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“Incredibile Carta” – Daniele Papuli

 

SIBILLA DI DANIELE PAPULI

Sono uno scultore e dialogo con le materie, lo spazio, i luoghi.

Carta. Materia viva, vibrante, mutevole.

Daniele Papuli, 1971, Maglie, Puglia, Italia


Vaso di Daniele Papuli Dilmos Milano

“L’ incontro con la carta risale al 1995 dopo aver indagato diversi materiali della scultura con una serie di manufatti in pietra, legno, gesso, seguendo inconsapevolmente un percorso, un passaggio continuo dalla gravità alla leggerezza della forma, dalla solidità alla duttilità della materia. Con lo stesso ‘fare’ che appartiene allo scultore, ossia scavando e ‘levando’, ho assottigliato sempre di più i volumi, anche attraverso forme in resina risolte in ampie superfici bidimensionali, fino ad arrivare alla manipolazione della materia cartacea. Per meglio conoscerla e poterla dominare ho sperimentato la sua produzione, sminuzzando carte di vari tipi, miscelate e ricomposte sul retino con terre, erbe e colori. In questo processo di trasformazione, da cellulosa quasi impalpabile a materia stratificata, sono stato stimolato dall’accumulo e accostamento delle risme originarie, per lo più in strisce e ritagli, utili come materia prima da cui partire. Ho deciso di ‘costruire’ la forma scegliendo proprio il foglio di carta come unità di misura, attratto dalle grammature leggere e grosse, dalle potenzialità strutturali della superficie, da questa materia per me, viva, vibrante e mutevole. Materia con una fisicità ed un piacere tattile apparentemente dissimulato nella sua forma più consueta, piatta, bidimensionale, affidato alla grana e al colore. Con una serie di azioni decisive come il taglio, la scomposizione ed estrapolazione dei volumi cercati, il foglio diventa per me una superficie distesa sulla quale agire. La mia indagine prosegue e si sviluppa attraverso la costruzione di strutture in carta sempre più complesse basate sulla ripetitività dei singoli moduli cartacei. I volumi sono calcolate composizioni lamellari, composti da numerose sagome ottenute con infiniti tagli manuali, una sorta di ‘frattale’ fatto nei modi di uno scultore plastico. Le forme che ne risultano a volte si dischiudono a tutto tondo come piccoli e grandi libri e rivelano dall’interno il segno e il disegno dei molteplici riflessi di luce e ombra. La scultura in questo caso mostra una sorta di dinamismo interno, la curvatura dei fogli ne suggerisce l’andamento e lo sviluppo a tutto tondo; sono queste molteplici variazioni ad interessarmi. Altre volte le forme diventano monoliti cartacei sfaccettati in centinaia di lamelle leggere dove gli strati della materia assomigliano a venature e le mutazioni cromatiche della superficie, che ingiallisce come carta lasciata al sole, fanno parte di un processo di metamorfosi che fa risalire il foglio al legno, all’albero, alla sua materia madre d’origine.  A seconda di come è mossa, toccata, tagliata, la carta mi offre continue ‘visionomie’ e ‘tattometrie’, così ho chiamato, rivendicandone l’origine sensoriale, visiva e tattile, le suggestioni che questa materia è in grado di generare nella sua nuova strutturazione. Il mio fare procede allora con la restituzione di queste esperienze e con il continuo indagare intorno alla scultura, alla sua fisicità, al suo rapporto con lo spazio.”vaso in carta di Daniel


Oggi dedico l’articolo a queste due sculture che ho avuto modo di ammirare da Dilmos a Milano l’anno scorso durante il Salone del Mobile. Testi e foto tratti dal sito di Daniele Papuli che vi invito di andare a vedere. La foto del vaso è stata fatta dalla sottoscritta quest’anno presso la galleria Dilmos di Milano.


Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Volume lamellare a parete di forma angolare realizzato con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. L’elemento Metria si inserisce a parete come ripiano di appoggio ma anche come struttura adatta a contenere. 

Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Metria shelf/container


Struttura lamellare di forma angolare, con appoggio a terra, realizzata con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. Il volume è dotato di una struttura interna con tre ripiani.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria Totem è un singolo elemento verticale, un totem contenitore e nella composizione con più elementi si trasforma in una parete divisoria modulare.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito
Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria totem/container


Conversazioni poetiche tra differenti materiali
FUORISALONE 2017 GALLERIA DILMOS MILANO

 

http://www.danielepapuli.net/

 

Softseating dorato by Molo

Softseating dorato by Molo

“Volevamo celebrare e rendere omaggio all’immenso contributo che la carta ha dato alle arti, attraverso una serie di sgabelli a ventaglio Softseating, rifiniti in oro 24 carati” (Stephanie Forsythe e Todd MacAllen)


Softseating dorato by Molo

La seduta si chiude come un libro quando lo si mette via, per poi aprirsi generando sgabelli o piccoli tavoli. In alternativa, i moduli si possono collegare tra loro magneticamente fino a formare sedute lunghe e sinuose. Un tempo, gli artigiani, rilegatori e monaci applicavano un sottile strato dorato sul bordo della carta, con lo scopo pratico di salvaguardare il contenuto da polvere, umidità e luce del sole, ma anche con un valore simbolico di valorizzazione del manoscritto e di ciò che rappresentava.

Softseating dorato by Molo

Attraverso una tecnica centenaria, i bordi della carta kraft usata per gli sgabelli sono rivestiti con foglia d’oro 24 carati che rimarrà inalterata. Così le sottili pieghe dorate catturano la luce e richiamano i mobili in metallo dorato o le pale d’altare…

Presentate all’ultimo maison&objet 2017

http://www.molodesign.com/

 

Le Lanterne di Cartunia Design

Le Lanterne di Cartunia Design

 

Paesaggi domestici e momenti magici …


 

Le Lanterne di Cartunia Design

Cartunia Design presenterà la Nuova Collezione di Lanterne a Francoforte in occasione di Ambiente Messe 2016.

Gli animali- lanterne sono aumentati arrivando a 15 esemplari: Lena La Balena, Dante l’Elefante, Malco il Falco, Arturo il Canguro, Raffa la Giraffa  e Tino il Delfino, oltre ai classici Duccio il Cavalluccio, Rodolfo il Gufo, Caronte il Rinoceronte, Azelio il Coniglio, Licio il Micio, Lina la Gallina , Lello il Cammello, Otto lo Squalotto, Aza la Razza.

Per la prima volta entra in scena un animale a sospensione, che si tufferà con equilibrio nei vostri ambienti: Tino il Delfino.

Come ogni oggetto di Cartunia Design tutti gli animali sono facili da assemblare e il packaging è stato studiato per essere estremamente ridotto nell’ingombro e facilmente impilabile.

Le Lanterne di Cartunia Design

Gli oggetti Cartunia Design nascono da un pannello intagliato che si assembla attraverso semplici operazioni di piegatura pertanto non sono necessari particolari attrezzi oltre a quelli già in dotazione.

I modelli Zoo small portable, si avvalgono della tecnologia led, implementata con una base ricaricabile che permette il trasporto delle lampade senza cavi garantendo un’autonomia di 8 ore. la parte elettrica inserita all’interno della struttura di tutte le lampade garantisce assoluta sicurezza anche quando il prodotto viene maneggiato da bambini.  

Le Lanterne di Cartunia Design

Realizzate in Wood Wave, una carta in pasta legno lavorata a onda, appositamente progettata dal brand per garantire una struttura solida e durevole. Un rivestimento esterno di polipropilene che lo rende inoltre morbido al tatto e resistente all’umidità, lavabile e riciclabile.

Le lampade più magiche diventano Origami, un tributo all’antica arte giapponese di piegare la carta per creare infinite storie. Storie che si prestano ad essere forgiate in un’interpretazione più contemporanea del design come Moka, il grattacielo luminoso dal quale sgorga la luce, creando suggestivi giochi di rimandi e scenografie oniriche.

Le Lanterne di Cartunia Design

Francoforte HALL 11.1 STAND G39

http://www.cartuniadesign.com/

 

 

Lace – Francesca Mazzotta per San Valentino!

