Archivi tag: Nel Mondo dell’ARTE

Rita Miranda______ ceramica tra tradizione e innovazione

 “All’inizio l’incapacità di controllare completamente la creazione

di un mio oggetto mi innervosiva.

Oggi invece sono innamorata di quella componente di casualità.

La sorpresa è un momento magico che unisce il respiro di tutti.

Spesso parto da semplici schizzi

ma c’è sempre una componente imprevedibile

che può cambiare il progetto iniziale.

Alla fine ogni oggetto è la somma di due energie:

la mia e l’inevitabile casualità che rende unico ogni pezzo.”

(Rita Miranda)

Seeds 2011 diam 30-40 cm -con Barro Vivo e Torolf Sauermann

 

Sfere, ricci di mare o di terra, sfere… spesso animate da rane, camaleonti, serpenti e altri piccoli animali quasi piccole essenza divine collocate a difesa dell’arte che rappresentano….

 

Rita Miranda 2008

“Il mio lavoro parte da un desiderio primario, quasi
ancestrale, quello di creare oggetti con le mie mani,
con la terra e con il fuoco.

Rita Miranda 2008

Oggetti che vogliono 
esprimere armonia, equilibrio, proporzione, e il punto
di riferimento torna ad essere la natura, inesauribile
fonte di ispirazione con le sue forme, i suoi colori, la sua vita.
Terra, fuoco, aria, acqua.

Rita Miranda 2008

Tutti gli elementi si
mobilitano nell’arte Raku. La tecnica nasce nel 1500 in
Giappone, collegata alla “cerimonia del the”, per poi
 svilupparsi e trasformarsi nei secoli. I pezzi vengono 
estratti incandescenti dal forno, per poi acquistare
caratteri unici ed irripetibili nel corso del
raffreddamento.

"Una nera rabbia di poesia nel petto..." opera per Progetto PAsolini galleria Terre Rare di Rosa Biagi Bologna

Un ambiente fortemente riducente, privo di ossigeno,
ottenuto ad esempio coprendo l’oggetto incandescente
con della segatura, provoca la formazione di lustri e
riflessi, dovuti alla reazione chimica degli ossidi
metallici presenti nell’argilla e negli smalti. Il ciclo si
chiude poi con l’immersione degli oggetti in acqua, o
con il raffreddamento all’aria.”

Rita Miranda

Le sue opere sono esposte presso le seguenti gallerie: Ab Ovo Gallery (Todi), Terre Rare (Bologna), Il Cerchio (Perugia), Manidesign (Napoli). Spazio Nibe (Milano)

Rita Miranda

www.ritamiranda.com/

Rita Miranda

Una transumanza critica_______

Due esposizioni: Una Transumanza critica di Enrico Franchi e

In Principio di Fausto Maria Franchi ed Enrico Franchi.

Una transumanza critica Enrico Franchi

Ho davanti a me alcuni grotteschi esemplari bovini dell’immensa mandria che Enrico Franchi ha immaginato per un’installazione, ove al dilagare di questa corrisponde un’evidente denuncia critica ecologica, in quella che può dunque dirsi una transumanza critica.

Una transumanza critica Enrico Franchi

La transumanza che Enrico Franchi ci propone è dunque una realtà della sua intima consapevolezza critica in un giudizio attuale sulla realtà socio-politica in cui siamo immersi, fra plutocrazie consumistiche egemoni e folle di sudditi consumatori, condizionati, sfruttati, avvelenati, alienati quando non infine affamati. L’arte certamente non può più di tanto, può tuttavia avere la grande forza di insinuare dubbi critici anche profondi, di sollecitare una diversa presa di coscienza, dalla quale può nascere una nuova possibilità antagonistica.

