Klara, che nel suo nome evoca tranquillità (Klare in tedesco significa chiara, limpida; Clara in spagnolo equivale a serena), è quindi anche un progetto che sottolinea l’importanza di fondere arte decorativa, artigianato e design industriale.
Klara, poltrona in legno disegnata da Patricia Urquiola per Moroso, è un progetto che parte da un’estetica lineare e semplice, armonizzata in una forma curva ma essenziale. Il legno ne sottolinea la leggerezza e l’eleganza.
La struttura, allo stesso tempo funzionale e decorativa, rimanda alle prime produzioni seriali di inizio Novecento (anche) per l’utilizzo della Paglia di Vienna, tecnica di intreccio artigianale praticata in Friuli già cent’anni fa.
Per la sua realizzazione si è scelta la collaborazione con il distretto produttivo di Manzano, sia per valorizzare la competenza di un’area produttiva che da più di cent’anni rappresenta l’eccellenza italiana nella produzione e lavorazione industriale delle sedie di legno; sia perchè la preziosa manualità italiana, e in questo caso territoriale, è sempre un valore molto importante per Moroso.
Cerco l’incontro tra la natura profonda del corpo e la natura dell’oggetto. Natura sostiene natura. Emozione profonda è appoggiare l’oggetto sulla pancia, mettere a fuoco la pelle viva. L’oggetto col suo movimento rivela la vena che pulsa, scandisce il tempo, gli attimi di vita. (Caterina Orzi)
Durante il vernissage si ascolteranno i versi di Caterina Orzi interpretati da Carmela Ricci, attrice e autrice, che accompagneranno lo spettatore nella visione dell’evento.
Perché Essere donna è affascinante, come ci dice Oriana Fallaci: … “avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata”.
Da giovedì 23 maggio, vernissage dalle ore 18,30, sono in mostra presso Materia, Corso Vittorio Emanuele 189, Roma, le fotografie dell’artista parmigiana Caterina Orzi
SULLA MIA PELLE
Le fotografie presentate raccolgono il lavoro più recente realizzato dall’artista con una Canon Eos 1000. Si tratta di immagini scattate a luce naturale, senza artifici od interventi di montaggio, catturando il chiaroscuro del luogo: la casa studio ubicata sui tetti della città. La luce esterna si condensa in ogni scatto con la luce interiore dando vita a composizioni che uniscono l’oggetto ed il corpo che diventa scenario possibile. Da qui il titolo della mostra <Sulla mia pelle>, dove la pelle è intesa come il luogo dove si svolge l’azione, del creare e del comporre attraverso oggetti reali: petali di fiori, frutti, ali di farfalla, foglie, colori, e quanto la natura può offrire. Nasce così la simbiosi tra essere vivente e natura, tra la vita e la morte, segnate da una trama rossa come il sangue ma sempre simbolo del rinnovarsi, della trasformazione dell’essere. Scrive il critico d’arte Stefania Provinciali:
<…La sensibilità diventa elemento interpretativo attraverso il medium fotografico che si apre su di un mondo <a parte>, dove il sentire fa la differenza. Si fa strada ancora una volta nell’opera di Caterina Orzi, sia essa pittorica o fotografica, l’aspetto tutto al femminile del <non detto> ma condiviso, già delineato nelle mostre precedenti con altri mezzi ed altre storie….suggerendo una chiave di lettura che rientra nella cultura contemporanea di un’arte che si apre sulle relazioni umane e sul rapporto con la vita.> Dal catalogo <Sulla mia pelle> ottobre 2011.
(Comunicato Stampa: Caterina Orzi, Stefania Provinciali)
Un particolare ringraziamento a Carmela Ricci, attrice e alla Twilight Music S.R.L. per il suono.
La mostra sarà visibile fino al 6 giugno con i seguenti orari:
dal lunedì al venerdì 10,00-13,30 -14,30-19,00 sabato 10,00-13,00
Curatrice e organizzatrice mostra: Maria Grazia Cicala
Linkcatalogo:http://issuu.com/caterinaorzi/docs/caterina_orzi_mostra_sullamiapelle?mode=window&backgroundColor=%23222222
Era solo l’altr’anno che Jean-Baptiste Souletie e Louise Breguet, presentarono al Salone di Milano 2012 il loro nuovo brand parigino La Chance.
Un brand che si propone di essere internazionale, di usare materiali di qualità e tecniche tradizionali per proporre collezioni sofisticate, ma accessibili, puntando su una produzione di serie.
Compie un anno il brand francese La Chance e si ripresenta alla Design Week di Milano 2013 con 10 nuove proposte.
Dalla panca rossa in alluminio, Earhart di Luca Nichetto, alla lampada Swan di Guillaume Delvigne.
E ancora i tavolini Salute di Sebastian Herkner, la lampada da tavolo Vulcain di Pool e i ganci appendiabiti Jeeves di Tolila e Gilliand, elegante oggetto a parete in legno e marmo. La lampada basculante Apollo di Dan Yeffet & Lucie Koldova.
www.lachance.fr/
Lavoro d’archivio, avanguardia tecnologica e poesia.
Flos propone una nuova collezione ampia e diversificata.
Parlo delle nuove lampade a soffitto String Lights di Michael Anastassiades, un vero incanto: linee sottili che creano geometrie inaspettate e restano in bilico, in un perfetto equilibrio tra movimento e stasi…seguendo la filosofia del vivere di oggi….un magico equilibrio…
http://www.flos.it/it/home
“Ogni modulo è rifinito con una lucidatura che ci ricorda di fabbricazione specchio classico, che unisce modernità e tradizione, un complemento che diventa opera d’arte e di un’innovativa interpretazione di un pezzo tradizionale di arredamento che viene portato avanti con sottigliezza e leggerezza”, spiega Yoshioka.
Forme essenziali e pulite per lo specchio Mirage disegnato da Tokujin Yoshioka per Lema.
Designer giapponese Tokujin Yoshioka mostra alla Milano Design Week 2013 ‘Mirage’, una serie di lastre specchiate scintillanti assemblate in un collage progettato per Lema. Lo specchio modulare può essere facilmente trasformato grazie ad un sistema di accoppiamento intelligente che permette alle piastre di muoversi in più direzioni. Il progettista giapponese inizia il suo rapporto con l’azienda ponendone l’accento sulla modularità e proponendo uno specchio formato da più superfici riflettenti che possono essere montate in diverse angolazioni, grazie ad un particolare sistema di aggancio.
Un’interpretazione nuova di un arredo dove l’effetto scenico è garantito anche per la composizione con cui è stato concepito, a multipli di quattro elementi, da ripetere, volendo, per coprire intere pareti.
Un complemento che diventa un’opera d’arte….
www.tokujin.com/










































