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Moooi e Arte ispirati dagli animali estinti

The Extinct Animals Wallcovering Collection Moooi & Arte – Menagerie di animali estinti
Una fantastica stampa digitale della giungla in cui sono nascosti ognuno dei dieci animali

Presentato durante la design week milanese, The Museum of Extinct Animals è l’ultimo progetto del marchio olandese Moooi. Si tratta di una serie di tessuti, carte da parati, pelli e tappeti, creati in collaborazione con il marchio belga Arte e ispirati ai disegni di dieci animali estinti, tutti trovati negli archivi di diversi musei del mondo. Un viaggio indietro nel tempo, alla scoperta di creature come il dodo, il calamaro gigante appartenente alla famiglia Histioteuthidae e il rinoceronte pigmeo.


The Extinct Animals Wallcovering Collection Moooi & Arte

Quando due marchi di alto livello uniscono le forze, ci si può aspettare qualcosa di speciale. Questo è certamente vero per la collaborazione tra Moooi e Arte. Moooi è lo straordinario marchio di design fondato da Marcel Wanders. Questo marchio presenta lusso creativo per una vita ben curata. Innovativo, provocatorio e poetico allo stesso tempo. Arte ha raggiunto la fama internazionale come designer dei rivestimenti murali più lussuosi e sofisticati. Conosciuti per la loro qualità superiore e per i design raffinati, i rivestimenti murali Arte adornano le pareti delle case residenziali e degli interni dei progetti in tutto il mondo. Ispirati l’uno dall’altra, Moooi & Arte ha creato la collezione di rivestimenti per pareti Extinct Animals.

The Extinct Animals Wallcovering Collection Moooi & Arte

La collezione Wallcovering degli animali estinti

I rivestimenti murali di The Extinct Animals sono ispirati al Moooi’s Museum of Extinct Animals. Con il Museo degli animali estinti, Moooi celebra la diversità della natura, stimolando ad estendere i limiti dell’immaginazione. Evidenziando che il tesoro più inestimabile delle spedizioni passate e presenti è l’inaspettata diversità della bellezza, in tutte le sue forme.

Aristo Quagga

The Extinct Animals Wallcovering Collection amplia gli orizzonti progettuali di Moooi aggiungendo una nuova dimensione verticale. All’interno della collezione Wallcovering di Animali estinti, ogni modello è ispirato alle caratteristiche di un animale estinto. Combinazioni sorprendenti di colori, caratteristiche e motivi della sua pelliccia, del suo piumaggio o della sua pelle, lo riportano vividamente sulle nostre pareti. Alcuni disegni narrano una storia; altri stimolano i nostri sensi usando immagini e trame.

Calligraphy Bird
Dodo Pavone
Flying Coral Fish
Umbrella Squid

http://www.effeitalia.com/view/index.php

Eros Torso- bottiglie di plastica elevate ad oggetto poetico

Eros Torso Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau

Tentativo di cercare l’intersezione tra arte e design, per dare un esempio di creatività umana. Gli artisti cercano l’idea di cambiare la percezione della temporalità di un oggetto monouso come una bottiglia d’acqua, per trasformarla in qualcosa senza tempo. Come il titolo suggerisce, l’ispirazione nasce dal busto di Eros, il dio greco dell’attrazione.


Eros Torso Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau

Eros Torso è il risultato della collaborazione tra l’artista danese Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau, e nasce dalla volontà di elevare qualcosa conosciuta notoriamente come temporanea e ordinaria, ad oggetto permanente e poetico.

Eros Torso Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau

La collezione si basa sul riciclaggio di bottiglie d’acqua modellate e riproposte come vasi.

Eros Torso Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau

Gli artisti vogliono esplorare la sensazione poetica che deriva da qualcosa di così comune come una bottiglia di plastica. I due artisti semplicemente piegano e ammaccano; in questo modo tutti i vasi hanno una forma unica. Quando vengono toccati dalla luce naturale, i vasi si illuminano e creano un prisma trasparente che conferisce vita ai fiori.

Eros Torso Oliver Sundqvist e Frederik Nystrup-Larsen per il flower shop di Copenhagen, Tableau

https://www.frederiknystruplarsen.com

 

In ricordo di Veturia Manni

Voglio ricordare così Veturia Manni … in un articolo del 2011 sul mio blog… appassionata di immagini, e della vita dal 2016 accoglieva eventi e mostre presso la Artime Gallery di Latina.

Veturia Manni

Vi invito a vedere le sue opere in una mostra provvisoria che aveva allestito nei locali al piano terra della Torre Pontina. “Un’arte difficile, sofferta, come se cercasse di dare a chi guardava non le risposte nell’opera, ma fuori.”

