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Vittorio Zecchin- Trasparenze

14 settembre 2017

Vittorio Zecchin- Trasparenze LE STANZE DEL VETRO

La nuova mostra allo spazio LE STANZE DEL VETRO, mette in scena una firma della tradizione vetraria. Ma Vittorio Zecchin: i vetri trasparenti per Cappellin e Venini, aperta l’11 settembre, è soprattutto la storia di tre uomini con una visione condivisa che diede nuova energia alla produzione di Murano.

Quando Giacomo Cappellin, antiquario veneziano e Paolo Venini, neo-avvocato milanese, decisero di fondare la loro vetreria avevano un’idea chiara in testa: portare il vetro muranese nelle case dell’alta borghesia. Per farlo dovevano innovare un settore che salvo rare eccezioni, era fermo sulla sterile ripetizione di modelli ormai sorpassati.

Vittorio Zecchin- Trasparenze LE STANZE DEL VETRO

Individuarono in Vittorio Zecchin la loro guida artistica: artista e pittore muranese, figlio di un tecnico vetraio, è stato un grande protagonista del vetro del Novecento, che ha contribuito in modo determinante a modernizzare negli Anni Venti, con soffiati monocromi, forme di grande eleganza che reinterpretavano la classicità, spesso ispirate alla vetraria del Cinquecento o ai vetri sulle tele di pittori veneziani del XVI secolo.

Vittorio Zecchin- Trasparenze LE STANZE DEL VETRO

Il sodalizio tra i tre durò pochi anni: dal 1921 al 1926, ma riuscì a raccogliere un successo in Italia e all’estero sia alle esposizioni di arte decorativa che sul mercato. Ecco perché i quasi 250 vetri nella mostra curata da Marino Barovier, sono la fotografia, non soltanto della produzione muranese, ma anche del gusto in un periodo di grande innovazione estetica.

Vittorio Zecchin- Trasparenze LE STANZE DEL VETRO

L’evento prodotto da Fondazione Giorgio Cini onlus e Pentagram Stiftung inaugura idealmente la prima Venice Glass Week. E a distanza di quasi 100 anni, questa storia di imprenditoria illuminata e coraggio di cambiare, sembra una lettera di intenti consegnata ai contemporanei.


dove: Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
quando: 11 settembre 2017 – 7 gennaio 2018, 10 – 19, chiuso il mercoledì, ingresso libero  
lestanzedelvetro.org

Tessuto Outmap collezione outdoor Dominique Kieffer by Rubelli

13 settembre 2017

Tessuto Outmap collezione outdoor Dominique Kieffer by Rubelli disegnata da Paola Navone

La poesia dell’imperfetta bellezza permea la collezione disegnata da Paola Navone per Kieffer by Rubelli. Si parte alla volta di magnifici spazi nascosti e pieni di storia attraverso vie d’acqua.

Tessuto Outmap collezione outdoor Dominique Kieffer by Rubelli disegnata da Paola Navone

Artigianalità ed inevitabile imperfezione, tipica dei lavori fatti a mano, per una collezione interamente firmata da Paola Navone.

Tessuto Outmap collezione outdoor Dominique Kieffer by Rubelli disegnata da Paola Navone

http://www.rubelli.com/it/dominique-kieffer/

 

Glass Greenhouse Lamp: Krstyna Pojerova

12 settembre 2017

Glass Greenhouse Lamp: Krstyna Pojerova

E’ una lampada dalla forma di un bulbo di vetro questa mini serra, creata dalla designer ceca Krstyna Pojerova. Grazie all’apertura nella parte inferiore, è possibile inserire il braccio per raccogliere le erbe al suo interno se ci troviamo per esempio a doverle utilizzare in cucina per la preparazione di qualche piatto.

Glass Greenhouse Lamp: Krstyna Pojerova

La sua particolare struttura agevola il passaggio della luce proveniente dalla lampadina che in questo modo non va sprecata. E che, unita ai fori di ventilazione presenti nella parte superiore, consente una migliore circolazione d’aria, permettendo alle piante di crescere belle e rigogliose.

Glass Greenhouse Lamp: Krstyna Pojerova

http://www.glasshouse.cz/

 

The Frame, Samsung

11 settembre 2017

The Frame, Samsung Yves Béhar

Yves Béhar, il designer svizzero, con base a San Francisco, presenta The Frame, l’ultimo modello di casa Samsung, che accompagna il lancio ufficiale della nuova gamma premium di tv QLED. Cosa distingue questo apparecchio da quelli già sul mercato? Questione di estetica, oltre che di tecnologia. Il colosso hi-tech coreano prosegue il percorso iniziato due anni fa con la linea Serif disegnata dai fratelli Bouroullec, con cui per la prima volta ha tradotto l’apparecchio televisivo in un complemento d’arredo vero e proprio. Il lavoro stava tutto nel design della scocca che allontanava il look della flat-tv dalle forme standard. Anche Béhar ha lavorato sulla cornice dell’apparecchio, ma si è spinto oltre: «Com’è possibile dare uno scopo alla tv, anche quando è spenta?», dice al pubblico riunito nella sala conferenze del Carrousel du Louvre.

