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ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

 

Oggetti di un quotidiano reinventato

che cercano di raccontare una storia

un’immagineun sogno

 


ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

 

Piet Hein Eek, olandese, è considerato il precursore di una filosofia estetica innovativa, che si distacca da ogni tendenza contemporanea per creare oggetti d’arredo belli, solidi e senza tempo, che acquistano un fascino particolare…

ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

Produzione vastissima, la sua, di cui caratteristica principale rimane l’utilizzo di pezzi di legno recuperati, che vengono da lui personalmente assemblati con tecniche tradizionali di falegnameria, e non solo.

ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

Questi Tegelkubuskast sono dei mini-cabinet assemblabili tra loro…dei piccoli gioielli…

ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek


In Italia lo trovate in vendita sicuramente presso lo Spazio Rossana Orlandi di Milano.

ScrapWood: Scarti del Legno, Piet Hein Eek

http://www.rossanaorlandi.com/

https://pietheineek.nl/en/

Philip Sajet

creazioni di Philip Sajet

 

Dio parla a ciascuno solamente prima ch’egli sia creato,
poi va con lui silente nella notte.
Ma le parole, quelle prima dell’inizio di ciascuno,
le parole come nubi, sono queste:
Sospinto dal tuo intendere,
va’ fino al limite del tuo anelare;
dai a me una veste.
Dietro alle cose come incendio fatti grande,
sicché le loro ombre, diffuse,
coprano sempre me completamente.
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.
Non lasciare che da me tu sia diviso.
Vicina è la terra,
che vita è chiamata.
La riconoscerai
dalla sua solennità.
A me da’ la tua mano

(“Sento Le Cose Cantare” Rainer Maria Rilke)


creazioni di Philip Sajet

In ognuno di questi pezzi, uno strano equilibrio tra gli assemblaggi di corpi trovati in natura con gli oggetti creati dalla mano dell’uomo, rivela la peculiarità di ogni specie, come anche la loro differenza.

creazioni di Philip Sajet

Così il lavoro di Philip Sajet, in continua evoluzione nel corso dei decenni, può essere visto come un ritratto multi-sfaccettato del limite della forma. E’ come se la mano del maestro, comunque in perfetto controllo dei materiali, delle distanze, delle forme a sua disposizione, si rilassasse di tanto in tanto e cedesse l’energia e la forma intrinseca delle cose che attraversano il suo percorso. E’ come se un Dio ubriaco, perso in momenti di auto-godimento, avesse lasciato le cose andare a modo loro, uscire fuori dalla sua portata e cambiare a tal punto da apparire nuove non appena rientrate nell’orbita del suo lavoro.

creazioni di Philip Sajet

I Gioielli, una volta usciti dal controllo del loro artista-demiurgo, diventano oggetti da indossare. Solo la personalità di chi li possiede potrà dare loro vita e importanza.

creazioni di Philip Sajet

 

creazioni di Philip Sajet
creazioni di Philip Sajet

Dal 14 novembre in mostra presso il MAXXI di Roma con Corpo Movimento Struttura.

Connessioni, strutture, equilibri di pesi e volumi: un lessico comune condiviso da gioiello e architettura, discusso e interpretato da Domitilla Dardi con gli autori coinvolti dal MAXXI. Attraverso le opere di sei grandi maestri internazionali – Babetto, Bielander, Britton, Cecchi, Chang, Sajet – viene raccontato il legame tra piccola e grande scala evidenziando in maniera inedita alcune particolarità del mondo del gioiello contemporaneo.

Insieme a Domitilla Dardi, curatrice della mostra, Giampaolo Babetto, David Bielander, Helen Britton, Monica Cecchi e Philip Sajet ricordano inoltre la figura e l’opera di Peter Chang a pochi giorni dalla sua prematura scomparsa.

http://www.philipsajet.com/

www.maxxi.art/it/

Reverence collection by Fernando Mastrangelo

Reverence collection by Fernando Mastrangelo

La rottura di foglie di ghiaccio, l’evaporazione di laghi e altri fenomeni relativi al cambiamento climatico della Terra hanno influenzato gli schemi di questi tappeti dell’artista di Brooklyn, Fernando Mastrangelo.


