Archivi tag: ceramica

Ceramic Table – Elisa Strozyk

 

Ceramic Table – Elisa Strozyk

Reale e irreale si mescolano in pattern che ricordano movimenti geologici e meteorologici…


Ceramic Table – Elisa Strozyk

L’argilla vetrificata è una delle tecniche più antiche per decorare oggetti. La designer tedesca Elisa Strozyk interpreta questo processo a modo suo. Aggiungendo ossidi di metallo e minerali in polvere e lasciandoli interagire con movimenti rotatori e aria soffiata.

Ceramic Table – Elisa Strozyk

Il risultato sono superfici ceramiche che si fondono a superfici funzionali dove gravità e flussi di colore collidono in texture fluide e simmetriche. Reale e irreale si mescolano in pattern che ricordano movimenti geologici e meteorologici.

Ceramic Table – Elisa Strozyk

https://www.elisastrozyk.com/

Rebirth – Ceramica

Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

 

Gli uccellini si staccano e si inizia a giocare con le ceramiche Rebirth…


Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

Rebirth reinterpreta la storica tradizione della ceramica italiana in chiave contemporanea.

Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

Gli stampi originali, realizzati da illustri artigiani dello storico distretto della ceramica di Nove, sono combinati tra loro in modo innovativo e non convenzionale. La tradizione si contamina con la sensibilità del design e l’attenzione ai nuovi trend. Ne scaturisce una collezione totalmente nuova, caratterizzata da una palette di colori originali con tinte pastello. Il risultato sono oggetti di pregio in grado di impreziosire qualsiasi ambiente, locale ed abitazione con stile e ricercatezza di dettagli e un sapore nuovo, fresco, moderno e raffinato.

Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

“Con REBIRTH abbiamo voluto dare un vestito nuovo alla storia dell’eccellenza artigianale Italiana per riportarlo nelle case moderne. Crediamo che i valori artigianali del passato debbano continuare a vivere ed essere rivalutati come fondamentali nella storia del futuro. REBIRTH diventa testimone di ciò che significa salvaguardare e rivalutare il know-how tipicamente ed unicamente Italiano, reinterpretando, esasperando forme e contenuti. Un progetto ancorato alla storia artigiana e proiettato alla continua evoluzione“

(Chiara Ronzani – Executive Creative and Art Director)

Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

Viste presso L’Officina  dell’Arte di Verona

Rebirth – Ceramica
Rebirth – Ceramica

http://www.rebirthceramics.com

 

Coille Hooven: la poetica della materia

Coille Hooven
Coille Hooven

 

“le mie sculture sono realistiche e simboliche e possono essere accomunate all’interpretazione dei sogni”

 


Ritratto di Coille Hooven nel suo studio. Foto Matthew Hooven
Ritratto di Coille Hooven nel suo studio. Foto Matthew Hooven

Coille Hooven, da oltre trenta anni, utilizza la ceramica per esplorare l’universo domestico femminile, modellando composizioni in grado di approfondire psicologicamente la quotidianità. Usa la porcellana, come le lettere dell’alfabeto, per narrare i temi del femminismo in modo delicato e ironico.

Coille Hooven
Coille Hooven

Il suo vocabolario ha origine dagli archetipi della quotidianità, reinterpretati in modo personale e poetico. La pasta ceramica rappresenta per lei il grumo dell’inconscio dal quale cerca di far emergere i caratteri, sottolineando le vittorie, le sconfitte, i piaceri e i timori del genere femminile. Il Mad di New York le dedica una personale nel mese di settembre, esponendo 55 sue sculture.

Coille Hooven
Coille Hooven

DOVE: The Museum of Arts and Design, Jerome and Simona Chazen building, 2 columbus circle, New York, NY 10019

Coille Hooven
Coille Hooven

www.coillehooven.com/

Plumage – Cristina Celestino

Plumage Cristina Celestino BottegaNove
Plumage Cristina Celestino BottegaNove

“Mi ha affascinato come la materia liquida potesse trasformarsi in tessere da rivestimento. Alla base di una disciplina che sembra sempre sfuggire al perfetto controllo del tecnico, c’è un procedimento molto preciso e rituale, che segue le regole di un sapere, quasi alchemico, tramandato dalla tradizione. L’apertura del forno dopo la cottura è per il ceramista un momento catartico: il forno è quasi una divinità che decide le sorti della produzione. Questo connubio di nozioni tecniche precise, di sapere tramandato dall’esperienza e della componente rituale quasi magica, è stato l’incipit del mio percorso progettuale.”  (Cristina Celestino)


Plumage Cristina Celestino BottegaNove
Plumage Cristina Celestino BottegaNove

Il Piumaggio viene da uno scenario fortemente evocativo, che prende ispirazione dalle piume degli uccelli e ci conduce attraverso un sottile gioco tra visione contemporanea e tradizionale.

