“Sweet”

Sweet- Paola Navone - Gervasoni

Aspettando l’estate, ormai vicina, continuo le mie “pillole” sugli arredi da esterni, anche se questi, di oggi, sono più che altro interni-esterni, magari, sotto un bel porticato.

Al Salone del Mobile 2010 è stata presentata una serie di proposte poetiche e ricche di immaginazione con un nome suggestivo: Sweet. Collezione presentata da Paola Navone, designer di grido che lavora da anni per Gervasoni.

Sweet- Paola Navone - Gervasoni

Questi arredi mi sono piaciuti molto per la loro freschezza e per la loro tavolozza colori: azzurro, grigio e bianco. I materiali sono quelli tradizionali come il bambù, il legno, il rattan, il marmo però, reinterpretati ed uniti ad altri materiali moderni come il cemento e la gomma!

Sweet- Paola Navone - Gervasoni

Spero vi possano essere utili, per esempio, per soluzioni  per una casa al mare; io li trovo molto giovanili e confortevoli! Lo specchio nero a forma di rosa è veramente simpatico….

Sweet- Paola Navone - Gervasoni

Ringrazio Anna Sindona delle Relazioni Esterne e Comunicazione, per le foto concessemi.
Il  link è: www.gervasoni1882.it

 

“Sogno di una notte di mezza estate”

collezione INOUT poltrona armchair

Oggi vi voglio presentare una poltrona che mi è sempre piaciuta, anche se non è una collezione del 2010.

Parlo della armchair collezione Inout della Gervasoni, disegnata dalla designer Paola Navone che per Gervasoni cura dal 1998 la direzione artistica dell’azienda, oltre ad occuparsi in prima persona, del disegno di gran parte delle collezioni. Poltrona adatta per gli spazi esterni, giardini, terrazze, bordi piscina, che genera un’atmosfera resa suggestiva dall’utilizzo di led luminosi, all’interno degli arredi, che creano una luce eterea. Elementi esterni suggestivi, un’idea emozionale, evocativa e sofisticata!

Il materiale? E’ polietilene ed è disponibile in vari colori: verde, azzurro, bianco opalino, con illuminazione interna.

link: www.gervasoni1882.it

Paccheri con pesto di pistacchi e gamberi

Ingredienti per 6 persone: paccheri 6-7 etti; pistacchi di Bronte 300 gr., olio d’oliva e sale, in alternativa pesto ai pistacchi già pronto, 1 vasetto; gamberi 600 gr. (io compro quelli tunisini, neri che in cottura diventano rossi).

Preparare il pesto con circa 300 gr di pistacchi di Bronte sgusciato, olio di oliva quanto basta e un pizzico di sale. Per ottenere un pesto dal colore brillante bisognerebbe privare i pistacchi della loro cuticola viola, tuffando i pistacchi in acqua bollente per pochissimi secondi. Una volta sbucciati metterli nel mixer, con un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale. Tritare il tutto aggiungendo nel frattempo altro olio per ottenere un composto granuloso ed omogeneo. Io, spesso, compro il pesto già pronto assolutamente proveniente dalla Sicilia; l’unico problema è trovare quello veramente buono che sappia di pistacchi! Mettere in cottura la pasta e nel frattempo, dopo aver pulito i gamberi, farli saltare per circa 6 minuti in una larga padella con un filo di olio. Intanto preparate il pesto in un recipiente e aggiungete un pò dell’acqua di cottura per renderlo cremoso. Scolate la pasta e aggiungetela al pesto, mescolate e aggiungete i gamberi…..una bella macinata di pepe e portate in tavola!

Come vino vi consiglio un siciliano doc come Grillo cantine Rallo o Grillo Parlante azienda Fondo Antico Trapani che presenterà alla degustazione del 10 giugno 2010 l’Enoteca Vino e Parole di Roma. (per informazioni info@vinoeparole.it )

Paesaggi domestici!