(Enrico Crispolti)

Una transumanza critica Enrico Franchi
Una transumanza critica Enrico Franchi

Nell’Esposizione In principio Fausto Maria Franchi mostra come la vita non è immobile né silenziosa: è un divenire (Panta Rei). Le opere ricordano i fenomeni della natura attraverso uno degli elementi: l’acqua che purifica gli orrori e le immondizie umane e restituisce alla natura realtà e puro valore. Viceversa in Transumanza, Enrico Franchi, rappresenta un’immensa mandria che nasce dalle pianure intorno all’Ilva di Taranto e lungo il percorso si trasforma assorbendo tutte le cose negative diventando un pascolo deforme e grottesco e segnando la fine del nostro tempo, la fine della nostra esperienza su questa terra…una catena di morte che parte dall’uomo e si ripercuote sull’uomo stesso…

In Principio Fausto Maria Franchi e Enrico Franchi

Giovanni Battista Maria Falcone riprende in Due letture dissonanti le diverse visioni simboliche dei Franchi restituendole in un racconto fotografico.

Fausto Maria Franchi nasce a Roma il 9 maggio 1939; la sua formazione avviene presso il MAI, Museo Artistico Industriale di Roma, diretto da Alberto Gerardi. Studia ceramica e scultura seguendo in particolare la sezione oreficeria condotta da Orlando Paladino Orlandini. Vive e lavora a Roma.

Enrico Franchi nasce a Roma nel 1972, dove si diploma presso il 2° Liceo Artistico della città. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e tenuto lezioni nelle sedi di diverse scuole e istituti. Vive e lavora a Roma.

Giovanni Battista Maria Falcone, tra i maggiori fotografi siciliani, ha esposto numerose sedi pubbliche e private. Fra le pubblicazioni si ricordano Sole di Sicilia, Electa, Milano, 1994 a cura di A. C. Quintavalle e The Waste Land, E.M.F. Editore, Palermo 2004, a cura di G. Dorfles.

Marco Nardini nasce a Modena nel 1971, dopo gli studi di architettura, rivolge il suo interesse alle attività di allestimento e museografia. Nel 2006 fonda con Roberta Magnoni la MiES, galleria d’arte orientata alle arti decorative ed industriali. Ha collaborato, con enti ed istituzioni, alla cura di esposizioni e pubblicazioni.

 

Credits:

Giovanni Battista Maria Falcone

Fotografo Filippo Vinardi.

La mostra In Principio si è svolta dal 16 Settebre al 1° Ottobre in occasione del Festival Della Filosofia. Galleria Mies, Modena

Curatore Marco Nardini

Una transumanza critica – Enrico Crispolti per Enrico Franchi –

___________IX MIRRORS__________

“ Le immagini vanno viste quali sono,

amo le immagini il cui significato è sconosciuto

poichè il significato della mente stessa è sconosciuto”

(René Magritte)

 

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

All’inizio della vita iniziamo a percepire la nostra esistenza rispecchiandoci negli occhi e nei volti di chi ci circonda. Il senso fondamentale del nostro stare nel mondo nasce qui. Man mano che cresce la nostra consapevolezza, lo specchio come oggetto diventa uno strumento aggiuntivo per la riflessione di sé.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

 

In questa serie, “IX Mirrors”, Gilad suggerisce che l’immagine allo specchio racchiuda un’ipocrisia che riflette solo la nostra esteriorità.

