissimo successo, la collezione di vassoi ‘’Galleria di ritratti’’ genera un’emozione forte in grado di creare legami affettivi con la nostra memoria collettiva.

BABEL – IBRIDE

https://www.ibride.fr/

 

 

ALEXANDRE TURPAULT – Forêt enchantée

ALEXANDRE TURPAULT – Forêt enchantée

Foresta Incantata


ALEXANDRE TURPAULT – Forêt enchantée

Da una nebbia fugace emergono i timidi abitanti di boschi incantati. Le antiche leggende della foresta vengono magicamente riportate in vita. I dettagli meticolosi di questo design, combinati con l’incisione antica, rendono questo paesaggio bucolico unico.

ALEXANDRE TURPAULT – Forêt enchantée

Uno stile edgy con incredibile precisione che è all’avanguardia delle tendenze decorative. 240 g / m² di raso di cotone, stampato in digitale, resistente alle macchie.

ALEXANDRE TURPAULT – Forêt enchantée

https://www.alexandre-turpault.com/fr/

 

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

Uno sguardo rubato, sui luoghi nascosti e misteriosi nei quali prevale l’immaginazione…


Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

I luoghi segreti sono quelli del Palazzo del Topkapi e di altri palazzi dell’Impero ottomano ai più preclusi e per questo fonti di storie immaginarie e immaginifiche.

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

Vito Nesta si pone come osservatore al di là di un cancello e gli permette di traguardare la parte più visibile dei luoghi che per secoli ha ispirato la narrativa e la poesia dell’Occidente.

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

La collection è stata presentata alla Maison Object di Parigi solo lo scorso mese.

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans
Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

Les-Ottomans è un brand turco di home design fondato dall’imprenditore creativo Bertrando Di Renzo; la collezione è così un omaggio al mondo orientale, un viaggio nelle atmosfere dell’antica e gloriosa Costantinopoli, dove si mescolano mistero e magia, storia e mito, tradizione e design.

Topkapi collection by Vito Nesta per Les-Ottomans

 http://www.les-ottomans.com/

 

 

 

Amaaro!  ceramica creativa

Amaaro!

Amaaro! 

Un laboratorio di progettazione e realizzazione di oggetti in ceramica nato nel 2011 dalla collaborazione tra Claudia e Martino, pittrice e architetto. Il dialogo fra i due differenti linguaggi creativi ha dato origine ad una fucina di idee in continuo divenire, che prende spunto dalla tradizione e dai diversi linguaggi della comunicazione visiva. 

Amaaro!

Le idee passano dal modellato allo stampo in gesso, dallo stampo alla composizione e realizzazione in terra che viene cotta e smaltata. La formazione non accademica e l’approccio istintivo al materiale ceramico consentono un libero accesso alla tradizione che si traduce in possibilità creativa.

Amaaro!

Le collezioni sono pensate come gruppi tematici di oggetti su cui si concentra il lavoro di ricerca ed approfondimento; sono edizioni limitate, numerate e catalogate di volta in volta. Gli oggetti così concepiti, vengono realizzati interamente a mano in un laboratorio ricavato in una vecchia casa colonica nelle campagne di Reggio Emilia.

Amaaro!

 

http://www.amaaro.com/