Luce e colore……..Veturia Manni

 

“Incredibile Carta” – Daniele Papuli

 

SIBILLA DI DANIELE PAPULI

Sono uno scultore e dialogo con le materie, lo spazio, i luoghi.

Carta. Materia viva, vibrante, mutevole.

Daniele Papuli, 1971, Maglie, Puglia, Italia


Vaso di Daniele Papuli Dilmos Milano

“L’ incontro con la carta risale al 1995 dopo aver indagato diversi materiali della scultura con una serie di manufatti in pietra, legno, gesso, seguendo inconsapevolmente un percorso, un passaggio continuo dalla gravità alla leggerezza della forma, dalla solidità alla duttilità della materia. Con lo stesso ‘fare’ che appartiene allo scultore, ossia scavando e ‘levando’, ho assottigliato sempre di più i volumi, anche attraverso forme in resina risolte in ampie superfici bidimensionali, fino ad arrivare alla manipolazione della materia cartacea. Per meglio conoscerla e poterla dominare ho sperimentato la sua produzione, sminuzzando carte di vari tipi, miscelate e ricomposte sul retino con terre, erbe e colori. In questo processo di trasformazione, da cellulosa quasi impalpabile a materia stratificata, sono stato stimolato dall’accumulo e accostamento delle risme originarie, per lo più in strisce e ritagli, utili come materia prima da cui partire. Ho deciso di ‘costruire’ la forma scegliendo proprio il foglio di carta come unità di misura, attratto dalle grammature leggere e grosse, dalle potenzialità strutturali della superficie, da questa materia per me, viva, vibrante e mutevole. Materia con una fisicità ed un piacere tattile apparentemente dissimulato nella sua forma più consueta, piatta, bidimensionale, affidato alla grana e al colore. Con una serie di azioni decisive come il taglio, la scomposizione ed estrapolazione dei volumi cercati, il foglio diventa per me una superficie distesa sulla quale agire. La mia indagine prosegue e si sviluppa attraverso la costruzione di strutture in carta sempre più complesse basate sulla ripetitività dei singoli moduli cartacei. I volumi sono calcolate composizioni lamellari, composti da numerose sagome ottenute con infiniti tagli manuali, una sorta di ‘frattale’ fatto nei modi di uno scultore plastico. Le forme che ne risultano a volte si dischiudono a tutto tondo come piccoli e grandi libri e rivelano dall’interno il segno e il disegno dei molteplici riflessi di luce e ombra. La scultura in questo caso mostra una sorta di dinamismo interno, la curvatura dei fogli ne suggerisce l’andamento e lo sviluppo a tutto tondo; sono queste molteplici variazioni ad interessarmi. Altre volte le forme diventano monoliti cartacei sfaccettati in centinaia di lamelle leggere dove gli strati della materia assomigliano a venature e le mutazioni cromatiche della superficie, che ingiallisce come carta lasciata al sole, fanno parte di un processo di metamorfosi che fa risalire il foglio al legno, all’albero, alla sua materia madre d’origine.  A seconda di come è mossa, toccata, tagliata, la carta mi offre continue ‘visionomie’ e ‘tattometrie’, così ho chiamato, rivendicandone l’origine sensoriale, visiva e tattile, le suggestioni che questa materia è in grado di generare nella sua nuova strutturazione. Il mio fare procede allora con la restituzione di queste esperienze e con il continuo indagare intorno alla scultura, alla sua fisicità, al suo rapporto con lo spazio.”vaso in carta di Daniel


Oggi dedico l’articolo a queste due sculture che ho avuto modo di ammirare da Dilmos a Milano l’anno scorso durante il Salone del Mobile. Testi e foto tratti dal sito di Daniele Papuli che vi invito di andare a vedere. La foto del vaso è stata fatta dalla sottoscritta quest’anno presso la galleria Dilmos di Milano.


Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Volume lamellare a parete di forma angolare realizzato con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. L’elemento Metria si inserisce a parete come ripiano di appoggio ma anche come struttura adatta a contenere. 

Metria shelf/container Daniele Papuli by sito

Metria shelf/container


Struttura lamellare di forma angolare, con appoggio a terra, realizzata con strisce di carta selezionata per grammatura e colore. Il volume è dotato di una struttura interna con tre ripiani.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria Totem è un singolo elemento verticale, un totem contenitore e nella composizione con più elementi si trasforma in una parete divisoria modulare.

Metria totem/container Daniele Papuli by sito
Metria totem/container Daniele Papuli by sito

Metria totem/container


Conversazioni poetiche tra differenti materiali
FUORISALONE 2017 GALLERIA DILMOS MILANO

 

http://www.danielepapuli.net/

 

Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

 

Pensiamo anche al nostro pianeta!


Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

L’artigianato indigeno australiano sposa la plastica riciclata. Il risultato è vera e propria arte: lampadari coloratissimi che hanno meritato di essere esposti presso la National Gallery of Victoria in Australia. Queste splendide lampade in PET in realtà sono il frutto di un lavoro commissionato dalla stessa Galleria, che ha portato gli artisti indigeni Yolngu e il fondatore del progetto PET Lamp, Alvaro Catalán de Ocón, a creare lampadari unici realizzati solo sfruttando bottiglie di plastica riciclate e stuoie. I lampadari intrecciati in fibra di PET oggi sono un’installazione straordinaria visibile al pubblico.

Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

Pet Lamp in realtà nasce nel 2011 grazie all’idea del designer spagnolo Alvaro Catalán de Ocón che ha avviato l’omonimo progetto collaborando con le comunità di tutto il mondo. L’obiettivo? Trasformare i rifiuti di plastica in opere uniche e funzionali.

Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

Negli ultimi cinque anni Catalán de Ocón ha lavorato con artigiani in Colombia, Cile, Giappone ed Etiopia per produrre le lampade “collaborative”.

Giunto alla sua quinta edizione, il PET Lamp Project ha fatto il giro del mondo illuminando comunità con bellissimi mestieri sostenibili. Per la sesta installazione, Alvaro Catalán de Ocón è sbarcato in Australia dove ha collaborato con sette tessitori indigeni ad Arnhem Land, una delle cinque regioni del Northern Territory of Australia. Le ampie lampade sono costituite da foglie e radici di una pianta tropicale del genere Pandanus, coloranti naturali, bottiglie in plastica PET, cavi elettrici riutilizzati e LED a bassa tensione.

Alvaro Catalan de Ocon- la Pet Lamp realizzata con gli indigeni australiani

Il progetto è stato realizzato nel corso di sei settimane nel 2016. Alcuni paralumi sono stati uniti in un unico pezzo intrecciato. Queste splendide luci riciclate sono state esposte alla National Gallery of Victoria fino al 15 aprile 2018

Per le vostre case potete vedere le Pet Lamp in commercio … meravigliose! 

Alvaro Catalan de Ocon e la serie Pet Lamp

http://catalandeocon.com/

 

 

La Luce per Jacopo Foggini

Jacopo Foggini

 

“L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce”.

Le Corbusier


Jacopo Foggini Brilli MOD. G : METHACRYLATE : Ø 100 CM : HEIGHT 100 CM

Jacopo Foggini, artista nato nel 1966 a Torino e residente a Milano, che studia ed esplora l’arte e il design, esperto conoscitore di Luce e Volumi.

Jacopo Foggini Sneeze: METHACRYLATE

Foggini entra a lavorare nell’azienda di famiglia dove scopre un materiale comunemente utilizzato nel design automobilistico, il metacrilato.

Jacopo Foggini Sneeze: METHACRYLATE – dettaglio

Si esprime plasmando metacrilato, che scopre per caso a 5 anni entrando a curiosare tra le linee di produzione dell’azienda di famiglia. Usata per le finiture delle auto, la resina termoplastica diventa la materia preferita di Foggini che ne coglie le potenzialità estetiche e cromatiche, praticamente infinite. Mette a punto una macchina che porta il metacrilato a 200 gradi fino a farne un filo sottile a cui lui ridà forma modellandolo con le mani. 

Jacopo Foggini presso Dilmos  Salone 2018

Dal 1997, inizia con un’installazione negli spazi di Romeo Gigli, poi espone le sue opere nelle gallerie più prestigiose: dal Carrousel du Louvre al Centre Pompidou di Parigi, dal Royal College of Art di Londra alla memorabile Plasteroid.  Collabora con aziende come Edra per cui ha creato Alice, una poltrona da esterni in filo di policarbonato traslucido, e il tavolo Capriccio in vetro e acciaio. Nella sua galleria di Milano, le lampade da soffitto in metacrilato che concentrano e diffondono la luce. 

Jacopo Foggini presso Dilmos  Salone 2018

Bellissimi i suoi lampadari della collezione Brilli e Sneeze la cui totale trasparenza lo mette in netto contrasto con gli altri proposti nelle tonalità oro e ocra. Le opere “Tondo 120” e “Dischi”, pensate e realizzate per essere applicate al muro, sono tra le mie preferite. Le trovate sicuramente in vendita presso la galleria Rossana Orlandi, da Dilmos e da Spotti a Milano.

Jacopo Foggini presso Galleria Rossana Orlandi Salone 2018

http://www.jacopofoggini.com/