Ci chiede allora di contemplare una possibilità più complessa e poetica del reale. Il titolo, che rimanda alle nove vite dei gatti, rappresenta la possibilità di altre vite interiori celate e svelate dall’anima dello specchio.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Gli specchi di Gilad sono semplici cornici di legno rettangolari in cui sono state introdotte delle narrative. Il riflesso dello spettatore non più oggettivo, contiene più di quanto riflette. L’aspetto funzionale diventa secondario; le corde sopra lo specchio, le cornici dorate svuotate e il portacandela di bronzo all’altezza del volto dello spettatore non hanno una funzione puramente  decorativa.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Alcuni specchi contengono riferimenti storici che uniscono il presente con il passato e sono indizi di altre vite che si accostano cosi’ alla nostra. Altri giocano con la propria struttura, distorcendo la nostra percezione dello specchio come oggetto.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Dal punto di vista del design, questi principi sono la ricerca delle giuste proporzioni, ma Gilad ignora appositamente le giuste proporzioni, fino ad arrivare all’ estremo con soluzioni surreali.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Pur mantenendo la propria autenticita’ artistica, la collaborazione con Dilmos ha portato Gilad ad esplorare il passato artistico e culturale dell’Italia. Nei suoi specchi incorpora antiche stoffe veneziane, mosaici bizantini eseguiti a Ravenna, figure scolpite a mano modellate sull’esempio di sculture classiche romane.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Per lui l’atto di citare la storia ha due ruoli: conferire rispetto al passato e soddisfare l’esigenza di ridefinirlo in modo giocoso. 
La nostra comprensione di uno specchio è che riflette l’”immediato”, l’ “adesso”. In questi specchi l’ “adesso” viene infuso con il passato, con il “c’e’ stato” o con l’ “avrebbe potuto essere”.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Sono opere aperte che rappresentano uno stimolo non una soluzione.

(tratto dalla cartella stampa di Dilmos)

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Gli oggetti presenti da Dilmos non possiedono una progettualità stilistica uniforme, ma nelle intenzioni e nella volontà di considerare i pezzi che animano una casa, uno spazio, come elementi che ne accolgano il pensiero e che ne trasmettano, attraverso la loro alta capacità narrativa, le poetiche e le intenzioni.

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

 

IX MIRRORS (2011)

Ron Gilad

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Exhibitions presso DILMOS Milano

photo EMILIO TREMOLADA

http://www.dilmos.com/

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

www.rongilad.com/

Dilmos Ron Gilad IX MIRRORS 2011

Claudio Di Carlo e i paesaggi sonori

“La sua pittura è sensoriale ma anche carnale,

si espande e colpisce,

rivelando delle azioni o

diventando a tratti sonora,  rumorosa…”.

 

Come sporcarli ancora? olio su tela 2003 collezione privata

L’artista, con le sue opere inscena una realtà corrotta sublimata dalla rappresentazione di elementi contemporaneamente vivi che si contrappongono ad essa. Le opere sono una probabile allegoria o allusione alla dualità odierna dell’arte in Europa.

K1 2008 olio su tela emulsionata serie Enigma rebus

La pittura di Claudio Di Carlo propone un’espansione di forme, di suoni, di azioni e rumori che oltrepassano i bordi del quadro.

(Tratto da Adriana Martino e Lucia Spadano)

Decorazione superflua 2008 olio su tela collez. privata

Ma quello che ho trovato veramente interessante di questo artista è l’interazione tra l’arte visiva e la musica elettronica per raccontare un ambiente contemporaneo ricco di contraddizioni, di discrasie, ma anche di sentimenti puri.

"M M" olio su tela 2009 collezione privata
Profumo di isole lontane olio su tela 2007
Grazie per il tuo amore 2009 olio su tela emulsionata

Claudio Di Carlo e Gabriel Maldonado, quindi, insieme nella mostra presso la Bibliothe’ Contemporary Art Gallery, hanno creato dei paesaggi sonori: “toni emotivi raffreddati, colori acidi, marchi pubblicitari e discariche urbane, amore, nostalgia, dolore, sono gli elementi che entrano in azione nel lavoro pittorico di Di Carlo.
 Focalizzata sulla dialettica e la compenetrazione tra rumore e melodia è invece la ricerca musicale di Maldonado che estende le potenzialità della musica elettronica alla rappresentazione di un quotidiano incapace di separare la sfera reale da quella virtuale.

Mc Love, è stato presentato da Biblyothè Claudio Di Carlo e Gabriel Maldonado

In entrambi i casi, forte è il riferimento agli anni ’70, ma i loro attuali figli dei fiori appaiono cristallizzati, tecnologici, fagocitati da un ambiente trash che con i suoi tentacoli sta invadendo il pianeta rendendo le persone esseri sopravvissuti dal destino incerto.