Lace anello - Francesca Mazzotta L'anello fa parte della linea LACE...in fusione di bronzo, carta, perle di fiume
 Francesca Mazzotta L’anello fa parte della linea LACE in fusione di bronzo, carta, perle di fiume

Rosso della passione… Perla come pegno d’amore… Voluta come laccio d’unione… E’ così che l’anello della collection Lace di Francesca Mazzotta diventa adattissimo per San Valentino!

 


LACE: lacciolegacciomerlettopizzotrinaallacciaregalastringatombolo


Da una piccola intervista a Francesca capiamo anche lo spirito della Collection.

“Se c’è una cosa che aveva il potere di lasciarmi incantata era sin da piccola osservare le donne alle prese con il classico telaio salentino a pedali, al quale si dedicavano con maestria e pazienza, realizzando quelli che per me sono tutt’ora dei capolavori, come merletti, pizzi e frange di ogni genere. Ricordo ancora una vecchia cassapanca nella casa della nonna, uno scrigno di ricordi, conservava il mistero di ciò che conteneva. L’essenza era inconfondibile, mista all’antico della lavanda e all’acre delle fibre legnose, nascondevano benissimo l’odore di vecchio. Quel profumo mi rimanda le immagini di un tempo, narrate per brevi istanti, quasi legate al filo impercettibile della tradizione, che tramanda di generazione in generazione, l’esperienza, la storia e le emozioni. Ed è quel filo impercettibile di delicate frange che ha preso forma nella mia fantasia generando la linea LACE, gioielli creati da gesti apparentemente superflui che hanno intarsiato il nostro passato. Fusione di bronzo, Perle di Fiume, carta e minerali per riportarci ad un passato dove il tempo non ha determinato un distacco ma ha restituito in queste creazioni un senso di modernità.” (Francesca Mazzotta)

 

Washi Lamp di Nendo

Washi Lamp di Nendo
Washi Lamp di Nendo

Taniguchi Aoya Washi, cartiera giapponese si trova a Tottori Prefecture, nel Giappone orientale, è l’unico produttore nazionale del paese di carta tridimensionale Washi. Washi si ottiene passando dei piani sottili attraverso un bagno di polpa vegetale e acqua per raccogliere la polpa, poi essiccata e fatta asciugare su questi piani fino ad ottenere i fogli di carta.

Washi Lamp di Nendo
Washi Lamp di Nendo

Invece di incollare i fogli di washi insieme per creare le forme desiderate, l’azienda utilizza un metodo che consente di ottenere direttamente forme tridimensionali. I risultati sono simili e confusi a quelli che si ottengono con vetro bianco o la plastica.

Washi Lamp di Nendo
Washi Lamp di Nendo

Aggiungendo il konnyaku alla miscela si creano effetti di rugosità che esaltano le caratteristiche particolari della carta. Ecco dunque nascere apparecchi d’illuminazione che uniscono la tecnica washi a un sistema di stropicciatura e rendendo espliciti entrambi i procedimenti.

Photo: Hiroshi Iwasaki aoyawashi.co.jp , nendo.jp

 

www.nendo.jp/en/

Hechima: Ryuji Nakamura

Filigree paper chair: by Ryuji Nakamura
Hechima 4: Ryuji Nakamura

Design elegante per questa sedia Hechima di Ryuji, interamente in carta. La forma unica di questo sedile ma funzionale, apparentemente fragile, spinge oltre i confini del materiale e del design.

Filigree paper chair: by Ryuji Nakamura
Hechima 5 : Ryuji Nakamura

 

Questa delicata, struttura filigranata è una sedia interamente fatta di carta dall’architetto giapponese Ryuji Nakamura. Chiamato Hechima 4, è uno straordinario pezzo di design estremamente robusto e funziona meravigliosamente come effimero, sia per quanto riguarda la sedia che l’opera d’arte.

Hechima: Ryuji Nakamura
Hechima 4: Ryuji Nakamura

Nato a Nagano in Giappone, Ryuji progetta strutture, paesaggi, interni, mobili e altro… Ha vinto numerosi premi di design, tra cui il Good Design Award e premi di design JCD.

Hechima 5 Ryuji Nakamura
Hechima 5 Ryuji Nakamura

www.ryujinakamura.com