Reverence collection by Fernando Mastrangelo

Passato e presente si fondono in oggetti che raccontano molto di movimenti e forme propri della natura, con un risultato poetico, materiale e immateriale allo stesso tempo.

Reverence collection by Fernando Mastrangelo

Adoro questo artista!

Quello dei cambiamenti climatici è un tema ampiamente dibattuto, soprattutto a livello mediatico, ma poco attraente e che spesso finisce per essere accantonato.

Reverence collection by Fernando Mastrangelo

A renderlo più tangibile sfruttando gli strumenti della progettazione è l’artista americano di base a Brooklyn Fernando Mastrangelo, che ha realizzato una collezione di tappeti che esprime l’urgenza del tema. In collaborazione con il marchio newyorkese Edwards Fields, Mastrangelo ha riportato sui tessuti i segni distintivi del cambiamento climatico: dalle crepe nei ghiacciai agli iceberg alla deriva, passando per i laghi evaporati.

Reverence collection by Fernando Mastrangelo

La collezione prende il nome di Reverence ed è realizzata a mano dagli artigiani di Edwards Fields con materiali di qualità come seta e filati di lana dove toni neutri e cromie nette convergono.

https://www.edwardfields.com/

Zoé Ouvrier e le foreste del tempo sospeso 

Zoé Ouvrier

Quasi una poesia, sospesa tra mondi diversi: la natura che esiste, l’umanità che la trasforma. La natura e il sogno, come piacere illusorio e proiezione verso un’altra dimensione, diventano i due punti focali tra cui si snodano le raffinate composizioni, concluse con domande sospese, con moniti mirati a chi osserva. Preoccupata per il futuro del pianeta, l’artista si pone le domande sulle conseguenze dell’operato umano sulla natura.

Zoé Ouvrier

I soggetti sono alberi, tronchi dalla corteccia tormentata spogli, foreste con atmosfere misteriose sospese nel tempo.

Zoé Ouvrier

Il suo lavoro consiste principalmente nella realizzazione di opere incise sul legno: tavoli in legno e schermi.

Zoé Ouvrier

Paraventi e pannelli, da appoggiare o da appendere, le opere di Zoé Ouvrier, anche da fare in situ…ma anche tappeti.

Zoé Ouvrier

Alberi, tronchi, foglie, boschi. I decori di Zoé Ouvrier sono sempre a tema naturalistico. Laureata a Les Beaux Arts di Parigi, l’artista francese utilizza tecniche d’incisione per intagliare sfondi vegetali su paraventi e pannelli di legno che diventano quadri di luci e ombre da appendere a parete o poggiare a pavimento. Ogni pezzo è unico.

 

http://www.zoeouvrier.com/

 

IL TEXTILE DESIGN DI BURO BELÈN

Buro Belèn Another plaid

Alla ricerca di una nuova forma di decoro, con l’uomo al centro dello spazio, uno spazio pensato anche come protezione e interfaccia con i sensi. Un design tattile ed emotivo progettato per persone vive, realizzato con materiali vivi e destinato ad interni vivi che si trasformano con il tempo e con la luce.


Buro Belèn Living Colours

Buro Belèn è uno degli studi di design olandesi più interessanti dell’ultima generazione guidato da Brecht Duijf e Lenneke Langenhuijsen, rappresentativo del textile design. Buro Belèn lavora sui materiali e sui colori nell’area del prodotto semilavorato cercando un approccio intuitivo, emozionale e tattile che sfocia in manufatti non convenzionali. Ne è una prova la collezione Living Colours per la quale lo studio ha collaborato con un collettivo di ricercatori e aziende manifatturiere: i prodotti tinti con pigmenti naturali tendono a cambiare colore col tempo.