Memoire Du Futur olio su tela 2007

Una profonda poesia, del resto sembra lanciare un messaggio positivo…

un deciso input verso la ricostruzione di una nuova dimensione sociale e politica”. 


(Tratto da Francesca Pietracci- comunicato stampa -Bibliothe’ Contemporary Art Gallery 
via Celsa, 4/5 – Roma)

 

CE LIVID MATIN olio su tela 2006 collez. privata

www.claudiodicarlo.org/

MicroCosmi: “Cloud Cities” di Tomás Saraceno a Berlino

Geodi… Tele di ragno…astrofisica… e visionari del passato come Buckminster Fuller e Archigram group….solo alcune delle fonti d’ispirazione di Tomás Saraceno per le sue “biosfere”: opere organiche tridimensionali che galleggiano nello spazio…. adornate con piante…. o semplicemente sospese a reti di corde nere.

Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Tomás Saraceno

Saraceno è capace di creare ambienti e scenari di grande suggestione….

Punto di partenza dell’artista, è l’interesse per l’ambiente e per la società, presenti e futuri, in cui le persone vivono…. reti di piattaforme abitabili che galleggiano nell’aria. La libertà della loro posizione permette di creare città aeree in costante trasformazione fisica.…..

Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Tomás Saraceno

….un modo di ridisegnare lo spazio sociale e il comportamento umano….

 

Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Tomás Saraceno

L’installazione dell’artista argentino, che sarà esposta fino al 15 gennaio 2012, ospitata dal Museo di Arte Contemporanea-Hamburger Bahnhof, occupa l’intera sala del padiglione storico e riunisce per la prima volta una ventina di “biosfere”. Con questo lavoro, Saraceno mette in mostra la sua visione tridimensionale di un mondo utopico, permettendo al visitatore di sperimentare come sia possibile creare una nuova dimensione cosmica partendo da un sistema composto da singoli moduli; lavoro, influenzato anche dalla formazione come architetto.

ToSa_Installationsansichten_JZiehe__2-4-6 Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Jens Ziehe

L’installazione è promossa da Dornbracht, azienda tedesca produttrice di rubinetteria di design con sede a Iserlohn, da sempre, impegnata nel promuovere e sostenere la cultura.

ToSa_Installationsansichten_JZiehe__2-4-6 Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Jens Ziehe

Con i Dornbracht Installation Projects® (questo è il titolo di una mostra che si svolge ogni anno) la Dornbracht intende offrire un’arena di confronto fra le posizioni dell’arte d’avanguardia nella disciplina delle installazioni. Una disciplina, quella delle installazioni, che oggigiorno è una delle preferite fra i giovani artisti. L’obiettivo a lungo termine dei Dornbracht Installation Projects è quello di farsi un nome fra le manifestazioni obbligate del mondo dell’arte e della cultura. Il proseguimento della serie di mostre dei Dornbracht Installation Projects® è affidato al Museo di Arte Moderna di Francoforte.

Visitate www.cultureprojects.com.

ToSa_Installationsansichten_JZiehe__2-4-6 Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof Foto: Jens Ziehe

 

VIDEO

 

In occasione di Cersaie 2011 Dornbracht presenta le serie Deque e Gentle e ATT. Per quanto riguarda le rubinetterie per la cucina l’azienda presenta Eno ed alcune integrazioni del Water Dispenser. Lo stand Dornbracht si trova al padiglione 35, B79

La forma minimalista della rubinetteria come origine per una dolce presentazione dell’acqua. Seguendo con l’architettura il naturale flusso dell’acqua, si inizia un viaggio attraverso le varie applicazioni della serie.

http://www.dornbracht.com/it/

Visitate il suo sito e calatevi nei suoi fantastici mondi utopici……

www.tomassaraceno.com/

 

Credits: ALOYS F. DORNBRACHT GMBH & CO. KG ARMATURENFABRIK KÖBBINGSER MÜHLE 6 D-58640 ISERLOHN

WWW.DORNBRACHT.COM

Abdruck frei – Beleg erbeten / Use of images for publicity purposes – copy of article requested.