The Frame, Samsung Yves Béhar

L’idea del chief-designer dello studio Fuseproject è stata di trasformare la tv in un quadro, in modo che si mimetizzi perfettamente nell’ambiente domestico tra le fotografie, le stampe e i dipinti che l’utente può aver appeso alle pareti. Quando non è attivo come televisore, The Frame entra infatti in “modalità Arte” (quella che una volta avremmo definito salvaschermo) riproducendo sulla sua superficie le immagini di oltre 100 opere – dalla fotografia alla street-art, dal paesaggio all’architettura – provenienti da tutto il mondo. «Immagini che si potranno integrare con le proprie fotografie e, prossimamente, con gli archivi delle gallerie e dei musei più famosi», aggiunge HS Kim, presidente Visual Display Business di Samsung Electronics.

The Frame, Samsung Yves Béhar

Tutto il meccanismo è all’insegna della massima semplicità e della pulizie delle forme. Innanzitutto niente cavi in giro per casa: i collegamenti sono riuniti in un’unica fibra ottica “Invisible Connection” che collega l’apparecchio agli altri device. Addio anche ai soliti mille telecomandi. The Frame si attiva grazie a un unico remote controller con comandi digitali e vocali e, grazie ai suoi sensori di luce e movimento, entra in modalità stand-by (quadro) automaticamente quando non rileva più alcuna presenza umana nelle vicinanze.

The Frame, Samsung Yves Béhar

Sembra fantascienza, ma l’estetica molto friendly riporta tutto a una dimensione molto domestica. The Frame possiede un serie di soluzioni per integrarla perfettamente, rendendola quasi invisibile ai nostri occhi: può essere non solo appesa a parete (grazie a un sottilissimo supporto a scomparsa “No Gap Wall-mount”), ma anche appoggiata sugli arredi come una cornice, o montata su un apposito cavalletto, fingendo che sia una tela d’artista. Inoltre può essere personalizzata con diverse cornici intercambiabili – bianche, colorate, finitura legno e diversi disegni – come facciamo con le cover dei nostri smartphone.

http://www.samsung.com/it/

Pasta con le sarde

10 settembre 2017

 

Ingredienti: finocchietto 400 gr – spaghetti o bucatini 300 gr  – sarde fresche 400 gr – uvetta 30 gr – pinoli 30 gr  – cipolla 1 – zafferano in polvere – olio extravergine d’oliva – sale – pepe nero – Pangrattato


Pasta con le sarde by arredoeconvivio

Mondate il finocchietto, ricavando solo la parte più tenera; lavatelo e lessatelo in acqua bollente salata per circa 10’. Togliete il finocchietto conservando l’acqua nella pentola per utilizzarlo per la cottura della pasta.

Pulite le sarde, aprendole a libro e togliendo la testa e la lisca con la coda.

Ammollate l’uvetta nell’acqua. Tritate finemente la cipolla e raccoglietela in una larga padella con un pizzico di sale e 50 g di olio; cuocete finché non sfrigola. Aggiungete alla cipolla l’uvetta scolata, strizzata e tritata finemente e i pinoli, e fate insaporire per un minuto mescolando; unite le sarde e fate insaporire. Poi aggiungete mezza bustina di zafferano sciolto in un po’ di acqua, il finocchietto tritato bene, e pepate; mettete il coperchio e cuocete per 5 minuti.

Preparate il pangrattato tostato al padellino da spolverare sul piatto servito.

Nel frattempo lessate la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto, riportata a bollore, scolatela al dente e versatela nella padella con le sarde; mescolate delicatamente per insaporirli e lasciateli riposare per 2-3’ prima di servirli. (ricordate di lasciare un po’ di acqua di bollitura che servirà per mantenere morbida la pasta).

Ricetta del mio cognatino, che ringrazio!!!

 

Watercandy di Zucchetti

9 settembre 2017

Watercandy di Zucchetti Ludovica+Roberto Palomba

Basta prenderlo in mano come una spazzola e il getto dell’acqua ti massaggia tutto il corpo


Watercandy di Zucchetti Ludovica+Roberto Palomba

Il suo design salta subito all’occhio, perché si ispira al mondo dell’acustica…e non a quello del bagno. Ma la vera novità è la doccetta a mano che diventa un comodissimo accessorio per massaggiare il corpo. E’ realizzato in ottone cromato, con getto a pioggia e sistema anticalcare. Ergonomico e con fascia elastica, il modello incluso nella doccetta sta perfettamente nel palmo della mano per massaggiarsi il corpo.

Watercandy di Zucchetti Ludovica+Roberto Palomba

I Designers sono Ludovica+Roberto Palomba, coppia di designer sul lavoro e nella vita, tra le più blasonate del design italiano. Vincitori di diversi premi e riconoscimenti internazionali, compreso il Compasso d’Oro, hanno uno stile dall’eleganza asciutta e lineare che mescola tocchi poetici con pulizia formale.

http://www.zucchettikos.it/

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