Buro Belèn Living Colours

Molto belle e interessanti sono le Falling Rocks, una serie di tavoli che si adattano al paesaggio contemporaneo. Questi mobili scultorei sono fatti di morbide basi tessili su cui sembrano cadute dure lastre di pietra dal cielo. Ogni tavola è un oggetto unico.

Buro Belèn Rocks Fallling

Laying Bag in lana merinos, è un prodotto piacevolmente morbido che cambia colore dal rosa al giallo o dal grigio al beige; Another plaid basato su pigmenti naturali senza finissaggio che rilasciano sul filo diverse intensità di colore.

Buro Belèn Divano ricoperto dal WOODEN TEXTILE proveniente dall’albero Della Tapa Foto GUUS SCHOTH

La spola viene usata come una sorta di stampante 3D che nel momento della tessitura crea spontaneamente un disegno all’interno del tappeto. Di questo esiste una versione da arazzo chiamata Cottonmix che può essere appesa a pareti e soffitti ed è perfetta per migliorare l’acustica.

Buro Belèn Laying Bag

www.burobelen.com/

 

 

I tappeti di Alexandra Kehayoglou

 

©Alexandra Kehayoglou

“È come rendere eterni i luoghi che visito, come scattare una foto”


©Alexandra Kehayoglou

Sospese tra tradizione e modernità, le sue creazioni sono ispirate alle distese rigogliose dell’America del Sud.

©Alexandra Kehayoglou

Le foto Alexandra Kehayoglou le scatta ai paesaggi della sua Argentina, ne riproduce i pascoli, la lussureggiante vegetazione, il muschio, gli arbusti, le acque, le foreste, i ghiacciai. Lo stile che ha creato è un’astrazione di paesaggi del suo paese. Colori caldi e suggestivi per tappeti che possono diventare coperte o arazzi o molto di più.

©Alexandra Kehayoglou

“Vorrei che tutti quelli che osservano i miei pezzi si sentissero come se stessero per entrare in un nuovo contesto. I pezzi sono grandi e paiono estendersi all’infinito. Sono destinati ad essere i portali che hanno il potere di condurti lì dove si trovano i tuoi ricordi”.

©Alexandra Kehayoglou

Per realizzarli Alexandra utilizza lana di scarto dell’azienda di famiglia (la sua famiglia è leader nella produzione di moquette in Argentina) e dice che questo è il modo per mantenere il legame con le sue origini greche, con i suoi nonni e con le tradizioni di tessitura dei tappeti ottomani. Di origine greca, la designer ha la tessitura nel Dna. I suoi nonni gestivano una bottega a Isparta, nell’attuale Turchia. Scappati a Buenos Aires, a causa della guerra, sono riusciti negli anni a costruire un piccolo impero. Oggi El Espartano, il loro brand, è un vero punto di riferimento nel panorama del design.

©Alexandra Kehayoglou

Attraverso il computer traccia un bozzetto, che poi viene riprodotto su tela. La tecnica impiegata è quella del tufting, tradotto ciuffo, che grazie a una speciale pistola permette di affondare i vari fili nella stoffa. Questo metodo consente di comporre prodotti personalizzati, perché ogni tappeto è lavorato con lana naturale rigorosamente argentina, recuperata dagli scarti di produzione.

©Alexandra Kehayoglou per Hermes

Come una moderna paesaggista, Alexandra ritrae i ghiacciai della Patagonia, ma soprattutto i pascoli della sua infanzia, dando vita alle pampas, gli sconfinati territori dei Gauchos. I tappeti più poetici sono le isole verdi a forma di otto e quelli effetto prato. “I miei lavori vengono considerati come delle opere d’arte naturalistiche e alcune – Refugio para un recuerdo, in particolare – regalano con la loro tridimensionalità l’illusione di entrare in un sogno. A molti l’accostamento di un tappeto con l’arte potrà sembrare eccessivo, ma a questi oggetti letteralmente “terreni” viene tributata un’attenzione sempre maggiore”.

©Alexandra Kehayoglou per Hermes

http://alexkeha.com/