Dornbracht Italia S.R.L. via Morimondo 2/5, I-20143 Milano

Press Office Italia: – SILVIA RIZZI > comunicazione – Villa Casnati – Via San Carlo 5, I-20060 Bussero (MI),

www.silviarizzicomunicazione.com

Credits immagini “Cloud Cities” :

Cloud Cities 01-02-03

Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof

Foto: Tomás Saraceno

 

ToSa_Installationsansichten_JZiehe__2-4-6

Tomás Saraceno Cloud Cities, 2011 Installationsansicht Hamburger Bahnhof

Foto: Jens Ziehe

Interessante l’articolo: http://www.flashartonline.it/interno.php?pagina=onweb_det&id_art=326&det=ok&titolo=TOMAS-SARACENO

Luce e colore……..Veturia Manni

Creazioni singolari, legate al mondo reale, ricche di un significato profondo ed intimo, alla ricerca di attimi fuggenti che cercano la sorpresa, l’emozione in uno scatto fotografico……..


IL COLORE Veturia Mannni

Veturia Manni nasce a Sezze Romano (LT) vive e lavora a Latina.
Il suo percorso è complesso: si Laurea in DAMS. Appassionata di Cinema, frequenta a Roma un corso di montaggio cinematografico e digitale, si iscrive alla Facoltà di Architettura a Roma.

Nel 2003, crea una linea di gioielli di gusto avanguardista, siglando il marchio gioiellixcaso, una collana realizzata con resine, unite a frammenti di vetro, conchiglie, polveri ed altri materiali di recupero impreziositi.

Dopo questa parentesi torna alla creazione di opere d’arte di sapore decisamente pop. Parte dalla fotografia, fermando diversi attimi di vita come elementi architettonici, spazi dismessi, luoghi e persone, in una sintesi di poesia e narrazione….

Interviene, con colori acrilici, resine sintetiche, matite, gesso, tubi di neon luminosi, frasi……

I suoi scatti sono filtrati dalla sua immaginazione, attimi di passaggio fermati prima di un montaggio, che cercano il “movimento”…. Per l’artista rimane comunque fondamentale il riconoscimento nell’opera, dell’origine fotografica che ne costituisce l’elemento centrale. Qualsiasi oggetto, luogo o persona è godibile in quanto immagine multi evocativa.  Adopera con incessante vitalità nuove tecniche e nuovi materiali…..

Il riferimento alla pop-art è d’obbligo, in particolare alla pop-art della seconda fase che, sposta l’attenzione all’ambiente circostante, con interessanti affinità alla pop-art inglese, meno aperta al progresso di quella americana, più nostalgica e “poetica”.

Rosso Veturia Mannni

L’utilizzo del neon ricorre in Rosso dove è proprio la luce a disegnare la grande forma del cuore, che a mio avviso, rappresenta un messaggio d’amore e speranza al di sopra di un nastro/matrice rappresentante il Caos che domina i rapporti umani….oggi quanto mai attuale…

….e in Colore dove, Veturia, sposta l’attenzione su un secchio con pennello intriso di colore, pronto all’uso…per dare una sferzata di energia all’osservatore……….anche qui l’elemento luce del neon è determinante.

Nei due inediti dedicati al mare….abbandona la luce artificiale alla ricerca di un’esplosione di colori che ne possa sostituire la valenza energizzante…..come nel mare all’improvviso dove il frangersi del mare blu sulla scogliera è paragonabile alla forza della natura…..

Il mare all’improvviso Veturia Manni

Potrete vedere le sue opere il 21 ottobre 2011 e conoscerla all’hotel Ripa a Roma in Via degli Orti di Trastevere, 3

http://www.veturia-manni.ioarte.org/

Salvagente Veturia Manni

 

Credits: tratto da: http://www.ioarte.org/; Dott.ssa Barbara Vincenzi;  Emanuela Gasbarroni,    Dott.Salvatore Russo;  http://www.ripahotel.com/it/

https://www.facebook.com/veturiamanniartista/