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EMOZIONI A TAVOLA con Ronit Baranga

 “[…] la combinazione delle tazze e dita di ceramica, rappresenta l’idea dell’immobilita’ del pezzo che sembra assumere vita propria, permettendo alla tazza di decider se vuole rimanere immobile e sfuggire alla situazione in cui si trova.”(Ronit Baranga)

 

Ronit Baranga – The Feast, 20141
Ronit Baranga – The Feast, 2014

Opere curiose di Ronit Baranga, che rendono confuso il confine tra il vivente e il non vivente.

La bocca è un elemento interessante con lo scopo principale di portare ad essa cibo e bevande. “Ho scelto di utilizzare la bocca come connotazione metaforica di un cancello di confine”, ha detto Baranga in un’intervista. “A confine tra il corpo interno e l’ambiente esterno circostante.”

Ronit Baranga – Self Feeding, 2010
Ronit Baranga – Self Feeding, 2010

L’artista israeliana Ronit Baranga, classe 1973, nota per le sue sculture realistiche raffiguranti donne senza volto e mani intrappolate in ragnatele di spago, in questa nuova serie si concentra su vasellame da tavola.

Ronit Baranga – Breakfast, 2014
Ronit Baranga – Breakfast, 2014

Sensuali, volti nascosti di delicate bellezze; toglie gli occhi a volti carichi di desiderio: mani, dita, bocca e lingua. Entità che si ripetono e si accavallano nella scultura di quest’artista.

Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007

Tazzine in fuga, forse dalle bocche, forse da un mondo noioso, fatto da tavole imbandite e dalle solite credenze, in fuga verso nuovi scenari dove essere comprese, scappano con la complicità delle dita, verso la libertà.

Ronit Baranga Running Bowls, 2007
Ronit Baranga Running Bowls, 2007

Ronit Baranga con abili capacità comunicative e artistiche riesce a dare l’idea delle bocche assetate, labbra screpolate, lingua arsa dalla sete come fossero anime dannate in un girone dantesco.

Ronit Baranga - Vase 2010
Ronit Baranga – Vase 2010

Artista israeliana, Ronit Baranga laureata in psicologia e letteratura ebraica presso l’Università di Haifa, Israele, ha studiato storia dell’arte all’Università di Tel Aviv e arti pratiche, tramite la scultura indaga il mondo del desiderio, del bisogno. Le sue ceramiche sembrano essere assettate, speranzose. Particolarmente noto è il suo progetto del 2008 per il concorso “Dining in 2015″ designboom: Hybrid tea set.

Ronit Baranga - Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga – Hybrid Tea Set, 2007

Ed ecco che assistiamo ad una rivisitazione del classico rito del tè, rivisto in chiave antropomorfa: eleganti tazzine finemente cesellate da cui spuntano dita umane, in ceramica.

Le dita umane conducono verso i propri desideri, vengono ridefinite le relazioni tra gli oggetti e le mani dei consumatori. Le tazze sembrano entrare in contatto con gli esseri umani o forse si allontanano per seguire le loro aspirazioni, altrove.

Maschere senza vita, icone di figure indifferenti entrano nella realtà con bocche umane. Le maschere sono vuoti umanizzati, con l’espressione del gesto corporeo e i colori realistici delle bocche. Per l’artista la bocca rappresenta la porta del corpo: l’ingresso al cibo e, soprattutto, la via d’uscita per la lingua, il sentimento profondo.

Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007

Nelle sue sculture Baranga non esita a esprimere l’aspetto psicologico che le piace esplorare e risvegliarlo nell’osservatore; il suo lavoro è al confine tra la vita reale e l’irreale, per esplorare la complessità delle emozioni attraverso scenari che sono apparentemente incompatibili e si compenetrano a vicenda.

Ronit Baranga – The Feast, 2014 2
Ronit Baranga – The Feast, 2014 2

I vasi antropomorfi che sembrano avere sete di acqua, vivono un rapporto di completa armonia con i fiori, le bocche che potrebbero mangiare, bocche che vorrebbero raccontare storie…

(All images courtesy of the artist)

 

www.ronitbaranga.com

Rachel Boxnboim: “Alice”

Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

La gente vede la follia nella mia colorata vivacità

e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità!

(Il cappellaio matto film Alice in Wonderland)

 

Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

E’ l’ora del te…. sul tavolo un servizio decisamente inusuale….