L’azienda Verde Profilo presenta: MOSSdesign. Cos’è MOSSdesign? E’ un’idea innovativa per chi ama il verde in casa o per chi ha voglia di un tocco di originalità, e consiste in un vero e proprio muschio naturale, in varie colorazioni, che permette di disegnare dei giardini verticali e degli spazi dagli scenari unici!

La linea MOSSdesign è composta da una serie di complementi di arredo, quali: paralumi, sfere, vasi, piastrelle e dipinti. In particolare i quadri sono dell’architetto Isacco Brioschi. Ideali per ambienti di accoglienza (soggiorni, ingressi, receptions) come pure in camera da letto in versione testa-letto. Una soluzione semplice che non richiede assolutamente condizioni particolari per il mantenimento: non necessita di irrigazione nè di luce. Insomma un vero prodotto rivoluzionario!…. Almeno questo sulla carta! Bisognerebbe provarlo per confermare quanto detto. Ringrazio per le foto concessemi. Il link del sito web è: http://www.verdeprofilo.com/ [slideshow]

Paccheri con polpo alla civitavecchiese

Ingredienti per 6 persone: polpo verace da circa 8 etti; paccheri trafilati al bronzo 6-7 ettti; circa 1 bicchiere vino rosso; circa 1 bicchiere di vino bianco; aglio 2 -3 spicchi; pecorino.
Prendere un bel polpo verace, io lo congelo per qualche giorno per frollarlo; fare un soffritto di aglio e olio e aggiungere il polpo tagliato a pezzi. In un’altro recipiente mettere, in parti uguali, vino bianco, vino rosso e acqua, quantità di liquidi che deve andare a coprire il polpo. Quando l’acqua è quasi in ebolizione aggiungere il polpo, preventivamente soffritto, fino a cottura, cioè fino a quando non si è asciugato il sugo ( deve formarsi una sorta di cremina, lasciatela un pò morbida in modo che non si secchi troppo il polpo per circa 1 ora ). Non aggiungere sale nell’acqua della pasta e nel polpo! Far bollire l’acqua della pasta e far cuocere circa 6-7 etti di paccheri.
Una volta cotti scolarli e aggiungere il sugo di polpo e pecorino! A piacere un pò di prezzemolo e peperoncino. Vi assicuro che è una bontà! Io l’ho servito con un vino rosso Nero D’avola Rudinì Cantina Eloro Pachino Siracusa.

” Non può esserci progresso senza affrontare l’ignoto” Zaha Hadid

MAXII

Ieri, finalmente, sono andata a vedere il MAXII di Roma, è veramente spettacolare, sembra, in un solo momento, di essere arrivati a Parigi o in una capitale europea, comunque non in un panorama romano!….Finalmente dopo 12 anni Roma, può essere definita capitale Europea….Roma, una città ferma all’architettura del ventennio dell’ E42 si è messa al passo con i tempi con linee nuove ed avveniristiche quali quelle di Zaha Hadid. Varcata la soglia del cancello si accede ad una piazza “pubblica” dove sotto il portico “campeggia” l’opera meravigliosa di Gino De Dominicis “Calamità cosmica” del 1988, scheletro con un lungo naso dissacrante e ironico nei confronti della morte. Dalle ampie vetrate sotto il portico, si accede alla hall d’ingresso, dove la percezione dello spazio materico è definito dalle linee forza in movimento, dalla materia, pavimenti e pareti, dalla luce e dai colori dei percorsi. Tutto il resto sono dettagli. Quindi il risultato della mia percezione è stata la pulsione ad entrare lasciandosi guidare, da queste “linee forza”, nei meandri geometrici del museo. All’uscita, dopo una “veloce” visita di più di due ore, è stato piacevole sostare nella piazza antistante che ospita delle opere d’arte contemporanea permanenti. Sarebbe piacevole fermarsi oltre, ma le sedute sono poche e fanno pensare che Zaha Hadid non abbia desiderato che i visitatori sostassero troppo a lungo, e in fin dei conti, a pensarci bene, tutto ciò è perfettamente in linea con il concetto di movimento e dinamismo! [slideshow]

“L'accoglienza sorride sempre, e l'addio se ne va sospirando”. (W. Shakespeare)