Plumage Cristina Celestino BottegaNove
Plumage Cristina Celestino BottegaNove

Gli oggetti di Cristina Celestino fanno parte della collezione PLUMAGE. Cristina la direzione creativa del marchio BottegaNove, a Nove nell’entroterra vicentino, e l’ha presentata e in occasione del Salone del Mobile 2016, una ricerca insolita sui rivestimenti materici, una collezione di mosaici d’autore in ceramica o porcellana ispirati alle piume di volatili, declinata in toni inconsueti e in diverse misure e tipologie “di piuma”.

Plumage Cristina Celestino BottegaNove
Plumage Cristina Celestino BottegaNove

Il mosaico in ceramica è l’evoluzione di una lavorazione applicata solitamente alle ceramiche artistiche. Le collezioni di BottegaNove nascono quindi dalla contaminazione tra la progettualità tridimensionale, tipica delle lavorazioni della ceramica artistica, e la bidimensionalità, tipica delle lavorazioni usate nei rivestimenti.

Plumage Cristina Celestino BottegaNove
Plumage Cristina Celestino BottegaNove

http://www.botteganove.it

ALEX CATTOI: Materia e Memoria

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

 

il suo sentire le cose, il suo guardare attorno a sé senza limiti di tempo e di spazio alla ricerca di risposte sull’universo, la natura umana, l’arte, il mistero della vita. (Antoni Tàpies)

 

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

Il fascino nato dall’apprezzamento dell’arte primitiva nel suo aspetto esteriore: la patina, le cromie crostose, l’aggiunta di materiali eterogenei in maschere e feticci, ha dato luogo, come sappiamo, in artisti di estrazione eterogenea e in epoche diverse, come Burri, Baj, César, Tàpies, e altri, ad uno spostamento di interesse verso la materia quale ragione principale, e in alcuni casi, unica dell’opera, dando vita alla cosiddetta, Arte materica.

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

In quest’ottica, a mio avviso, si può approcciare l’opera di un giovane artista trentino, Alex Cattoi. La sua ricerca trova ispirazione nelle forme della natura, della terra, nell’immaginario legato a civiltà antiche e a mondi scomparsi. Colori sbiaditi e graffiati, patine e cromie crostose, attribuiscono valore alle imperfezioni accettandone la presenza di una variabile incontrollata quale l’inesorabile 
trascorrere del tempo.

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

La materia con Cattoi assume dunque un ruolo da protagonista. Partendo dall’aspetto esteriore simile al bronzo che naturalmente con le sue fasi di ossidazione vira verso tonalità verdastre. Cattoi si orienta infine 
verso l’uso del bitume di Giudea, composto chimico che nell’Ottocento fu utilizzato come supporto per lo sviluppo della prima 
fotografia eliografica.

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

Dice Cattoi di se: “Le figure arcane che rappresento evocano il mondo 
enigmatico dell’archeologia, ove forme ricorrenti cercano
 risposte al mistero della vita. Rifacendomi non solo a civiltà terrestri, ma immaginando 
creature e forme di altri pianeti, sconosciuti alla mente
 dell’uomo, desidero porre ancora una volta la fatidica
 domanda che tanto angosciò gli artisti del passato: “Da
 dove veniamo?”.

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

La forza evocativa delle sue opere infatti sgorga dalla loro fisicità, dalla solitudine, dalla loro tensione emotiva. Concludo con le parole di Antoni Tàpies che affermava: quando crediamo di potere, di punto in bianco, lavorare su di una determinata idea, ci accorgiamo che anche l’opera comanda, perché ha le sue leggi – interne ed esterne – di sviluppo. Si ribella e ci impone le sue condizioni come i personaggi di Pirandello. Come ovunque vi sia vita, si svolge un dialogo tra l’autore e la materia della sua opera. All’inizio lo scopo non è sempre chiaro: il cammino si forma sotto i passi.