… si chiama “Alice” e come nella favola tutta l’ironia è giocata sulle forme e le proporzioni. Alice è realizzato con una tecnica particolare, che prevede lo stampo dei pezzi di ceramica all’interno di calchi in tessuto. Connubio tra tessuto e ceramica con un sapore fiabesco! Parliamo della collezione di stoviglie e ceramiche, Alice, creata da Rachel Boxnboim, ex studentessa della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Collezione che comprende: tazze, teiere e bicchieri, che sembrano usciti, come ricorda il nome, dalla casa del Cappellaio Matto di Lewis Caroll.

Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

In questo modo teiere, tazze e piatti mantengono in superficie la trama della stoffa nella quale sono state formate, ogni pezzo è unico, perché non esistono due stampi uguali.
 Il processo è rigorosamente hand-made: il modello viene ritagliato nelle sue componenti direttamente sulla tela e quindi assemblato con la macchina da cucire.
 Una volta composto viene riempito con l’argilla liquida e successivamente viene aspirato il materiale in eccesso.
 In fase di cottura la stoffa brucia lasciando però intatta la ceramica.

Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

Rachel  Boxnboim ha sviluppato questa tecnica mentre studiava design presso la Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme e confessa che l’idea ha preso forma osservando le vecchie teiere della mamma.


Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

“Con questo progetto ho voluto ricreare un nesso tra un materiale morbido, il tessuto e un materiale duro, la ceramica, preservando tutte le qualità tattili ed estetiche del tessile” – spiega la designer.   “La ceramica assume così l’aspetto della stoffa, il pattern della sua trama e delle sue cuciture e si presenta alla fine come una sorta di panno indurito”.

Rachel Boxnboim: “Alice”
Rachel Boxnboim: “Alice”

rachelboxnboim.com

 

Artworks of Johnson Tsang

Johnson Tsang - Yingge Ceramics Museum, Taiwan
Johnson Tsang – Yingge Ceramics Museum, Taiwan

Johnson Cheung-shing TSANG è uno scultore di Hong Kong specializzato nella ceramica, scultura in acciaio e opere d’arte pubblica.

Johnson Tsang - Lifetime Partner
Johnson Tsang – Lifetime Partner

Le opere di Tsang per lo più utilizzano tecniche scultoree realiste accompagnate dalla fantasia surrealista, integrando i due elementi, “esseri umani” ed “oggetti”, in temi creativi.

Johnson Tsang - Bowls of Fantasy
Johnson Tsang – Bowls of Fantasy

Dal 1993, le opere di Tsang sono state esposte a Hong Kong, Taiwan, Corea, Spagna e Svizzera e raccolte da musei e collezionisti locali e stranieri.

Johnson Tsang - Breathless
Johnson Tsang – Breathless

 

http://johnsontsang.wordpress.com/

Beccy Ridsdel

Beccy Ridsdel Ceramics
Beccy Ridsdel Ceramics

Beccy Ridsdel è una ceramista che lavora principalmente con argille bianche e oggetti trovati. Beccy recentemente ha esposto nella galleria Marianne Boesky a New York.

Beccy Ridsdel Ceramics
Beccy Ridsdel Ceramics

Se vi siete mai chiesti come sarebbe se si dovesse operare su ceramica, Beccy Ridsdel è in grado di mostrarvelo.

Beccy Ridsdel Ceramics
Beccy Ridsdel Ceramics

“Ho scelto di fare una serie di oggetti di artigianato – placche ossee porcellana, tazze, brocche – sezionati per vedere cosa c’era sotto. Questo lavoro è stato un impianto, impostato come un esperimento di laboratorio in corso, con bisturi, camici, aghi e un microscopio…”

Beccy Ridsdel Ceramics
Beccy Ridsdel Ceramics

www.beccyridsdel.co.uk/

Eemilio e Betty: Linkoln Kaviwa

Betty: Linkoln Kaviwa

Linkoln Kaviwa, designer laureato all’università di Helsinki alla facoltà di arte e design. Con il marchio KAYIWA realizza opere moderne dalle linee pulite ed essenziali. Potete comprare direttamente sul suo sito!

Betty: Linkoln Kaviwa

Eemilio e Betty sono due entità interdipendenti in cui l’uno non può esistere senza l’altro. Vasi da fiori realizzati in ceramica bianca o nera. Lo stesso autore suggerisce di usare Eemilio anche senza fiori e Betty come porta ombrelli, candelabro e addirittura come fish bowl….

Eemilio: Linkoln Kaviwa

Lincoln Kayiwa laureato presso l’Università di Helsinki nella facoltà di Arte e Design UIAH nel 2007, anno in cui ha costituito la propria società – KAYIWA.
È nato da una famiglia di architetti in Kampala, Uganda nel 1979, ed al momento vive ad Helsinki, Finlandia.

Eemilio: Linkoln Kaviwa

https://www.kayiwa.fi/