ALEX CATTOI
ALEX CATTOI

(Photo concesse dall’artista)

www.alexcattoi.com/

EMOZIONI A TAVOLA con Ronit Baranga

 “[…] la combinazione delle tazze e dita di ceramica, rappresenta l’idea dell’immobilita’ del pezzo che sembra assumere vita propria, permettendo alla tazza di decider se vuole rimanere immobile e sfuggire alla situazione in cui si trova.”(Ronit Baranga)

 

Ronit Baranga – The Feast, 20141
Ronit Baranga – The Feast, 2014

Opere curiose di Ronit Baranga, che rendono confuso il confine tra il vivente e il non vivente.

La bocca è un elemento interessante con lo scopo principale di portare ad essa cibo e bevande. “Ho scelto di utilizzare la bocca come connotazione metaforica di un cancello di confine”, ha detto Baranga in un’intervista. “A confine tra il corpo interno e l’ambiente esterno circostante.”

Ronit Baranga – Self Feeding, 2010
Ronit Baranga – Self Feeding, 2010

L’artista israeliana Ronit Baranga, classe 1973, nota per le sue sculture realistiche raffiguranti donne senza volto e mani intrappolate in ragnatele di spago, in questa nuova serie si concentra su vasellame da tavola.

Ronit Baranga – Breakfast, 2014
Ronit Baranga – Breakfast, 2014

Sensuali, volti nascosti di delicate bellezze; toglie gli occhi a volti carichi di desiderio: mani, dita, bocca e lingua. Entità che si ripetono e si accavallano nella scultura di quest’artista.

Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007

Tazzine in fuga, forse dalle bocche, forse da un mondo noioso, fatto da tavole imbandite e dalle solite credenze, in fuga verso nuovi scenari dove essere comprese, scappano con la complicità delle dita, verso la libertà.

Ronit Baranga Running Bowls, 2007
Ronit Baranga Running Bowls, 2007

Ronit Baranga con abili capacità comunicative e artistiche riesce a dare l’idea delle bocche assetate, labbra screpolate, lingua arsa dalla sete come fossero anime dannate in un girone dantesco.

Ronit Baranga - Vase 2010
Ronit Baranga – Vase 2010

Artista israeliana, Ronit Baranga laureata in psicologia e letteratura ebraica presso l’Università di Haifa, Israele, ha studiato storia dell’arte all’Università di Tel Aviv e arti pratiche, tramite la scultura indaga il mondo del desiderio, del bisogno. Le sue ceramiche sembrano essere assettate, speranzose. Particolarmente noto è il suo progetto del 2008 per il concorso “Dining in 2015″ designboom: Hybrid tea set.

Ronit Baranga - Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga – Hybrid Tea Set, 2007

Ed ecco che assistiamo ad una rivisitazione del classico rito del tè, rivisto in chiave antropomorfa: eleganti tazzine finemente cesellate da cui spuntano dita umane, in ceramica.

Le dita umane conducono verso i propri desideri, vengono ridefinite le relazioni tra gli oggetti e le mani dei consumatori. Le tazze sembrano entrare in contatto con gli esseri umani o forse si allontanano per seguire le loro aspirazioni, altrove.

Maschere senza vita, icone di figure indifferenti entrano nella realtà con bocche umane. Le maschere sono vuoti umanizzati, con l’espressione del gesto corporeo e i colori realistici delle bocche. Per l’artista la bocca rappresenta la porta del corpo: l’ingresso al cibo e, soprattutto, la via d’uscita per la lingua, il sentimento profondo.

Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007
Ronit Baranga Hybrid Tea Set, 2007

Nelle sue sculture Baranga non esita a esprimere l’aspetto psicologico che le piace esplorare e risvegliarlo nell’osservatore; il suo lavoro è al confine tra la vita reale e l’irreale, per esplorare la complessità delle emozioni attraverso scenari che sono apparentemente incompatibili e si compenetrano a vicenda.

Ronit Baranga – The Feast, 2014 2
Ronit Baranga – The Feast, 2014 2

I vasi antropomorfi che sembrano avere sete di acqua, vivono un rapporto di completa armonia con i fiori, le bocche che potrebbero mangiare, bocche che vorrebbero raccontare storie…

(All images courtesy of the artist)

 

www.ronitbaranga.com